5 buoni motivi per fare Trekking nel Sud Ovest della Sardegna

Nel precedente articolo vi ho parlato del Cammino di Santa Barbara e del Sentiero dei 5 Faraglioni da Funtanamare a Masua (1° e 2° tappa del Trekking nella Sardegna dell’Ovest).

La prima volta che ho visto la Costa l’Ovest è stato come mettere piede su un altro pianeta. Ero una ragazzina molto romantica e mi sentivo quasi un’eroina alla conquista di un Paese esotico e sconosciuto…

Mi ricordo ancora molto bene quel senso di inquietudine e meraviglia: quando passi la tua infanzia nella paradisiaca Costa Sud Est della Sardegna, tra i muschi e i graniti dei 7 fratelli, pensi che il mondo finisca alla Torre di Porto Giunco.

  • Sentieri nel blu
  • Deserti di sabbia
  • Vulcani
  • Foreste
  • Cascate

Questi sono i 5 motivi per fare Trekking nel sud Ovest della Sardegna.

Ve li racconto in questo articolo

Miniere nel Blu: da Masua a Cala Domestica

Masua sullo sfondo dei 5 faraglioni di Nebida – compreso il Pan di Zucchero, Su Concali in sardo, il gigante bianco (133m s.l.m) che sorge pacifico davanti a quel porto sospeso sul mare che è Porto Flavia – le alte scogliere porpora, ocra, verde smeraldo e nere; Canal Grande e tutti gli altri profondi canali rocciosi protetti da fitta macchia e inaspettati rigagnoli; la Torre di Cala Domestica – che compare e scompare continuamente in questo sali e scendi tra ginepri nani piegati dal vento che sbatte sulle rocce a picco sul mare.

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Costa tra Masua e Cala Domestica escursioni in Sardegna

Queste sono le rocce più  antiche della Sardegna, e un tempo potevano incastrarsi perfettamente con le coste della Spagna…siamo andati alla deriva e ci siamo fermati nel mezzo di quel mare che poi ha limato, levigato e corroso queste rocce di lava.

Dopo circa 2 km dopo la partenza da Masua sei praticamente immerso in una delle aree piu’ selvagge della Sardegna, in un contesto paesaggistico mozzafiato, ma l’adrenalina di essere in un posto così spettacolare si intreccia con la consapevolezza che questi camminamenti, sentieri e mulattiere si intrecciano alla storia personale di tanti minatori che sono stati i protagonisti dell’era delle miniere della Sardegna.

Piccoli tunnel, gallerie, canali, porticcioli, magazzini, laverie, antiche ferrovie, pozzi affiorano lungo tutto il percorso. E’ un’escursione quasi perfetta: devi mettere la giusta attenzione ad ogni passo ma hai il tempo e lo spazio per goderti il panorama, che non stanca mai e ti spinge a continuare fino alla meta.

Le Dune di Piscinas: Costa Verde

La Spiaggia di Piscinas (1,5 km quadrati di dune che raggiungono i 100 m di altezza) è ora considerata una delle più belle spiagge del Mondo, infatti l’estate è sicuramente un periodo critico per la Costa verde ed è un precario equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e la promozione di un turismo non invasivo.

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Dune della spiaggia di Piscinas

Beh, io sono figlia di campeggiatori liberi: erano gli anni 80′ quando sgattaiolavo felice fuori dalla tenda a 4 zampe a godermi l’alba, mentre mio padre si infilava la muta da pesca nella battigia e mia mamma preparava la moka sul piccolo fornellino accanto alla tenda.

Il campeggio libero ora è proibito, ma qualche accampata con sacco a pelo (o anche senza sacco a pelo) sono riuscita a farmela nella Costa Verde: una delle più belle sensazioni è quella di svegliarsi intorpiditi all’ombra e scivolare lentamente verso la battigia, mentre il sole ti asciuga le ossa piano e piano e poi non puoi fare altro che immergerti come un coccodrillo o una foca monaca dentro l’acqua.

Credo che sia giusto proteggere l’Habitat di Piscinas, questo immenso e unico deserto in Europa, dove la sabbia, per i forti venti, accumula maestose cime di sabbia che si estendono fino a 2 km nell’entroterra.

Tutto è grande a Piscinas: 7 km di spiaggia dorata, mare profondo dove sai che si tufferà il più grande sole rosso che tu abbia mai visto, dune altissime e poi nell’entroterra lo sguardo ti porta lontano, fino al più bel profilo del Monte Arcuentu. Anche qui erano tanti i percorsi che univano Montevecchio, Ingurtosu e Naracauli, il villaggio abbandonato, sede distaccata della Centrale mineraria che aveva sede a Montevecchio. Conosco persone che sono nate qui, perché i loro genitori lavoravano in miniera.

Naracaoli è spettrale, monumentale, inquietante, ma regale e bellissima.. E’ una donna nella mia testa, e sembra più vecchia di quello che in realtà sia realmente, ma è saggia e ha vissuto intensamente. Resiste in silenzio, più forte del vento che soffia tra le cornici delle finestre che non ci sono più. La natura non può ancora ingoiare e cancellare i ricordi, accetta Naracaoli così com’è, ancora un po’: case e palazzi senza tetti, la Chiesa e l’Ospedale, i cantieri, la Laveria, i pozzi, gli impianti, i canali…sempre li, nel silenzio delle montagna, dove i cervi bramiscono e a volte esplorano fino al Mare.

Montevecchio e Monte Arcuentu

C’era una volta il Festival Cantiere Teatrale di Montevecchio: le abitazioni, il palazzo del direttore, le foresterie, falegnamerie, la mense, le strade, tutta Montevecchio, dopo pochi anni dalla chiusura definitiva delle Miniere aveva ripreso vita grazie a laboratori e spettacoli di Teatro meravigliosi, che molto spesso avevano come scenario le meraviglie naturali del territorio, come le Spiagge della Costa Verde e Aree minerarie.

E’ qui che ho visto per la prima volta i cervi, nelle notti d’estate, scendere piano fino alla fontana, sui selciati neri di ossidiana brillante alla luce della luna. Ma ero sempre anche abbastanza felice di sentirli, aggirarsi per il sottobosco ombroso e buio.

E’ qui che ho conosciuto molti di quelli che sono i miei amici di oggi, quelli che ancora mi accompagnano nel tempo libero ad esplorare la Sardegna, a studiare e camminare sui sentieri dove poi camminerò con voi. La maggior parte di loro sono di Guspini e dei paesini vicini e i loro nonni e parenti hanno lavorato in Miniera.

Oggi Montevecchio è un bellissimo Museo a cielo aperto, ma quei luoghi per me hanno un suono che riempie la solitudine e la tranquillità, e un po’ la sconvolgono, la inquietano. Mi commuovono. E’ alla cima del Monte Arcuentu (785 m s.l.m) che siamo diretti, l’antico vulcano del Sud.

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Monte Arcuento da Piscinas

Ci sono molti sentieri per “salire”, perché molti hanno ancora qui l’azienda e il pascolo, o semplicemente un piccolo orto e qualche animale. Dolcemente il paesaggio della campagna e dei muretti a secco si apre verso i promontori che incorniciano le spiagge della Costa verde.

La bruma del mare crea uno sfumato pittoresco alla sarda: il vento forte di Maestrale porta fino a queste cime gocce di sale che piacciono agli antichissimi lecci arroccati sulla piazzaforte di questo castello di roccia.

Il monte pare sia sempre stato considerato sacro, ancora prima del cristianesimo. Sulla sua cima, all’ombra dei lecci centenari, si trovano i ruderi di un monastero fortificato e di capanne di eremiti.

Il vento è protagonista (Arcu’entu, Arco di vento tradotto) e soffia tra le creste e le punte di questo antichissimo ammasso semi compatto di tufi, basalti e rioliti. Cominciamo a scendere e vedere il monte dal basso e capire le proporzioni dell’impresa compiuta mi da sicurezza.

Ma quello che forse mi piace di più di tutto questo percorso è camminare sulle creste e avvicinarmi alle lame che si alzano ritte dalle pendici del monte fino alla valle: sono come le immense mura di una grande città fantastica, o altissime trincee dove si infila solo il vento e cresce l’erba verdissima.

Sono croste, croste di una grande ferita, spesse e sporgenti, cicatrici dell’attività vulcanica dell’area.

A un certo punto ci si infila letteralmente in un bosco di mirto e corbezzoli per poi riaprirsi in una campagna soleggiata, vasta. Accompagnati dal suono del campanaccio di capre e mucche allo stato brado, ci lasciamo alle spalle la montagna.

Monti del Linas: i Sentieri dell’acqua tra le vette più alte del Sud Sardegna

Questa è una delle aree più verdi della Sardegna ma i suoi boschi di leccio, ora protetti e custoditi, un tempo sono stati tagliati e bruciati per alimentare le fonderie del circondario, poi sono stati sostituiti dai pini. La foresta ora è fitta, sempre verde e lo scrosciare dell’acqua è una costante: sorgenti e cascate spaccano la roccia granitica e scorrono fino a valle, ad irrigare i campi della piana tra Villacidro e Gonnosfanadiga, ai piedi delle cime più alte della Sardegna del Sud (la vetta più alta è Perda de Sa mesa, 1236 m s.l.m),

La suggestione del luogo ha ispirato viaggiatori e turisti d’eccezione come Gabriele D’Annunzio.

E’ una lunga camminata, un’immersione in una Sardegna diversa, immensa e dolce, un percorso di ombre, luce e acqua. Sembra di vedere i pastori, i boscaioli, i taglialegna, i cacciatori a piedi, al galoppo su queste dolci montagne… sono le pagine di “Paese d’Ombre” di Giuseppe Dessì che mi ispirano in questa suggestione ambientata nella Sardegna di fine ‘800.

Gran parte del territorio è compreso nel Parco Culturale e Ambientale dedicato al nostro scrittore Premio Strega 1972.

Perché mi sono innamorata dell’Ovest?

Perché questa è la terra dei Giganti, dove l’uomo ha cercato di governare la Natura, la terra del vento che solleva le onde, la terra del popolo dei surfisti e dei viaggiatori on the road, la terra dei gloriosi tramonti. La terra delle miniere.

Cammino Minerario di Santa Barbara

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La prima volta che ho visto la Costa l’Ovest è stato come mettere piede su un altro pianeta. Ero una ragazzina molto romantica e mi sentivo quasi un’eroina alla conquista di un Paese esotico e sconosciuto…

Mi ricordo ancora molto bene quel senso di inquietudine e meraviglia: quando passi la tua infanzia nella paradisiaca Costa Sud Est della Sardegna, tra i muschi e i graniti dei 7 fratelli, pensi che il mondo finisca alla Torre di Porto Giunco.

  • Sentieri nel blu
  • Deserti di sabbia
  • Vulcani
  • Foreste
  • Cascate

Questi sono i 5 motivi per fare Trekking nel sud Ovest della Sardegna.

Ve li racconto in questo articolo

Miniere nel Blu: da Masua a Cala Domestica

Masua sullo sfondo dei 5 faraglioni di Nebida – compreso il Pan di Zucchero, Su Concali in sardo, il gigante bianco (133m s.l.m) che sorge pacifico davanti a quel porto sospeso sul mare che è Porto Flavia – le alte scogliere porpora, ocra, verde smeraldo e nere; Canal Grande e tutti gli altri profondi canali rocciosi protetti da fitta macchia e inaspettati rigagnoli; la Torre di Cala Domestica – che compare e scompare continuamente in questo sali e scendi tra ginepri nani piegati dal vento che sbatte sulle rocce a picco sul mare.

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Costa tra Masua e Cala Domestica escursioni in Sardegna

Queste sono le rocce più  antiche della Sardegna, e un tempo potevano incastrarsi perfettamente con le coste della Spagna…siamo andati alla deriva e ci siamo fermati nel mezzo di quel mare che poi ha limato, levigato e corroso queste rocce di lava.

Dopo circa 2 km dopo la partenza da Masua sei praticamente immerso in una delle aree piu’ selvagge della Sardegna, in un contesto paesaggistico mozzafiato, ma l’adrenalina di essere in un posto così spettacolare si intreccia con la consapevolezza che questi camminamenti, sentieri e mulattiere si intrecciano alla storia personale di tanti minatori che sono stati i protagonisti dell’era delle miniere della Sardegna.

Piccoli tunnel, gallerie, canali, porticcioli, magazzini, laverie, antiche ferrovie, pozzi affiorano lungo tutto il percorso. E’ un’escursione quasi perfetta: devi mettere la giusta attenzione ad ogni passo ma hai il tempo e lo spazio per goderti il panorama, che non stanca mai e ti spinge a continuare fino alla meta.

Le Dune di Piscinas: Costa Verde

La Spiaggia di Piscinas (1,5 km quadrati di dune che raggiungono i 100 m di altezza) è ora considerata una delle più belle spiagge del Mondo, infatti l’estate è sicuramente un periodo critico per la Costa verde ed è un precario equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e la promozione di un turismo non invasivo.

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Dune della spiaggia di Piscinas

Beh, io sono figlia di campeggiatori liberi: erano gli anni 80′ quando sgattaiolavo felice fuori dalla tenda a 4 zampe a godermi l’alba, mentre mio padre si infilava la muta da pesca nella battigia e mia mamma preparava la moka sul piccolo fornellino accanto alla tenda.

Il campeggio libero ora è proibito, ma qualche accampata con sacco a pelo (o anche senza sacco a pelo) sono riuscita a farmela nella Costa Verde: una delle più belle sensazioni è quella di svegliarsi intorpiditi all’ombra e scivolare lentamente verso la battigia, mentre il sole ti asciuga le ossa piano e piano e poi non puoi fare altro che immergerti come un coccodrillo o una foca monaca dentro l’acqua.

Credo che sia giusto proteggere l’Habitat di Piscinas, questo immenso e unico deserto in Europa, dove la sabbia, per i forti venti, accumula maestose cime di sabbia che si estendono fino a 2 km nell’entroterra.

Tutto è grande a Piscinas: 7 km di spiaggia dorata, mare profondo dove sai che si tufferà il più grande sole rosso che tu abbia mai visto, dune altissime e poi nell’entroterra lo sguardo ti porta lontano, fino al più bel profilo del Monte Arcuentu. Anche qui erano tanti i percorsi che univano Montevecchio, Ingurtosu e Naracauli, il villaggio abbandonato, sede distaccata della Centrale mineraria che aveva sede a Montevecchio. Conosco persone che sono nate qui, perché i loro genitori lavoravano in miniera.

Naracaoli è spettrale, monumentale, inquietante, ma regale e bellissima.. E’ una donna nella mia testa, e sembra più vecchia di quello che in realtà sia realmente, ma è saggia e ha vissuto intensamente. Resiste in silenzio, più forte del vento che soffia tra le cornici delle finestre che non ci sono più. La natura non può ancora ingoiare e cancellare i ricordi, accetta Naracaoli così com’è, ancora un po’: case e palazzi senza tetti, la Chiesa e l’Ospedale, i cantieri, la Laveria, i pozzi, gli impianti, i canali…sempre li, nel silenzio delle montagna, dove i cervi bramiscono e a volte esplorano fino al Mare.

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Montevecchio e Monte Arcuentu

C’era una volta il Festival Cantiere Teatrale di Montevecchio: le abitazioni, il palazzo del direttore, le foresterie, falegnamerie, la mense, le strade, tutta Montevecchio, dopo pochi anni dalla chiusura definitiva delle Miniere aveva ripreso vita grazie a laboratori e spettacoli di Teatro meravigliosi, che molto spesso avevano come scenario le meraviglie naturali del territorio, come le Spiagge della Costa Verde e Aree minerarie.

E’ qui che ho visto per la prima volta i cervi, nelle notti d’estate, scendere piano fino alla fontana, sui selciati neri di ossidiana brillante alla luce della luna. Ma ero sempre anche abbastanza felice di sentirli, aggirarsi per il sottobosco ombroso e buio.

E’ qui che ho conosciuto molti di quelli che sono i miei amici di oggi, quelli che ancora mi accompagnano nel tempo libero ad esplorare la Sardegna, a studiare e camminare sui sentieri dove poi camminerò con voi. La maggior parte di loro sono di Guspini e dei paesini vicini e i loro nonni e parenti hanno lavorato in Miniera.

Oggi Montevecchio è un bellissimo Museo a cielo aperto, ma quei luoghi per me hanno un suono che riempie la solitudine e la tranquillità, e un po’ la sconvolgono, la inquietano. Mi commuovono. E’ alla cima del Monte Arcuentu (785 m s.l.m) che siamo diretti, l’antico vulcano del Sud.

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Monte Arcuento da Piscinas

Ci sono molti sentieri per “salire”, perché molti hanno ancora qui l’azienda e il pascolo, o semplicemente un piccolo orto e qualche animale. Dolcemente il paesaggio della campagna e dei muretti a secco si apre verso i promontori che incorniciano le spiagge della Costa verde.

La bruma del mare crea uno sfumato pittoresco alla sarda: il vento forte di Maestrale porta fino a queste cime gocce di sale che piacciono agli antichissimi lecci arroccati sulla piazzaforte di questo castello di roccia.

Il monte pare sia sempre stato considerato sacro, ancora prima del cristianesimo. Sulla sua cima, all’ombra dei lecci centenari, si trovano i ruderi di un monastero fortificato e di capanne di eremiti.

Il vento è protagonista (Arcu’entu, Arco di vento tradotto) e soffia tra le creste e le punte di questo antichissimo ammasso semi compatto di tufi, basalti e rioliti. Cominciamo a scendere e vedere il monte dal basso e capire le proporzioni dell’impresa compiuta mi da sicurezza.

Ma quello che forse mi piace di più di tutto questo percorso è camminare sulle creste e avvicinarmi alle lame che si alzano ritte dalle pendici del monte fino alla valle: sono come le immense mura di una grande città fantastica, o altissime trincee dove si infila solo il vento e cresce l’erba verdissima.

Sono croste, croste di una grande ferita, spesse e sporgenti, cicatrici dell’attività vulcanica dell’area.

A un certo punto ci si infila letteralmente in un bosco di mirto e corbezzoli per poi riaprirsi in una campagna soleggiata, vasta. Accompagnati dal suono del campanaccio di capre e mucche allo stato brado, ci lasciamo alle spalle la montagna.

Monti del Linas: i Sentieri dell’acqua tra le vette più alte del Sud Sardegna

Questa è una delle aree più verdi della Sardegna ma i suoi boschi di leccio, ora protetti e custoditi, un tempo sono stati tagliati e bruciati per alimentare le fonderie del circondario, poi sono stati sostituiti dai pini. La foresta ora è fitta, sempre verde e lo scrosciare dell’acqua è una costante: sorgenti e cascate spaccano la roccia granitica e scorrono fino a valle, ad irrigare i campi della piana tra Villacidro e Gonnosfanadiga, ai piedi delle cime più alte della Sardegna del Sud (la vetta più alta è Perda de Sa mesa, 1236 m s.l.m),

La suggestione del luogo ha ispirato viaggiatori e turisti d’eccezione come Gabriele D’Annunzio.

E’ una lunga camminata, un’immersione in una Sardegna diversa, immensa e dolce, un percorso di ombre, luce e acqua. Sembra di vedere i pastori, i boscaioli, i taglialegna, i cacciatori a piedi, al galoppo su queste dolci montagne… sono le pagine di “Paese d’Ombre” di Giuseppe Dessì che mi ispirano in questa suggestione ambientata nella Sardegna di fine ‘800.

Gran parte del territorio è compreso nel Parco Culturale e Ambientale dedicato al nostro scrittore Premio Strega 1972.

Perché mi sono innamorata dell’Ovest?

Perché questa è la terra dei Giganti, dove l’uomo ha cercato di governare la Natura, la terra del vento che solleva le onde, la terra del popolo dei surfisti e dei viaggiatori on the road, la terra dei gloriosi tramonti. La terra delle miniere.

Cammino Minerario di Santa Barbara

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CAPODANNO IN SARDEGNA

PROSSIMI VIAGGI IN PARTENZA

15 POSTI DISPONBILI
From €770€ / 695€(iscrizioni entro il 15 Marzo)
Camminiamo attraversando veri e propri boschi di splendidi e immensi noci, secolari; la sera troveremo riposo negli accoglienti villaggi berberi; partiamo da 1400m di quota e saliamo lentamente, ogni giorno, fino a raggiungere la cima del Toubkal, 4167.s.l.m….. “la vetta su cui si vede tutto” …Il trekking presenta delle componenti molto importanti sia dal punto di vista naturalistico che etnico. Il nostro sarà un cammino lento e piacevole; sempre, arriveremo nei villaggi o nelle strutture che ci ospiteranno per la notte, a orari che ci permetteranno di avere il tempo di riposare, di godere del luogo dove passeremo la notte e condividere un ottimo tè con i compagni di cammino. Ovviamente avremo la possibilità di immergerci nell’ ”armonico frastuono” di Marrakech, il giorno d’arrivo e quello di fine trekking.
8gg - Dal 29/05 al 05/06
Marocco
14
Luca
AL COMPLETO
From €435
Le Alpi Apuane sono un luogo unico. Irte montagne bianche e verdi, sinuose e modellate, dal feeling alpino ma sempre vista mare. Questo è un viaggio per amanti della montagna, per chi non è felice se non ha 800m di dislivello nelle gambe e per chi il peso sulle spalle dello zaino è una sensazione rassicurante e non uno sconforto.
5gg - Dal 01/06 al 05/06 2022
Alpi Apuane
AL COMPLETO
Giulio Cuccioli
AL COMPLETO
From €450
Da Piazza della Signoria a Piazza del Campo. La Via Romea del Chianti, che congiunge Firenze a Siena, non è una trovata pubblicitaria dell'ufficio del turismo della Toscana, ma un vero percorso storico, ricco di testimonianze del passaggio di pellegrini, documentato dall’esistenza di antichi ricoveri. Portato alla luce dall'ottimo lavoro di un gruppo di volontari dell'Associazione “Comunità Toscana Il Pellegrino”, attraversa il cuore della regione in uno dei più bei paesaggi d’Italia: il Chianti.
4 gg Dal 02/06 Al 5/06/2022
Toscana
AL COMPLETO
Maurizio
CONFERMATO - POSTI DISPONIBILI
From €470
L'Isola del Giglio è un piccolo gioiello immerso nel mare di fronte al Monte Argentario, principalmente granitica, con il promontorio del Franco di natura calcarea, mantiene ancora una vegetazione varia, dominata dalla tipica macchia mediterranea ma con presenza di Leccio, Castagno ed Eucalipto. La sua ricca storia ha origini lontane, testimoniata da quel che resta di una villa d'ozio romana con il suo "murenarium" e dal borgo medioevale annoverato tra i più belli d'Italia. Con le nostre escursioni andremo alla scoperta di questo angolo di paradiso dove impareremo ad apprezzarlo sotto tutti i punti di vista, dalla storia mineraria a quella agricola che ha prodotto il buon vino liquoroso Ansonico, tipico dell'isola e ancora le sua spiagge, la vegetazione, il castello. In primavera ci aspetta anche la fioritura della macchia mediterranea. Accompagnati da Guida Parco, Guida Turistica e Guida Ambientale
4 gg - Dal 02/06 al 05/06 - 2022
Arcipelago Toscano
3 POSTI DISPONIBILI
Francesca
Posti Disponibili
From €1050
Un Trekking lungo Il Camí de Cavalls, un cammino storico che affonda le sue origini nel lontano XIII secolo. Un percorso di straordinaria bellezza sull’isola più bella e tranquilla delle Baleari, Minorca. Lungo circa 185 km segue il perimetro dell’isola formando un anello, attraversa dei luoghi davvero suggestivi. Calette dal mare color turchese e sabbia bianchissima, fari, scogliere e rocce modellate dalla tramontana siti archeologici legati alla cultura Talaiotica e tanto tantissimo altro. Un viaggio alla scoperta dell’isola del vento.
9gg - Dal 03/06 al 11/06 - 2022
Spagna
12
Fabio
AL COMPLETO
From €800
Camminiamo in Irlanda del Nord (Ulster) percorrendo la Causeway Coast Way, lungo il tratto di costa piú famoso e spettacolare di tutta l’isola e che a sua volta fa parte dell’Ulster way, un percorso di oltre 1000 km che attraversa tutto il nord Irlanda. Il nostro itinerario si svolge interamente dentro la contea di Antrim e unisce diverse città costiere come Portstewart, Ballycastle, Portballintrae, Portrush e passa per alcune delle maggiori attrazioni storico naturalistiche di tutto Nord Irlanda.IIl tratto di costa piú selvaggio e spettacolare di tutta l'Irlanda del Nord, alla scoperta dei suoi tesori e leggende fra scogliere dimora di giganti, prati verdi smeraldo e l'oceano custode di antiche storie.
8gg - Dal 17/06 al 24/06 - 2022
Irlanda del Nord
Fabio
10 POSTI DISPONIBILI
From €800
Un trekking itinerante nel cuore del Parco Nazionale del Garn pradiso che ci porterà a camminare tra le montagne più belle e selvaggie di tutta l'Italia: alpeggi, foreste secolari, ghiacciai, rifugi alpini, stmbecchi, camosci, maestose e selvaggie montagne e infine sua maestà Gran Paradiso con i suoi 4061 metri.
9gg - Dal 25/06/2022 al 03/07/2022
Alpi
10 POSTI DISPONIBILI
Giuseppe
PER GRUPPI PREFORMATI
From €450
Le Alpi Apuane sono un luogo unico. Irte montagne bianche e verdi, sinuose e modellate, dal feeling alpino ma sempre vista mare. Questo è un viaggio per amanti della montagna, per chi non è felice se non ha 800m di dislivello nelle gambe e per chi il peso sulle spalle dello zaino è una sensazione rassicurante e non uno sconforto.
5gg - DA META' MAGGIO A META' GIUGNO
Alpi Apuane
PER GRUPPI FINO A 15 PAX
Giulio Cuccioli
PER GRUPPI PREFORMATI
From €750
A spass per lou viol, nelle Alpi Cozie, Un trekking sul sentiero occitano in Piemonte immerso in un ambiente naturale alpino fra i più belli e meglio preservati del Piemonte. Rimasta isolata dai grandi flussi turistici, la Val Maira negli ultimi anni ha investito in un turismo sostenibile offrendo agli escursionisti servizi di qualità. Non avendo uno sbocco stradale verso la Francia e nessun impianto da sci, è rimasta praticamente intatta. Uno dei punti forti è la lingua d’oc, parlata in una vasta regione che si estende dalla Catalogna spagnola al sud della Francia, fino a qui. Ci aspettano accoglienti locande occitane, cuochi che conoscono i segreti della cucina tradizionale (Rolando), la storia dei vecchi mestieri (degli acciugai per esempio), la musica, la storia e l’arte della valle, con alcuni gioielli come la chiesa di Elva con gli affreschi cinquecenteschi di Hans Clemer. Ci aspettano antichi borghi di pietra, chiese e santuari e la bellezza naturale dell’altopiano della Gardetta con marmotte e stelle alpine. Nel 2022 sono 17 anni che accompagno questo viaggio.
8gg- GIUGNO
Valle Maira
PER GRUPPI PREFORMATI
Maurizio
CONFERMATO 9 POSTI DISPONIBILI
From €750
L'Alta Via 1 in Dolomiti è un classico trekking itinerante. In sette giorni di cammino effettivo andremo dal Lago di Braies a San Vito di Cadore rimanendo quasi tutti i giorni sopra i 2000 metri e pernottando in rifugi collocati in posizioni meravigliose sulle fantastiche Dolomiti. L'Altopiano di Fanes, il Lagazuoi, le Tofane, le Cinque Torri, l'Averau, il Nuvolau, l'altopiano di Mondeval, il Pelmo sono una piccola parte delle montagne che ci accoglieranno con la loro superba bellezza. Avremo anche modo di visitare musei all'aperto dedicati alla grande guerra. Ogni sera ci rifocilleremo con una ottima cucina tradizionale negli accoglienti rifugi dove non ci faremo mancare nulla, neanche una "gara delle torte"...
8 gg - Dal 8/07 al 15/07/ - 2022
Dolomiti
9
Maurizio

Carla Pau

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