Perché fare un viaggio di gruppo?

Aggiornato il: 21 mar 2019

viaggio di gruppo alle isole lofoten

Perché fare un viaggio di gruppo?


Ci sono tanti motivi, più di 5. E ci sono tanti benefici nel fare un viaggio di gruppo… ma meno di 10.


No, questo non sarà uno di quei articoli acchiappa click, divisi in sezioncine di 15 righe ciascuna che ci insegna i 10 benefici del camminare (f a b e n e), o i 5 motivi per cui viaggiare ci arricchisce (lo fa), o il miglior modo per fare lo zaino.

No. Questo sarà un articolo diverso… speriamo.


Sto rientrando dal viaggio di gruppo di 10 giorni alle Isole Lofoten. Tra tutti i viaggi che organizziamo questo è veramente un viaggio di gruppo, nel senso più letterale della parola. Le camere doppie sono una cosa rara e si condividono spazi comuni come bagni e cucine, dove ogni mattina ci troviamo per colazione e a sera per cena. Si vive in queste casette come piccole famiglie e, spesso, una piccola famiglia si diventa. Ma non voglio parlare del viaggio alle Lofoten, magari lo farò in un altro post. Ora voglio concentrarmi su questa cosa stramba e bellissima che è un viaggio di gruppo.


Credo che alcuni viaggi siano viaggi in gruppo più che di gruppo. Mi spiego meglio.

In molti viaggi ho la sensazione che la coesione non si raggiunga mai veramente, che la presenza altrui sia qualcosa da tollerare più che un fattore positivo o un elemento con il quale si possa instaurare un rapporto di dare-avere, e quindi di crescita.


Questa è la prima qualità di un viaggio del genere: c’è un confronto tra te e, nel bene o nel male, altre 10/15 persone. Un momento banale come la colazione si può trasformare in un'occasione di accrescimento culturale senza paragoni.


Ah, tu mangi i cracker con la marmellata? Posso provare?


Io senza la combo caffè, prima colazione, lavaggio faccia, caffè, seconda colazione terzo caffè non parto… ah!


Certo, dopo colazione ammirerai le meraviglie del posto che stai esplorando. Ti confronterai con una cultura ed un luogo straniero, ma già nelle prime ore del giorno, se sei aperto, potrai avvicinarti alla verità che te sei unico ma che anche gli altri sono unici e che tutti insieme, nelle nostre singolarità, siamo veramente strani.

Tutta questa unicità umana, ovviamente, emerge costantemente nella vita quotidiana di un gruppo, ed è incredibile quanto possano crollare facilmente le barriere che proteggevano le nostre convinzioni, su ogni argomento o frangente, in una decina di giorni di stretta convivenza.




Poi c’è il lato pratico del viaggio, meno sociologico.


Voglio fare un viaggio. Devo staccare. Voglio partire. Voglio fare 10 giorni di trekking.

Vi mettete a pianificare il vostro prossimo trekking, il vostro prossimo viaggio a piedi o semplicemente la vostra prossima avventura/vacanza. Sfortunatamente, nessuno dei vostri compagni di viaggio storici è libero, ha soldi, o è interessato alla tua meta. Non vi perdete d’animo perché siete viaggiatori avvezzi. Avete passato centinaia di giornate nelle aree partenze degli aeroporti ed il culture shock è la tua droga preferita e non fareste mai un viaggio di gruppo organizzato.


Ecco, io ero così. Non avrei mai pensato di poter essere un partecipante di qualsiasi attività di gruppo dove non fossi io, o un minuscolo cerchio di persone, il responsabile del mio tempo durante un viaggio o un’escursione. Viaggio organizzato, io? E chi ha bisogno di un’organizzazione esterna?


E questo era un pregiudizio. Come tanti altri pregiudizi che ho avuto nella mia vita, più che tutelarmi da esperienze negative, mi pre-giudicavano la mia partecipazione ad esperienze positive.


Si, perché nei viaggi organizzati c’è un elemento che fa da padrone, che io percepisco quasi come una forza divina che dà vita al viaggio, un'energia cosmica che si forma alla partenza e muore all’arrivo:


IL PROGRAMMA


Il programma di un viaggio è la certezza che non ci saranno perdite di tempo; che quello che faremo è collaudato, perfetto e bellissimo, che sfrutterete al meglio i vostri sacrosantissimi dieci giorni di ferie.


Elaborare un programma ben bilanciato e appagante ed eseguirlo, è il lavoro di una guida. Se una guida è brava riuscirà anche a mantenere una certa flessibilità, il che darà al tutto anche un tocco di avventura ed ignoto. Ma il nodo della questione, e, per me, il motivo principale per cui aderire è proprio questo: il programma avvicina allo zero il rischio di vacanza rovinata per errori o sfortune logistiche.


D’altronde ricordiamo tutti la pubblicità “turista fai da te? No Trekkilan-ehm Alpitour?”


Certo, saremo schiavi del programma e dovremo per forza rinunciare ad una parte della nostra libertà. Non potremo farci spingere della corrente del viaggio improvvisato, che, a volte, magicamente, ci porta ad incontri incredibili ed esperienze indimenticabili, ma d'altronde nella vita molti sono i compromessi che dobbiamo fare e, se ci ritroviamo a Giugno, senza tempo di sedersi e pianificare un viaggio in autonomia, uno di gruppo può essere, appunto, il compromesso perfetto.



"Onestamente avevo paura, ma mi sono divertito/a un sacco", mi disse un/una partecipante. Sì, perché eliminando tutte le fisime mentali, si sta andando in vacanza e di persone simpatiche divertenti e piacevoli ce ne sono tantissime. Questo viaggio appena finito, quello alle Lofoten, di persone così ne aveva 15 su 16… il sedicesimo ero io. Siamo partiti come 16 sconosciuti e, magicamente, come quasi sempre succede, siamo diventati amici. Le risate sono state tantissime, la confidenza è nata subito ed è diventata complicità, abbiamo passato 10 giorni stupendi che si sono conclusi con la promessa e la pianificazione di avventure e riunioni future. Promesse sincere, non del tipo “dai, vediamoci… poi.. nel futuro” ma del tipo “siete liberi il 29 di settembre? Ottimo… ci vediamo qui” e, onestamente, un saluto così, come dice la lonely planet, vale il viaggio.


Quindi,

ecco i 5 motivi per cui fare un viaggio di gruppo.

1) E’ UN OTTIMO METODO PER CONOSCERE PERSONE NUOVE

Yuhu è bellissimo!

2) SI E’ SEMPRE

No scherzo.


Giulio



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