Ladakh

Viaggi a Piedi nel Piccolo Tibet

LADAKH

Viaggi a piedi nel Paese degli Alti Passi

Storia, Arte e Cultura sul Tetto del Mondo

LA PAROLA ALLA GUIDA

Il Ladakh secondo Marco
LEGGI

La mia introduzione al Ladakh è avvenuta alcuni anni fa grazie a mia moglie Pelin; laureata in storia con master in “storia della diaspora tibetana” ha saputo trasmettermi tutta la sua passione e attrazione verso il piccolo Tibet. Vista la difficoltà di accesso al Tibet odierno e all’impossibilità di incontrarsi con la storia e cultura del buddhismo tibetano nell’attuale TAR (Tibet Autonomous Region) oggigiorno sotto il controllo della Cina; abbiamo deciso nel giugno del 2016 di realizzare un viaggio di poco più di un mese in Ladakh.

Prima di mettere piede in Ladakh non avevo mai visto un monaco buddhista, non sapevo cosa fosse un chorten (altare buddhista) né tantomeno una gompa (il monastero buddhista). Arrivato a Leh e dopo i primi giorni di lento girovagare lungo la valle dell’Indo ed i monasteri buddhisti più belli rimasi subito attratto e incuriosito da questa millenaria cultura ricca di fascino e mistero. La storia dell’antico regno del Tibet è assai lunga e complessa, e passerebbe in secondo piano se non fosse per la figura dell’antico capo spirituale di queste terre: il Dalai Lama.

Il Ladakh riesce però a mescolare in maniera eccellente il fascino dell’architettura e storia del buddhismo tibetano, con la naturale bellezza delle cime dell’Himalaya. Ricordo ancora oggi con piacere in quell’estate di aver effettuato uno dei trekking più epici e duri della mia vita; la classica attraversata che da Lamayuru conduce nella valle dello Zanskar e attraverso il passo dello Shingo La consente di andare oltre la catena dell’Himalaya e raggiungere Darcha nello stato indiano dell’Himachal Pradesh.

Da allora non sono più riuscito a togliermi dalla testa i villaggi ladakhi sperduti tra le montagne e la loro genuina ospitalità, i monasteri tibetani abbarbicati tra le rocce e perduti nel tempo, le colorate bandierine di preghiera buddhiste e la ragione per cui il Ladakh è conosciuto come “la terra degli alti passi di montagna”…uff…ogni volta che ne superi uno ne vedi altri dieci in lontananza!!!

IL LADAKH

I VIAGGI IN LADAKH

Conosciuto anche come il “Paese degli alti passi” (dal tibetano, la = passo di montagna e dakh = territorio, regno) o con l’appellativo di Piccolo Tibet, il Ladakh è una provincia dell’India Nordoccidentale appartenente allo stato indiano del Jammu & Kashmir in cui la maggioranza della popolazione è di religione buddhista e la lingua ufficiale è il ladakho.

Incastonato tra due delle catene più alte al mondo: l’Himalaya a Sudovest ed il Karakorum a Nordest; il Ladakh è rimasto per secoli isolato dal resto dell’India e dal mondo islamico del vicino Pakistan ed ha sviluppato nel tempo una spiccata cultura di stampo buddhista, in maniera particolare di tipo tibetano per la sua prossimità geografica con l’antico regno del Tibet.

L’arte, l’architettura, la cultura e la storia del Tibet che è stata spazzata via dall’invasione cinese e dalla Rivoluzione Culturale di Mao durante la seconda metà del XX secolo; è oggi più che mai presente e visibile in Ladakh. Quest’ultimo ha saputo sviluppare, anche grazie al suo isolamento geografico, una sorta di resistenza all’avanzata del mondo occidentale da un lato e di quello orientale dall’altro.

Realizzare un viaggio in Ladakh significa immergersi nelle tradizioni e nella filosofia del buddhismo tibetano. Tra queste montagne il buddhismo di stampo tibetano ha trovato una sorta di rifugio, di roccaforte, ma anche di punto di incontro. Dopo gli anni ’80 in cui anche il Ladakh è stato connesso logisticamente al resto dell’India, sono iniziati ad arrivare i primi viaggiatori e per loro così come per noi si è aperto un nuovo mondo ricco di fascino e mistero rimasto immutato negli ultimi quarant’anni.

LUOGHI IMPERDIBILI DEL LADAKH

Leh. La capitale della regione conto all’incirca trentamila abitanti ed è situata lungo la verdeggiante vallata del fiume Indo che le ha permesso nei secoli di svilupparsi e proliferare come antica capitale del Regno del Ladakh. Al suo interno troviamo numerose stupas (altari cerimoniali buddhisti), gompas (i monasteri buddhisti), l’intricata area del mercato centrale ed il bellissimo palazzo reale costruito nel XVI secolo. Di fronte alla città di Leh è situata la catena montuosa dello Stok che fa da ante sala alla ben più famosa catena dell’Himalaya principale situata a Sudovest.

Monasteri Buddhisti della Valle dell’Indo. Lungo la valle dell’Indo, ad un centinaio di chilometri a Nord e a Sud di Leh, sono distribuiti una serie di palazzi, gompas e centri storico-culturali di sviluppo e preservazione del buddhismo tibetano. Tra di loro spiccano il monastero di Hemis, l’antico palazzo reale estivo di Shey, la bellissima gompa di Thiksey adagiata su una collina e che richiama il palazzo di Potala di Lhasa ed il monastero di Stakna. Lungo l’Indo, a Nord di Leh, troviamo invece il monastero-fortezza di Lamayuru, la meraviglia architettonica di Alchi e la Gompa di Likir.

Valle di Nubra. Antico crocevia lungo la Via della Seta, la Valle di Nubra è situata oltre la catena del Ladakh che si supera attraverso il passo del Khardung La (5602m) dove corre la carrozzabile più alta al mondo. Nubra è composta dalla confluenza del fiume Shyog e del fiume Nubra, entrambi provenienti dalla catena del Karakorum orientale ed è una zona ancora più isolata e fuori dal mondo rispetto al resto del Ladakh. In essa sono costruiti i monasteri di Diskit e Sumur e dal punto di vista paesaggistico spiccano le dune del deserto d’alta quota di Hunder.

Lago Pangong Tso. Un viaggio a piedi in Ladakh non è tale senza una bella camminata sulle sponde di questo meraviglioso lago turchese. Pangong Tso è un gioiello naturale incastonato tra le montagne di Pangong ed il Karakorum a 4300m di quota nel limite geografico tra India e Cina. Si tratta di uno dei molteplici bacini endorreici che punteggiano l’altopiano tibetano e tra le sue sponde ancora oggi si trovano i pascoli degli yak dei nomadi locali.

Valle di Markha. Nel cuore del Parco Nazionale di Hemis, questa lunga vallata parallela alla catena dello Stok e dello Zanskar, è una delle destinazioni più importanti per il trekking in Ladakh. Centro pulsante della valle il villaggio di Markha che consta una ventina di case biancastre costruite sulla riva destra del torrente omonimo. La valle da accesso agli altopiani di Nimaling dove passano l’estate i pastori nomadi della regione assieme alle loro mandrie di yak.

IL CLIMA IN LADAKH

Il Ladakh è una delle regioni più aride dell’Himalaya assieme ad alcune delle regioni come il Mustang e Dolpo in Nepal. La sua posizione oltre le cime himalayane gli garantiscono la protezione dalle intense precipitazioni portate dal monsone indiano; una delle ragioni per la quale in Ladakh è consigliabile realizzare trekking in estate.

La città di Leh riceve una precipitazione annuale di 100mm, quasi tutti concentrati durante la stagione invernale anche se durante la stagione estiva non sono infrequenti brevi ma intensi rovesci temporaleschi, soprattutto nelle zone più alte che si raggiungono durante i trekking come ad esempio l’altopiano di Nimaling.

Le temperature dipendono ovviamente dall’altitudine. A Leh (3500m) ci sono in media tra i 20-25°C di giorno durante i mesi estivi e 16-18°C di notte. Aumentando di quota, per esempio nelle zone dei passi carrabili del Khardung La e del Chang La sopra i 5000m o durante il nostro transitare nell’altopiano di Nimaling le temperature scendono di conseguenza arrivando anche allo zero termico durante la notte.

L’altitudine è un altro fattore importante durante un viaggio in Ladakh. Ragione per cui è bene procedere con cautela durante i primi giorni di acclimatamento; ciò significa idratarsi bene, camminare con calma, alimentarsi leggeri e non consumare alcolici.

COME RAGGIUNGERE IL LADAKH

Si può raggiungere Leh, la capitale del Ladakh sia via terra che via aerea. L’aereo è il mezzo più comodo, rapido e sicuro per accedere alla valle dell’Indo. Regolari voli nazionali collegano la capitale dell’India New Delhi con Leh e sono operati da compagnie indiane come GoAir, Vistara o SpiceJet. Questi voli partono sempre nelle prime ore dell’alba da Nuova Delhi per raggiungere Leh tra le 8 e le 9 del mattino e decollare alcune ore dopo per rientrare nella capitale.

Il Ladakh è collegato al resto dell’India via terra solamente da due collegamenti stradali aperti esclusivamente durante l’estate da inizio/metà maggio fino a fine settembre. L’autostrada Manali-Leh collega lo stato dell’Himachal Pradesh con il Ladakh attraverso il passo di Rohtang (3980m) ed il Baralacha La (5030m); si tratta di poco meno di 450km da percorrere in due giorni di strada.

L’altro collegamento è con il vicino Kashmir attraverso l’autostrada Srinagar-Leh ed il passo dello Zoji La (4960m); altro percorso di 420km da effettuarsi in due giorni con sosta a Kargil e che durante la stagione del monsone estivo può risultare chiuso per i violenti rovesci temporaleschi.

LA PAROLA ALLA GUIDA

Il Ladakh secondo Marco

La mia introduzione al Ladakh è avvenuta alcuni anni fa grazie a mia moglie Pelin; laureata in storia con master in “storia della diaspora tibetana” ha saputo trasmettermi tutta la sua passione e attrazione verso il piccolo Tibet. Vista la difficoltà di accesso al Tibet odierno e all’impossibilità di incontrarsi con la storia e cultura del buddhismo tibetano nell’attuale TAR (Tibet Autonomous Region) oggigiorno sotto il controllo della Cina; abbiamo deciso nel giugno del 2016 di realizzare un viaggio di poco più di un mese in Ladakh.

Prima di mettere piede in Ladakh non avevo mai visto un monaco buddhista, non sapevo cosa fosse un chorten (altare buddhista) né tantomeno una gompa (il monastero buddhista). Arrivato a Leh e dopo i primi giorni di lento girovagare lungo la valle dell’Indo ed i monasteri buddhisti più belli rimasi subito attratto e incuriosito da questa millenaria cultura ricca di fascino e mistero. La storia dell’antico regno del Tibet è assai lunga e complessa, e passerebbe in secondo piano se non fosse per la figura dell’antico capo spirituale di queste terre: il Dalai Lama.

Il Ladakh riesce però a mescolare in maniera eccellente il fascino dell’architettura e storia del buddhismo tibetano, con la naturale bellezza delle cime dell’Himalaya. Ricordo ancora oggi con piacere in quell’estate di aver effettuato uno dei trekking più epici e duri della mia vita; la classica attraversata che da Lamayuru conduce nella valle dello Zanskar e attraverso il passo dello Shingo La consente di andare oltre la catena dell’Himalaya e raggiungere Darcha nello stato indiano dell’Himachal Pradesh.

Da allora non sono più riuscito a togliermi dalla testa i villaggi ladakhi sperduti tra le montagne e la loro genuina ospitalità, i monasteri tibetani abbarbicati tra le rocce e perduti nel tempo, le colorate bandierine di preghiera buddhiste e la ragione per cui il Ladakh è conosciuto come “la terra degli alti passi di montagna”…uff…ogni volta che ne superi uno ne vedi altri dieci in lontananza!!!

TANTE BELLE FOTO DEL LADAKH

I VIAGGI IN LADAKH

L'AREA, IL CLIMA, COME ARRIVARE

LA REGIONE: IL LADAKH

Conosciuto anche come il “Paese degli alti passi” (dal tibetano, la = passo di montagna e dakh = territorio, regno) o con l’appellativo di Piccolo Tibet, il Ladakh è una provincia dell’India Nordoccidentale appartenente allo stato indiano del Jammu & Kashmir in cui la maggioranza della popolazione è di religione buddhista e la lingua ufficiale è il ladakho.

Incastonato tra due delle catene più alte al mondo: l’Himalaya a Sudovest ed il Karakorum a Nordest; il Ladakh è rimasto per secoli isolato dal resto dell’India e dal mondo islamico del vicino Pakistan ed ha sviluppato nel tempo una spiccata cultura di stampo buddhista, in maniera particolare di tipo tibetano per la sua prossimità geografica con l’antico regno del Tibet.

L’arte, l’architettura, la cultura e la storia del Tibet che è stata spazzata via dall’invasione cinese e dalla Rivoluzione Culturale di Mao durante la seconda metà del XX secolo; è oggi più che mai presente e visibile in Ladakh. Quest’ultimo ha saputo sviluppare, anche grazie al suo isolamento geografico, una sorta di resistenza all’avanzata del mondo occidentale da un lato e di quello orientale dall’altro.

Realizzare un viaggio in Ladakh significa immergersi nelle tradizioni e nella filosofia del buddhismo tibetano. Tra queste montagne il buddhismo di stampo tibetano ha trovato una sorta di rifugio, di roccaforte, ma anche di punto di incontro. Dopo gli anni ’80 in cui anche il Ladakh è stato connesso logisticamente al resto dell’India, sono iniziati ad arrivare i primi viaggiatori e per loro così come per noi si è aperto un nuovo mondo ricco di fascino e mistero rimasto immutato negli ultimi quarant’anni.

Leh. La capitale della regione conto all’incirca trentamila abitanti ed è situata lungo la verdeggiante vallata del fiume Indo che le ha permesso nei secoli di svilupparsi e proliferare come antica capitale del Regno del Ladakh. Al suo interno troviamo numerose stupas (altari cerimoniali buddhisti), gompas (i monasteri buddhisti), l’intricata area del mercato centrale ed il bellissimo palazzo reale costruito nel XVI secolo. Di fronte alla città di Leh è situata la catena montuosa dello Stok che fa da ante sala alla ben più famosa catena dell’Himalaya principale situata a Sudovest.

Monasteri Buddhisti della Valle dell’Indo. Lungo la valle dell’Indo, ad un centinaio di chilometri a Nord e a Sud di Leh, sono distribuiti una serie di palazzi, gompas e centri storico-culturali di sviluppo e preservazione del buddhismo tibetano. Tra di loro spiccano il monastero di Hemis, l’antico palazzo reale estivo di Shey, la bellissima gompa di Thiksey adagiata su una collina e che richiama il palazzo di Potala di Lhasa ed il monastero di Stakna. Lungo l’Indo, a Nord di Leh, troviamo invece il monastero-fortezza di Lamayuru, la meraviglia architettonica di Alchi e la Gompa di Likir.

Valle di Nubra. Antico crocevia lungo la Via della Seta, la Valle di Nubra è situata oltre la catena del Ladakh che si supera attraverso il passo del Khardung La (5602m) dove corre la carrozzabile più alta al mondo. Nubra è composta dalla confluenza del fiume Shyog e del fiume Nubra, entrambi provenienti dalla catena del Karakorum orientale ed è una zona ancora più isolata e fuori dal mondo rispetto al resto del Ladakh. In essa sono costruiti i monasteri di Diskit e Sumur e dal punto di vista paesaggistico spiccano le dune del deserto d’alta quota di Hunder.

Lago Pangong Tso. Un viaggio a piedi in Ladakh non è tale senza una bella camminata sulle sponde di questo meraviglioso lago turchese. Pangong Tso è un gioiello naturale incastonato tra le montagne di Pangong ed il Karakorum a 4300m di quota nel limite geografico tra India e Cina. Si tratta di uno dei molteplici bacini endorreici che punteggiano l’altopiano tibetano e tra le sue sponde ancora oggi si trovano i pascoli degli yak dei nomadi locali.

Valle di Markha. Nel cuore del Parco Nazionale di Hemis, questa lunga vallata parallela alla catena dello Stok e dello Zanskar, è una delle destinazioni più importanti per il trekking in Ladakh. Centro pulsante della valle il villaggio di Markha che consta una ventina di case biancastre costruite sulla riva destra del torrente omonimo. La valle da accesso agli altopiani di Nimaling dove passano l’estate i pastori nomadi della regione assieme alle loro mandrie di yak.

IL CLIMA IN LADAKH

Il Ladakh è una delle regioni più aride dell’Himalaya assieme ad alcune delle regioni come il Mustang e Dolpo in Nepal. La sua posizione oltre le cime himalayane gli garantiscono la protezione dalle intense precipitazioni portate dal monsone indiano; una delle ragioni per la quale in Ladakh è consigliabile realizzare trekking in estate.

La città di Leh riceve una precipitazione annuale di 100mm, quasi tutti concentrati durante la stagione invernale anche se durante la stagione estiva non sono infrequenti brevi ma intensi rovesci temporaleschi, soprattutto nelle zone più alte che si raggiungono durante i trekking come ad esempio l’altopiano di Nimaling.

Le temperature dipendono ovviamente dall’altitudine. A Leh (3500m) ci sono in media tra i 20-25°C di giorno durante i mesi estivi e 16-18°C di notte. Aumentando di quota, per esempio nelle zone dei passi carrabili del Khardung La e del Chang La sopra i 5000m o durante il nostro transitare nell’altopiano di Nimaling le temperature scendono di conseguenza arrivando anche allo zero termico durante la notte.

L’altitudine è un altro fattore importante durante un viaggio in Ladakh. Ragione per cui è bene procedere con cautela durante i primi giorni di acclimatamento; ciò significa idratarsi bene, camminare con calma, alimentarsi leggeri e non consumare alcolici.

COME RAGGIUNGERE IL LADAKH

Si può raggiungere Leh, la capitale del Ladakh sia via terra che via aerea. L’aereo è il mezzo più comodo, rapido e sicuro per accedere alla valle dell’Indo. Regolari voli nazionali collegano la capitale dell’India New Delhi con Leh e sono operati da compagnie indiane come GoAir, Vistara o SpiceJet. Questi voli partono sempre nelle prime ore dell’alba da Nuova Delhi per raggiungere Leh tra le 8 e le 9 del mattino e decollare alcune ore dopo per rientrare nella capitale.

Il Ladakh è collegato al resto dell’India via terra solamente da due collegamenti stradali aperti esclusivamente durante l’estate da inizio/metà maggio fino a fine settembre. L’autostrada Manali-Leh collega lo stato dell’Himachal Pradesh con il Ladakh attraverso il passo di Rohtang (3980m) ed il Baralacha La (5030m); si tratta di poco meno di 450km da percorrere in due giorni di strada.

L’altro collegamento è con il vicino Kashmir attraverso l’autostrada Srinagar-Leh ed il passo dello Zoji La (4960m); altro percorso di 420km da effettuarsi in due giorni con sosta a Kargil e che durante la stagione del monsone estivo può risultare chiuso per i violenti rovesci temporaleschi.

TANTE BELLISSIME FOTO DEL LADAKH
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