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IL PARCO DI SAN ROSSORE

Escursioni nel parco di San Rossore, dove camminavano re e regine.
L'ESCURSIONE DI SAN ROSSORE FINO AL MARE - A PIEDI

San Rossore è un luogo più unico che raro, dove storia umana e storia naturale si sono rimescolate, strato su strato, negli ultimi mille anni, per creare una combinazione straordinaria umano-naturalistica che verrà narrata sotto i nostri passi.

Partiremo dall’ingresso del parco di San Rossore e ci affiancheremo ad un canale dal nome suggestivo, ricco di storia e di bellezze naturali: il Fiume Morto

A fianco di esso, esploreremo il parco di San Rossore, dove avremo accesso alle aree chiuse al pubblico.

Numerosi saranno gli avvistamenti di animali come Daini, Cinghiali e Volpi che ci accompagneranno durante la nostra escursione.

Una volta entrati nell’area chiusa al pubblico, la attraverseremo fino ad arrivare in uno dei luoghi più esclusivi e selvaggi della costa pisana. Là, di fronte a noi, si aprirà uno degli scorci più affascinanti di tutta la Toscana.

LUNGHEZZA: 16km

DISLIVELLO: 0m – SEMPRE IN PIANURA
IMPEGNO: 
Facile

DURATA ESCURSIONE:  6H

ORA DI INIZIO: 10:00

ORA DI FINE: 16:30 C/A

PREZZO: 25 euro a persona – include servizio guida

ed accesso al parco e traghetto A/R da Piombino

PRANZO: Al sacco a cura del partecipante

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Giulio

info@azimut-treks.com

339 5675637

Calendario Escursioni

OTTOBRE

Domenica 25 Ottobre:San Rossore fino al Mare​ con Giulio

LUNGHEZZA: 25km

DISLIVELLO: 0m – SEMPRE IN PIANURA
IMPEGNO: 
Facile

DURATA ESCURSIONE:  4h

ORA DI INIZIO: 09:00

ORA DI FINE: 12:30/13:30 c/a

PREZZO: 15euro a persona – include servizio guida 

ed accesso al parco e 

PRANZO: Al sacco a cura del partecipante

Francesca Uluhogian

Francesca

info@naturatour.it

339 3670805

Il parco di san rossore

E’  un luogo di incredibile bellezza e dalla storia, umana e naturalistica, così ricca da necessitare anche più di un giorno per conoscerla ed apprezzarla.

Il suo stesso esistere, con le sue piante, canali ed animali è il frutto dell’interazione millenaria tra gli abitanti della zona Pisana e la natura locale. Infatti, fin dai primi attimi in cui l’uomo ha solcato queste zone, le famiglie che detenevano il potere hanno utilizzato l’area di San Rossore come fattoria, tenuta da caccia o residenza estiva, ed ogni famiglia o dinastia ha in qualche modo modificato l’ambiente donandoci l’unicità moderna di questo luogo.

La tenuta di San Rossore è la parte centrale del parco regionale di Migliarino, San Rossore Massaciuccoli che ha un estensione di circa 4200ha. I suoi confini sono per la maggior parte naturali e geomorfologici, infatti entrambi i confini nord e sud sono due fiumi: il fiume Serchio ed il Fiume Arno. Ad ovest invece il parco confina con il mar Ligure regalandoci la possibilità  di camminare sulla sua costa selvaggia lunga quasi 11km. Ad est i confini sono per lo più campi e fossi.

La storia di San Rossore

Come dicevamo, San Rossore ha sempre avuto un certo effetto sulle famiglie che detenevano il potere locale. A partire dai Medici, che dopo la conquista di Pisa a metà del 1400 resero la Tenuta di San Rossore la loro residenza estiva, importando i daini e piantando i pini domestici che producono i tanto famosi pinoli di San Rossore.

Dopo i Medici seguirono i Lorena, responsabili della creazione dell’ippodromo e dell’asfaltatura del viale del gombo. Poi, per una brevissima fase, quando la Toscana venne annessa al regno di Francia, i Bonaparte avevano residenza alla villa delle Cascine.

Tornarono i Lorena e seguirono i Savoia, che chiusero totalmente la tenuta al pubblico, pratica che venne poi utilizzata anche dai presidenti della repubblica fino al 1989 quando Scalfaro la donò alla Regione Toscana per farla diventare un parco.

La Fauna di San Rossore

Nel Parco di San Rossore sono presenti numerose specie faunistiche e molte di loro sono facilmente visibili durante le nostre escursioni.

L’animale più presente è sicuramente il Daino (Dama Dama) che conta una popolazione nell’ordine delle migliaia di capi. Vederli è molto comune ed ogni momento dell’anno offre delle particolarità diverse, ma indubbiamente il momento migliore è il periodo degli amori, fine settembre inizio ottobre, momento

quando  è possibile sentirne il bramito e vedere i maschi sfidarsi in eleganti duelli per i diritti di accoppiamento.

Il secondo animale per importanza in ordine di presenza è il Cinghiale (Sus Scrofa), anch’esso abituato alla presenza dell’uomo, ha perso molta della sua timidezza ed è molto facile all’avvistamento. Nota curiosa è che i cinghiali non sono endemici della Tenuta, ma bensì furono introdotti dai Bonaparte per incrementare l’attività venatoria. I Bonaparte introdussero dei cinghiali tipici della maremma che, protetti dalla reclusione naturale della tenuta, non si sono incrociati con i cinghiali di origine Ungherese presenti in tutta Italia, mantenendo la loro statura più minuta.

Insieme a questi due grandi ungulati troviamo poi tutta una serie di piccoli predatori come: La Faina, la Martora, la Volpe ed il Tasso.

Degna di nota è certamente anche l’Avifauna che sfrutta le aree umide del parco come punto di sosta nelle migrazioni invernali.

Gli Habit di San Rossore

Forse ciò che rende più particolare San Rossore è l’alternanza di ambienti diversi che si possono trovare all’interno del Parco che è poi la sua eredità geomorfologica. Infatti la quasi interezza dell’estensione del parco è di natura fluviale, i cui depositi hanno permesso l’estensione della spiaggia di circa 6km in mille anni.

La spiaggia quando avanza lascia alle sue spalle delle dune, che vengono

poi colonizzate dalla vegetazione che le stabilizza. Questo processo si crea un territorio boscoso e dunale che alterna zone alte e zone basse. In queste due zone, per effetto della gravità, si verranno a creare ambienti più umidi e meno umidi che andranno ad influenzare, poi, il tipo di vegetazione ed habitat che vi si creerà. Ecco, a San Rossore si possono ammirare cambi drammatici di ambiente dovuti a queste condizioni e camminando in esso si può passare da zone completamente paludose con vegetazione meso-igrofila caducifoglie a zone più aride con vegetazione ed ambienti tipici della macchia mediterranea.

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