Viaggi e trekking in Patagonia, tra Cile e Argentina
Trekking e viaggi Overland sospesi tra Cile e Argentina
LA PAROLA ALLA GUIDA
La Patagonia è, per usare le parole di Bruce Chatwin “[…] un’amante difficile, un’ammaliatrice. Lancia il suo incantesimo e non ti lascia più”
Siamo onesti, sono stati in pochi quelli che si sono innamorati a prima vista di queste terre lontane. Voglio essere onesto anch’io con voi e vi devo dire che sono davvero alti e bassi. Il clima rigido, il vento sferzante, il sole irradiante, la pelle secca, il freddo poi il caldo, insomma i continui cambi di temperatura e condizioni atmosferica creano dei veri e propri sbalzi d’umore in chi la Patagonia la visita, ma anche e soprattutto in chi la vive.
Il giorno che non c’è vento, splende il sole ed il cielo è terso e azzurro ci si sente invasi da tanta magnificenza; piccoli di fronte alle grandi pareti di granito che ti si stagliano davanti, infinitesimi davanti alle enormi e luccicanti masse di ghiaccio.
Poi però il giorno dopo ci si trova a camminare sotto il nevischio e appena si guadagna quota anche nelle vallate più basse il freddo ed il vento gelido si fanno sentire anche sotto gli strati del piumino.
Un giorno la ami ed il seguente la maledici. Dopotutto con i più grandi amori succede sempre, no?
Cerco sempre di spiegare questo ai viaggiatori che accompagno e alle persone che mi vengono a visitare. “E’ un’amante difficile, ma se le dai fiducia Lei saprà ripagarti”. Magari ti sorprenderà con l’avvistamento di un puma, o con le guglie scoperte del Fitz Roy e delle Torri del Paine, con emozionanti trekking a tu per tu con i ghiacciai o ti regalerà sensazioni uniche mentre cammini scombussolato dalle forti raffiche dei suoi venti.
Una cosa è certa, quando sarai rientrato a casa e penserai al tempo che avrai dedicato a conoscerla, allora e solo allora ti mancherà, e vorrai tornare accanto a lei. Parola di chi ha vissuto alcuni mesi e non è riuscito a starsene lontano per più di un anno!!!
LA PATAGONIA
I NOSTRI VIAGGI IN PATAGONIA
Un viaggio in Patagonia è il modo più autentico per conoscere la fine del mondo: camminando. Da oltre vent’anni Trekkilandia accompagna piccoli gruppi lungo i sentieri più belli della Patagonia cilena e argentina, dai ghiacciai del Perito Moreno alle guglie di granito del Fitz Roy, dai laghi turchesi del Parco Torres del Paine fino a Ushuaia, la città più australe del pianeta. I nostri sono viaggi a piedi con guida italiana, pensati per chi vuole vivere questi luoghi lentamente, con il ritmo e lo sguardo di chi cammina.
Che tu scelga un trekking itinerante dentro un parco nazionale o un viaggio overland che attraversa l’intera regione da nord a sud, qui trovi le nostre partenze di gruppo, le informazioni pratiche per organizzarti e tutto quello che c’è da sapere prima di partire: quando andare, quanti giorni servono, cosa vedere e come raggiungere la Patagonia dall’Italia.
Dove si trova la Patagonia? Cile o Argentina
La Patagonia non è uno Stato né una nazione: è una vasta regione geografica condivisa tra Cile e Argentina, all’estremo sud del continente sudamericano, quel territorio triangolare stretto tra l’Oceano Atlantico a est e il Pacifico a ovest. Come confine settentrionale si usano convenzionalmente due fiumi: il Río Colorado, che scende dalle Ande attraverso la pampa argentina, e il Bío Bío, che scorre in Cile fino al Pacifico. A sud, oltre lo Stretto di Magellano, si estende l’arcipelago della Terra del Fuoco.
È una delle terre emerse “scoperte” più tardi dall’uomo europeo: i primi a sbarcarvi furono gli uomini della spedizione di Fernando Magellano nel 1520, che nei pressi dell’odierna baia di San Julián incontrarono gli indigeni Tehuelche. È anche grazie al diario del vicentino Antonio Pigafetta che in Europa arriva la notizia del passaggio tra i due oceani; ed è da allora che sulle carte compare il nome “Patagonia”.
Patagonia cilena e Patagonia argentina: le differenze
Le due Patagonie hanno anime diverse ed è utile conoscerle per scegliere il viaggio giusto:
- La Patagonia argentina è la terra dei grandi spazi: la steppa infinita, il Parco Nazionale Los Glaciares con il Perito Moreno e il Fitz Roy, le basi di El Calafate ed El Chaltén, e più a sud Ushuaia e il Canale di Beagle. È il regno dei ghiacciai e delle grandi camminate ad anello.
- La Patagonia cilena è più verticale e selvaggia: il gioiello è il Parco Nazionale Torres del Paine, raggiungibile da Puerto Natales, con i suoi celebri circuiti a piedi. Più a sud ancora si arriva all’Isola Navarino, dove si cammina lungo il trekking più australe del mondo.
Molti dei nostri viaggi a piedi in Patagonia attraversano entrambi i versanti, proprio per non dover scegliere.
Cosa vedere in Patagonia: i luoghi imperdibili
La Patagonia è enorme e un viaggio non basta a vederla tutta. Questi sono i luoghi che, per esperienza, consideriamo irrinunciabili — e attorno ai quali costruiamo i nostri itinerari a piedi.
El Chaltén e il Fitz Roy, la capitale argentina del trekking
Il piccolo paese di El Chaltén è la base del trekking in Patagonia argentina. Da qui partono decine di sentieri che portano ai piedi delle guglie granitiche del Monte Fitz Roy (la “montagna fumante” dei Tehuelche) e del Cerro Torre, cime che hanno fatto la storia dell’alpinismo. Il sentiero verso la Laguna de los Tres, ai piedi del Fitz Roy, è una delle camminate più spettacolari del pianeta, ed è raggiungibile in giornata senza attrezzatura tecnica: bastano buone gambe e la voglia di partire presto.
Il Parco Nazionale Torres del Paine
Volendo riassumere la Patagonia in un solo luogo, è questo. Il Parco Nazionale Torres del Paine, nella Patagonia cilena, è il cuore pulsante della regione: laghi glaciali turchesi, una fittissima rete di sentieri, le pareti di granito delle Torri e dei Cuernos, il ghiacciaio Grey e una fauna abbondante — guanachi, volpi, ñandù e, con un po’ di fortuna, il puma. È qui che si cammina lungo i celebri Circuito W e Circuito O.
→ Approfondisci: Il Parco Nazionale Torres del Paine
Il Ghiacciaio Perito Moreno ed El Calafate
Dalla cittadina di El Calafate, porta d’accesso al Parco Los Glaciares, si raggiunge in circa 80 km uno degli spettacoli naturali più celebri al mondo: il Ghiacciaio Perito Moreno. È uno dei pochi ghiacciai del Campo de Hielo Sur in equilibrio di massa: un fronte di ghiaccio alto decine di metri che scende fino alle acque del Lago Argentino, dove non è raro assistere ai suoi spettacolari crolli e vedere galleggiare gli iceberg.
Ushuaia e la Terra del Fuoco
All’estremo sud, oltre lo Stretto di Magellano, si trova l’isola della Terra del Fuoco, la più grande del Sudamerica. Qui, affacciata sul Canale di Beagle, sorge Ushuaia, la città più australe del pianeta: la fin del mundo. È spesso il punto d’arrivo dei viaggi che attraversano tutta la Patagonia, tra escursioni nel Parco Nazionale Terra del Fuoco e navigazioni lungo il Beagle.
La Penisola Valdés
Sulla costa atlantica, la Penisola Valdés è una riserva faunistica che dà il benvenuto alla Patagonia “nuda e cruda”: una striscia di terra che si allunga nel mare dove avvistare leoni marini, elefanti marini, orche e, in stagione, la balena franca australe.
L'Isola Navarino e i Dientes
E poi c’è lei, Navarino, l’isola abitata più australe al mondo, raggiungibile solo in barca o in aereo. Qui si cammina lungo il trekking dei Dientes de Navarino: 40 km di natura assoluta, il trekking più a sud del pianeta, Patagonia allo stato puro.
Trekking in Patagonia: i circuiti e i sentieri
Dentro il Parco Torres del Paine si sviluppano i due trekking più famosi della Patagonia. Il Circuito W (circa 4-5 giorni) tocca i tre valloni principali del parco — Valle del Francés, Base Torres e Glaciar Grey — disegnando la forma di una “W”. Il Circuito O (circa 7-9 giorni) lo comprende e vi aggiunge l’anello posteriore, più selvaggio e solitario, con il valico del Paso John Gardner affacciato sul Campo de Hielo.
Il Circuito W e il Circuito O (Torres del Paine)
Il trekking in Patagonia non è un’unica esperienza, ma tante. Ecco i percorsi attorno a cui ruotano i nostri viaggi a piedi.
Il trek del Fitz Roy da El Chaltén
Sul versante argentino, El Chaltén permette un trekking “a raggiera”: ogni giorno un sentiero diverso verso il Fitz Roy, il Cerro Torre e le loro lagune, dormendo in paese. Ideale per chi vuole camminare tanto senza l’impegno del campo mobile.
I Dientes de Navarino
Per i camminatori più esperti, l’anello dei Dientes sull’Isola Navarino è il trekking più australe del mondo: remoto, impegnativo e indimenticabile.
Quando andare in Patagonia: il periodo migliore
Il periodo migliore per un viaggio in Patagonia va da metà novembre a metà aprile, durante la primavera e l’estate australe. In questi mesi le temperature sono più miti — dagli 8-12 °C dei mesi primaverili ai 16-20 °C dell’estate — e le giornate lunghissime, con molte ore di luce per camminare.
È bene sapere però che qui il meteo cambia in fretta: si dice, senza esagerare, che in Patagonia si possano vivere le quattro stagioni in un solo giorno. Il vento è protagonista costante, soprattutto tra dicembre e febbraio, e l’arrivo di fronti dal Pacifico può portare cali di temperatura anche in piena estate. Per questo consigliamo di partire preparati a ogni evenienza (vedi la sezione sull’attrezzatura).
In sintesi: da novembre a marzo per il clima più stabile e le giornate più lunghe; fine estate (marzo-aprile) per i colori dell’autunno e meno affollamento sui sentieri.
Quanti giorni servono per un viaggio in Patagonia
Data l’immensità della regione e le lunghe distanze, per un viaggio in Patagonia servono almeno 14 giorni; per attraversarla da nord a sud, unendo i parchi argentini e cileni fino alla Terra del Fuoco, si arriva a 18-21 giorni. In meno tempo si può comunque scegliere di concentrarsi su un’area:
- circa una settimana per un singolo trekking (per esempio il Circuito W a Torres del Paine o il trek del Fitz Roy da El Chaltén);
- 10-14 giorni per combinare i grandi classici della Patagonia argentina e cilena;
- 18 giorni o più per un vero viaggio overland che percorre l’intera regione.
I nostri viaggi a piedi in Patagonia hanno durate diverse in base alle destinazioni che ci si trova a visitare: trovi la durata esatta di ciascun viaggio nelle schede di dettaglio.
Quanto costa un viaggio in Patagonia
Il costo di un viaggio in Patagonia dipende soprattutto dalla durata, dalla stagione e dal tipo di sistemazione. Il volo intercontinentale dall’Italia (verso Buenos Aires o Santiago del Cile) incide in modo significativo e va aggiunto alla quota di viaggio. Come riferimento, i nostri viaggi a piedi in Patagonia partono da € 1.050 per i trekking più brevi e arrivano a € 5.700] per il viaggio overland completo, quota di partecipazione esclusi i voli internazionali.
Come arrivare in Patagonia
Il modo migliore per raggiungere la Patagonia è volare dall’Italia verso una delle due capitali, Buenos Aires o Santiago del Cile, e da lì proseguire con un volo nazionale: verso El Calafate per esplorare via terra il Parco Los Glaciares sul versante argentino, oppure verso Punta Arenas in Cile, da cui si raggiunge Puerto Natales, porta d’ingresso del Torres del Paine. Sia Buenos Aires sia Santiago meritano una sosta di uno o due giorni per spezzare il lungo viaggio transoceanico; entrambe sono ben collegate con voli in arrivo al mattino da Roma, Madrid, Parigi e Francoforte.
Il clima della Patagonia e cosa mettere nello zaino
Il clima a queste latitudini è principalmente influenzato da tre fattori: il sistema montuoso della Cordigliera delle Ande, la presenza del Campo de Hielo Sur ed il costante flusso di aria umida trasportato dalla corrente di Humboldt nel Pacifico. In poche parole, c’è da aspettarsi qualsiasi tipo di cambio climatico, e quando diciamo che si possono trovare le quattro stagioni in un giorno non stiamo scherzando, soprattutto se durante il trekking si guadagna un po’ di altitudine, spesso, oltre la linea degli alberi, si può trovare un po’ di nevischio anche in piena estate.
Il periodo migliore è quello compreso tra la primavera e l’estate australe, ovvero da inizio Novembre fino a metà Aprile; in questi mesi le temperature oscillano tra gli 8-12°C dei primi mesi primaverili fino ai 16-20°C dei mesi estivi, con chiare variazioni legate all’andamento della giornata e l’arrivo di fronti di bassa pressione dal Pacifico che possono portare ad improvvise diminuzioni di temperatura per 3/4 giorni consecutivi anche in piena estate.
Il mio suggerimento è quindi quello di stare preparati a qualsiasi cambio durante l’arco della giornata, per cui è consigliabile portare nello zaino una comoda giacca a vento impermeabile, sovra pantaloni impermeabili in caso in cui il vento e la pioggia ci sorprendano durante il trekking, guanti e berretto in pile; insomma tutto il dovuto per non bagnarsi e non prendere freddo. Se poi il tempo è dei nostri tanto meglio!
In quest’area è sempre consigliabile utilizzare protettore solare 50+ (se possibile resistente all’acqua); molto spesso il vento ci regala la sensazione che il sole non stia bruciando la pelle e nonostante durante l’arco del viaggio non si raggiungano elevate altitudini, è sempre consigliato proteggersi il viso qualora si effettuino escursioni di mezza o giornata intera.
LA PAROLA ALLA GUIDA
La Patagonia è, per usare le parole di Bruce Chatwin “[…] un’amante difficile, un’ammaliatrice. Lancia il suo incantesimo e non ti lascia più”
Siamo onesti, sono stati in pochi quelli che si sono innamorati a prima vista di queste terre lontane. Voglio essere onesto anch’io con voi e vi devo dire che sono davvero alti e bassi. Il clima rigido, il vento sferzante, il sole irradiante, la pelle secca, il freddo poi il caldo, insomma i continui cambi di temperatura e condizioni atmosferica creano dei veri e propri sbalzi d’umore in chi la Patagonia la visita, ma anche e soprattutto in chi la vive.
Il giorno che non c’è vento, splende il sole ed il cielo è terso e azzurro ci si sente invasi da tanta magnificenza; piccoli di fronte alle grandi pareti di granito che ti si stagliano davanti, infinitesimi davanti alle enormi e luccicanti masse di ghiaccio.
Poi però il giorno dopo ci si trova a camminare sotto il nevischio e appena si guadagna quota anche nelle vallate più basse il freddo ed il vento gelido si fanno sentire anche sotto gli strati del piumino.
Un giorno la ami ed il seguente la maledici. Dopotutto con i più grandi amori succede sempre, no?
Cerco sempre di spiegare questo ai viaggiatori che accompagno e alle persone che mi vengono a visitare. “E’ un’amante difficile, ma se le dai fiducia Lei saprà ripagarti”. Magari ti sorprenderà con l’avvistamento di un puma, o con le guglie scoperte del Fitz Roy e delle Torri del Paine, con emozionanti trekking a tu per tu con i ghiacciai o ti regalerà sensazioni uniche mentre cammini scombussolato dalle forti raffiche dei suoi venti.
Una cosa è certa, quando sarai rientrato a casa e penserai al tempo che avrai dedicato a conoscerla, allora e solo allora ti mancherà, e vorrai tornare accanto a lei. Parola di chi ha vissuto alcuni mesi e non è riuscito a starsene lontano per più di un anno!!!
Domande più frequenti per chi vuole visitare la Patagonia
D: Qual è il periodo migliore per andare in Patagonia? R: Il periodo migliore va da metà novembre a metà aprile, durante la primavera e l’estate australe, quando le temperature sono più miti (8-20 °C) e le giornate molto lunghe. Il vento è forte soprattutto tra dicembre e febbraio, mentre marzo e aprile offrono colori autunnali e sentieri meno affollati.
D: Quanti giorni servono per visitare la Patagonia? R: Servono almeno 14 giorni per un viaggio significativo. Per attraversare l’intera regione tra Argentina e Cile fino alla Terra del Fuoco ne servono 18-21. Con circa una settimana ci si può concentrare su un singolo trekking, come il Circuito W a Torres del Paine.
D: La Patagonia è in Cile o in Argentina? R: In entrambi. La Patagonia non è uno Stato ma una regione geografica condivisa tra Cile e Argentina, all’estremo sud del Sudamerica. La Patagonia argentina è famosa per i ghiacciai (Perito Moreno) e il Fitz Roy; quella cilena per il Parco Torres del Paine.
D: Quanto costa un viaggio in Patagonia? R: Il costo dipende da durata, stagione e sistemazione, oltre al volo intercontinentale dall’Italia che va aggiunto a parte. I viaggi a piedi organizzati partono da circa 1050 € per i trekking più brevi fino a 5700 € per un viaggio overland completo, voli internazionali esclusi.
D: Serve essere allenati per un trekking in Patagonia? R: Dipende dall’itinerario. Esistono trekking adatti a camminatori con buona preparazione di base ed escursioni giornaliere più accessibili, come quelle da El Chaltén verso il Fitz Roy, e circuiti impegnativi come il Circuito O o i Dientes de Navarino.
D: Qual è il trekking più famoso della Patagonia? R: Il Circuito W nel Parco Nazionale Torres del Paine, in Cile: 4-5 giorni tra i tre valloni principali del parco (Valle del Francés, Base Torres e Glaciar Grey). La versione più lunga e selvaggia è il Circuito O.
D: Quali sono i migliori trekking in Patagonia? R: I più iconici sono il Circuito W e il Circuito O nel Parco Torres del Paine (Cile), il trek verso la Laguna de los Tres ai piedi del Fitz Roy da El Chaltén (Argentina) e, per i più esperti, l’anello dei Dientes de Navarino, il trekking più australe del mondo. A questi si aggiungono le escursioni nel Parco Nazionale Terra del Fuoco vicino a Ushuaia.
D: È pericoloso fare trekking in Patagonia? R: La Patagonia è una destinazione sicura per chi cammina, a patto di rispettare il meteo e il terreno. Il rischio principale non sono gli animali ma le condizioni climatiche, che cambiano molto in fretta: vento fortissimo, sbalzi di temperatura e maltempo improvviso anche in estate. Per questo è importante partire con attrezzatura adeguata, seguire i sentieri segnalati e, soprattutto sui circuiti più lunghi, affidarsi a una guida esperta, come avviene nei nostri viaggi.
D: Come si raggiunge la Patagonia dall’Italia? R: Si vola verso Buenos Aires o Santiago del Cile, poi si prosegue con un volo interno verso El Calafate (Argentina) o Punta Arenas (Cile). Il viaggio dura circa 14-16 ore di volo più gli scali.
TANTE BELLE FOTO DELLA PATAGONIA
I NOSTRI VIAGGI IN PATAGONIA
LA REGIONE: PATAGONIA
La Patagonia non è né uno stato, né tanto meno una regione o provincia politica di un paese; la Patagonia è una regione geografica condivisa tra due paesi sudamericani: Cile e Argentina. Il Cono Sud, così com’è noto questo angolo di mondo, è quel territorio triangolare delimitato dall’oceano Atlantico ad est e dal Pacifico ad ovest; mentre come limite settentrionale della Patagonia convenzionalmente si usano spesso due fiumi di riferimento: il fiume Colorado che dalle Ande scorre attraverso la pampa argentina verso l’Atlantico, ed il fiume Bio Bio che invece scorre in Cile e sfocia nel Pacifico.
La Patagonia è tra le terre emerse dell’emisfero australe che, dopo Australia e Nuova Zelanda, annovera una delle più recenti “scoperte” da parte dell’uomo occidentale. I primi naviganti europei a lambirne le acque e a mettere piede a terra furono gli uomini della spedizione guidata da Fernando di Magellano all’inizio del XVI secolo. Nel 1520 nei pressi dell’attuale baia di San Julian, si ha il primo incontro tra gli indigeni locali, probabilmente appartenenti al gruppo dei Teuhuelches e gli esploratori europei dei quali faceva parte anche il vicentino Antonio Pigafetta. E’ anche grazie al suo diario che successivamente arriva la notizia in Europa della scoperta del passaggio che unisce i due oceani, quello che oggi chiamiamo stretto di Magellano che divide la terra ferma dall’isola della Terra del Fuoco; postumo al viaggio inizia ad apparire nella cartografia dell’epoca la parola Patagonia a designare questo angolo di nuovo mondo.
All’interno di questo vastissimo territorio si possono contemplare due tipologie di viaggio: overland o itineranti a piedi. La prima tipologia ci consente di carpire la vera essenza di un territorio che così come i grandi spazi dei Parchi Americani del sudovest colpisce per la sua estensione, desolazione ma anche grandi contrasti; via terra si passa infatti dalla soleggiata e semidesertica steppa patagonica che lambisce le acque della costa atlantica, ci si avvicina spostandosi verso ovest ai bastioni montuosi delle Ande patagoniche coperte dalle nevi e dai ghiacciai perenni del Campo de Hielo Patagonico fino a raggiungere l’arcipelago situato alla fine del continente e la città più australe al mondo, Ushuaia. Tra i viaggi a piedi invece c’è da sbizzarrirsi con i circuiti di 5 e 8 giorni all’interno del Parco Nazionale Torres del Paine, le escursioni giornaliere che si possono effettuare nei pressi del massiccio del FitzRoy e Cerro Torre o magari optare per il trekking più australe del pianeta attorno ai Dientes nell’isola di Navarino.
Penisola di Valdes. Il punto di partenza per conoscere la Patagonia nuda e cruda; una bellissima riserva faunistica ricca di vegetazione e fauna terrestre caratteristica della regione patagonica, una striscia di terra che si allunga verso il mare con la possibilità di avvistare anche i grandi mammiferi marini come il leone marino, l’orca e la balena franca australe.
Cueva de las Manos. Il sito archeologico e paleontologico per eccellenza del Cono Sud, situato in un luogo superbo con il canyon del fiume Pinturas e le giallo-rossastre pareti di riolite del Jurassico a fare da base per l’arte rupestre immortalata dai nativi Teuhuelches oltre 9000 anni fa’
Cerro Torre e FitzRoy. Montagne che hanno fatto la storia dell’alpinismo italiano e francese, le guglie granitiche del Torre e del FitzRoy, la montagna fumante, si stagliano al di sopra del piccolo paesino di El Chaltén, da cui si diramano decine di sentieri escursionistici che vi portano a tu per tu con questi colossi andini.
Ghiacciaio Perito Moreno. Uno dei pochi ghiacciai del Campo de Hielo Patagonico Sur a trovarsi in equilibrio di massa, questo gigante di ghiaccio scende lungo il versante orientale delle Ande Patagoniche alimentando le acque del lago Argentino. Famosi sono i suoi crolli ed i bellissimi iceberg che si vedono galleggiare nel lago durante le escursioni in barca.
Torres del Paine. Volendo riassumere la Patagonia con un luogo, eccolo qui. Il Parco Nazionale Torres del Paine situato nella Patagonia cilena è il gioiello di questa regione: turchesi laghi glaciali, una fitta rete di sentieri che farà innamorare i camminatori più incalliti, pareti di granito come le Torri del Paine e i Cuernos, abbondante fauna patagonica (guanacos, volpi, ñandù e puma) ed il bellissimo ghiacciaio Grey fanno da cornice a questa idilliaca area protetta.
Terra del Fuoco. L’isola più grande del Sudamerica racconta storie d’altri tempi e conserva ancora oggi il suo spirito selvatico e naturale; nel suo estremo più meridionale, a lambire le acque del canale di Beagle si nasconde la città più meridionale del pianeta, Ushuaia, dove tutto finisce così come anche il nostro viaggio in Patagonia.
Isola Navarino. E poi c’è lei, l’isola abitata più australe al mondo, Navarino ed il piccolo centro abitato di Puerto Williams. Qui ci si arriva solo in barca o in aereo e ad aspettarvi ci sarà il remoto e isolato trekking dei Dientes de Navarino: 40 km di natura incontaminata e di Patagonia allo stato puro!
IL CLIMA IN PATAGONIA
Il clima a queste latitudini è principalmente influenzato da tre fattori: il sistema montuoso della Cordigliera delle Ande, la presenza del Campo de Hielo Sur ed il costante flusso di aria umida trasportato dalla corrente di Humboldt nel Pacifico. In poche parole, c’è da aspettarsi qualsiasi tipo di cambio climatico, e quando diciamo che si possono trovare le quattro stagioni in un giorno non stiamo scherzando, soprattutto se durante il trekking si guadagna un po’ di altitudine, spesso, oltre la linea degli alberi, si può trovare un po’ di nevischio anche in piena estate.
Il periodo migliore è quello compreso tra la primavera e l’estate australe, ovvero da inizio novembre fino a metà Aprile; in questi mesi le temperature oscillano tra gli 8-12°C dei primi mesi primaverili fino ai 16-20°C dei mesi estivi, con chiare variazioni legate all’andamento della giornata e l’arrivo di fronti di bassa pressione dal Pacifico che possono portare ad improvvise diminuzioni di temperatura per 3/4 giorni consecutivi anche in piena estate.
Il mio suggerimento è quindi quello di stare preparati a qualsiasi cambio durante l’arco della giornata, per cui è consigliabile portare nello zaino una comoda giacca a vento impermeabile, sovra pantaloni impermeabili in caso in cui il vento e la pioggia ci sorprendano durante il trekking, guanti e berretto in pile; insomma tutto il dovuto per non bagnarsi e non prendere freddo. Se poi il tempo è dei nostri tanto meglio!
In quest’area è sempre consigliabile utilizzare protettore solare 50+ (se possibile resistente all’acqua); molto spesso il vento ci regala la sensazione che il sole non stia bruciando la pelle e nonostante durante l’arco del viaggio non si raggiungano elevate altitudini, è sempre consigliato proteggersi il viso qualora si effettuino escursioni di mezza o giornata intera.
COME RAGGIUNGERE LA PATAGONIA
La maniera migliore per un viaggio in Patagonia è raggiungere con l’aereo una delle capitali di Cile o Argentina; da qui sarà facile prendere un volo nazionale per le cittadine di El Calafate in Argentina qualora si desideri realizzare un viaggio via terra per conoscere le bellezze del parco nazionale Los Glaciares, oppure arrivare alla città di Punta Arenas in Cile per poi trasferirsi a Puerto Natales per coloro i quali volessero invece esplorare a piedi il territorio della Patagonia cilena.
Sia Buenos Aires che Santiago sono due grandi metropoli che valgono una sosta di uno o due giorni qualora si volesse spezzare il lungo viaggio transoceanico. Entrambe sono ben collegate con voli che arrivano generalmente alle prime ore del mattino da Roma, Madrid, Parigi e Francoforte.