Storia dei Cammini Siciliani: Intervista a Davide Comunale


Mappa dei Cammini Francigeni di Sicilia

Cammini Francigeni di Sicilia...


Parlando di cammini normalmente ci immaginiamo o ci viene da pensare automaticamente a quello piú transitato, al piú famoso e che oggi è diventato un must per pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo, o semplicemente un esperienza per chi ama viaggiare a piedi. Esatto, proprio il Cammino di Santiago, ma in quest’occasione no, non ci occuperemo di lui ma di ben altri cammini! Infatti negli ultimi anni stiamo assistendo a un fenomeno crescente, ovvero la “nascita” o l’adeguamento di vie storiche sia esse religiose o no, in quasi tutto il nostro paese.


Grazie a questo fenomeno abbiamo l'occasione si parlare di casa nostra e più precisamente della Sicilia...Si esattamente, fare lunghi trekking in Sicilia è possibile perchè anche la Sicilia ha i suoi Cammini! Appena nati, giovanissimi, ma già pronti ad accogliere i nostri passi. Stracolmi di storia, tradizioni e cultura, ma sopratutto calore umano e ospitalità. A molti suoneranno giá ad esempio alcuni di questi percorsi, La Magna via Francigena, La Palermo Messina per le montagne, la Via Francigena Fabaria e la via Francigena Mazarense e basti pensare che attraversano praticamente tutta l’isola da nord a sud e dall’est all’ovest.


Ad alcuni di noi è venuta già voglia di preparare lo zaino e mettere gli scarponi! Per i più curiosi invece e con voglia di saperne di piú, non resta che leggere il resto. Realizzare questo progetto o “sogno” è stato possibile, grazie a persone come Davide Comunale, l’ideatore e quello che ci ha “messo mano” per primo, come si dice dalle nostre parti. Presidente dell’associazione Amici Dei Cammini Francigeni di Sicilia, archeologo e camminatore. Allora quale migliore occasione per fare due chiacchiere e farci raccontare di prima mano come nasce e si sviluppa un cammino. Amuní !!

Davide Camunale

Come prima cosa ci piacerebbe sapere chi è Davide Comunale?

Fa sempre strano quando ti chiedono di presentarti… Chi sono? Un ragazzo siciliano di 38 anni che da 12 vive a Roma, uno storico e archeologo che si occupa di età tardo antica e medioevo e che studia il paesaggio e la viabilità come forma di conoscenza del territorio. Ma anche uno scout e un camminatore appassionato di storie antiche e un nerd amante di Lego e Star Wars.


Dove e quando è nata l’idea sui Cammini Francigeni di Sicilia?

Dieci anni fa, al ritorno dal Cammino Frances percorso la prima volta, ho cominciato a domandarmi cosa ci fosse in Sicilia, come si muovessero nel medioevo isolano, cosa fosse successo all’arrivo degli Arabi e dei cavalieri Normanni poi. Ho cominciato a studiare i documenti, gli atti notarili e le mappe e ho letto la letteratura esistente, cominciando a cercare tra gli archivi di Palermo, Messina, Agrigento e Roma, gli indizi che potevano portare a ricostruire un cammino. Alla fine, cartine topografiche alla mano e zaino in spalla, abbiamo cominciato a vedere se era possibile camminare sulla storia.


Magna via Francigena

Cammini di Sicilia: perché Francigeni?

Durante il Medioevo, la figura dei notai era fondamentale per mettere nero su bianco un documento, un testamento, un lascito o un’eredità. Anche nelle corti reali normanne e poi in quella palermitana di Federico II di Svevia, i notai appuntavano e tenevano conto di tutto e in modo particolare delle donazioni che comprendevano la descrizione minuziosa del territorio donato e dei suoi confini. Analizzando questi diplomi sono stati trovate quattro citazioni di tratti di strada denominati “vie francigene”, proprio come la più famosa via che dal sud dell’Inghilterra attraversa la Francia -da cui francigena- e giunge in Italia per fermarsi a Roma. Le nostre francigene sono invece l’attestazione di un controllo reale dei Normanni, popolo che veniva dalla regione della Normandia in Francia e che per molto tempo abbiamo indentificato come i Franchi.


Verso Corleone

Quali sono i punti forti della La Magna via Francigena ?

Il percorso attraversa l’interno della Sicilia cosa che già non ti aspetti, essendo abituati un po' tutti a frequentare la costa e gli insediamenti balneari. I borghi interni, più autentici e più genuini, offrono un livello di accoglienza più pellegrino, meno formale e più a carattere familiare, un cibo unico e di grande qualità e tradizioni ancestrali che permangono immutate nel tempo. Quindi se dovessi dirti quali sono i punti di forza hanno le Vie Francigene siciliane e la Magna Via in particolare, ti direi sicuramente l’accoglienza e il territorio interno.


Quali sono i punti forti della Palermo Messina per le Montagne ?

Il percorso più lungo che abbiamo è la Via Francigena delle Montagne, che amiamo chiamare ancora col nome datogli dai Borbone, via Palermo-Messina per le montagne, sorella minore della via per le marine che seguiva il corso della costa e ricalcava le vie consolari romane della Sicilia. Un percorso lungo circa 20 tappe può mettere a dura prova il viandante che però troverà paesaggi vari e poco prevedibili, restando spesso a quote altimetriche, 1000-1250 m, che sono insolite per un viaggio dell’Isola. La catena dell’Appennino siculo, i borghi e i castelli medievali carichi di storia e la consuetudinaria accoglienza sono, indiscutibilmente, i punti di forza di questo cammino.


Ospitalità, dove ci si alloggia? E cosa sono le ospitalità diffuse?

Creare un cammino, per noi, significa studiarne la storicità ma soprattutto verificarne la fattibilità per un camminatore di oggi e un requisito essenziale è la rete di accoglienze che abbiamo messo in piedi rintracciando tutte le strutture turistiche -b&b e agriturismi e hotel- e disposte a ragionare in una logica di sistema. Dopo questo censimento, abbiamo iniziato a ragionare sui piccoli borghi, esclusi quasi sempre dai circuiti del turismo e quindi meno forniti di strutture di accoglienza. Abbiamo incontrato la gente che ci vive e che ha case spesso e volentieri vuote o sfitte e abbiamo proposto loro di sistemare gli immobili e, una volta superati controlli e permessi, metterli a sistema nella nostra Rete. Così sono nate più di 35 ospitalità diffuse, case private dove sei ospitato dal proprietario che con te condivide tempo, cibo e storie.


Membri dell'associazione ritoccando la segnaletica

Comitati d’accoglienza / cosa sono e cosa fanno?

Vedi, dando vita ai comitati di accoglienza pellegrini, abbiamo avuto l’intuizione che sta salvando i principali cammini italiani, soprattutto al sud. Gruppi di persone volontarie che hanno interesse a promuovere il progetto di cammino, il proprio territorio, le sue specificità, tradizioni, feste attraverso una matrice comune che è la Via. Molti di loro hanno un interesse specifico, gestendo ospitalità o servizi e molti di loro sono solo appassionati e amanti della storia patria; ma qualunque sia il titolo a cui partecipano, hanno come obiettivo la collaborazione con l’associazione che gestisce il cammino, il lavoro in rete, la facilitazione dell’accoglienza dei pellegrini e il mantenimento delle tratte di competenza.

Esistono delle Guide cartacee?

Al momento la collaborazione con la casa editrice Terre di Mezzo ci ha permesso di portare a termine due progetti di guida cartacea: nel 2017 è andata alle stampe la Magna Via Francigena: un percorso da mare a mare, mentre nel 2018/2019 la seconda guida della collana siciliana, Da Palermo a Messina per le montagne. Il contributo dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e la fiducia della casa editrice ci hanno permesso di rendere fruibile e conosciuto su larga scala il nostro progetto. E in cantiere ci sono le altre due, sulla via Fabaria e sulla via Mazarense.



Grazie a Davide Comunale e all'associazione Amici dei cammini Francigeni di Sicilia per la disponibilitá e a tutti i comitati d'accoglienza, che rendono questi cammini piú semplici e piú umani.


Noi ci andiamo con i nostri viaggi :


Aprile : Trekking Appennino Siculo

Maggio: Magna via Francigena

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