Parco Nazionale Torres del Paine, gioiello della Patagonia Cilena

All’estremità meridionale del continente americano, incastonato tra i ghiacciai delle Ande e la steppa patagonica giace una delle aree protette più emblematiche e spettacolari del Cile e del continente Sudamericano. Stiamo parlando del Parco Nazionale Torres del Paine, il fiore all’occhiello delle aree protette della Patagonia Cilena.

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I magnifici Cuernos del Paine mentre si attraversa il lago Pehoe

Il Parco Nazionale Torres del Paine occupa una superficie di poco più di 2400 km2, area equivalente ad una provincia italiana media, ed è situato ai confini tra il Cile e l’Argentina. Delimitato ad ovest dalle Ande Patagoniche e dai ghiacciai del Campo de Hielo Patagonico Sur che lo proteggono dai forti e gelidi venti occidentali (westerlies) che soffiano dal Pacifico, fa parte dei quaranta parchi nazionali del Cile e dal 1978 è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO.

Un’estesa area naturale che protegge i boschi più australi del pianeta, i ghiacciai della terza riserva d’acqua dolce del mondo come il Dickson, Tyndall, Pingo e Grey; l’incredibile rete idrica creata dal fiume Paine che si compone dei multicolori laghi Dickson, Paine, Nordenskjold, Pehoe e Toro, nonché la rara fauna endemica della Patagonia come lo schivo huemul (il cervo andino in pericolo d’estinzione), l’elusivo puma, il guanaco ed il maestoso condor andino.

Torres del Paine: un Modello di Conservazione Ambientale

Tra il XIX ed il XX secolo gli estesi terreni della Patagonia iniziano ad essere sfruttati per l’allevamento bovino e soprattutto per quello ovino. A cavallo tra i due secoli l’estremo meridionale del continente americano diventa il più grande produttore ed esportatore di lana di pecora. Nemmeno le zone limitrofe al massiccio del Paine sfuggono all’arrivo dei nuovi migranti europei, alla ricerca di una nuova vita ed in fuga dal conflitto bellico. Centinaia di migliaia di ettari vengono dati in concessione dallo stato Cileno ai nuovi arrivati; nascono così le prime basilari vie di accesso e le prime infrastrutture.

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I guanacos sono tornati numerosi all’interno del parco Torres del Paine

Verso la fine degli anni Sessanta il modello di sviluppo inizia a cambiare e vengono create le prime aree protette nel paese. E’ nel 1959 che si gettano le fondamenta per la creazione di quello che diventerà il Parco Nazionale Torres del Paine, oggigiorno il più visitato e ammirato tra le riserve naturali della Patagonia Cilena. Durante gli anni ’70 il parco si estende e nel 1978 raggiunge grazie ad un’ultima donazione di 12500 ettari da parte del filantropo italiano Guido Monzino, l’attuale estensione.

La steppa e le colline circondanti il massiccio del Paine tornano, nel giro di qualche decennio, a recuperare il loro stato naturale. Assieme a loro torna la fauna patagonica come i guanacos (i camelidi selvatici della Patagonia), gli armadilli, i ñandù (gli struzzi del sudamerica) e con l’aumentare degli erbivori arrivano i predatori naturali come le volpi ed il puma. Oggigiorno l’abbondanza di fauna selvatica del parco permette di osservare con sempre maggiore facilità la presenza del puma o leone di montagna; il predatore all’apice della catena alimentaria dell’ecosistema patagonico. Un esempio ed un modello da seguire nel lungo e difficile processo di conservazione ambientale che dovremo intraprendere durante questo XXI secolo se non vogliamo perdere la biodiversità di flora e fauna della nostra amata Terra.

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Il massiccio del Paine osservato da Sud. Sulla destra gli emblematici Cuernos

Alzando lo sguardo al cielo non si può evitare di osservare da qualsiasi angolo del parco i bellissimi ed emblematici Cuernos del Paine. Percorrendo l’unica strada sterrata che attraversa il parco nazionale, i Cuernos si possono apprezzare da diverse angolature e si rimane affascinati dall’incredibile storia geologica che li ha portati alla luce.
Avvicinandosi lungo il bel sentiero panoramico che costeggia il lago Nordenskjold, è impossibile non notare le diverse colorazioni delle rocce che li conformano. Nera e opaca nelle parte superiore ed inferiore; grigia e brillante nella parte centrale.

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Le slanciate pareti sedimentarie del Cerro Almirante Nieto in contrasto con il granito delle Torri del Paine

Il massiccio del Paine è una formazione geologica relativamente giovane, dato che l’intrusione magmatica che ha dato luogo alla roccia granitica che ne conforma il cuore centrale, data poco più di 12 milioni di anni. La “giovane” età del laccolite del Paine ci consente ancora oggi di osservare parte della roccia contenitore (depositi sedimentari di fangoliti e conglomerati del Cretacico Inferiore) all’interno della quale è avvenuta l’intrusione e la lenta solidificazione del flusso magmatico che ha creato le verticali pareti granitiche delle Torri del Paine.
L’erosione selettiva e la differente orogenesi delle pareti delle pendici dei Cuernos del Paine, hanno creato nel tempo la meraviglia geologica e naturale che si osserva esplorando il parco a piedi o su quattro ruote.

Viaggiare a Piedi a Torres del Paine

Realizzare escursioni a Torres del Paine risulta soddisfacente sia per gli amanti dei viaggi naturalistici e fotografici, ma anche e soprattutto per chi è alla ricerca di realizzare trekking di più giorni tra i sentieri del parco nazionale.
Lungo il percorso veicolare che attraversa il parco da est a ovest esistono numerosi sentieri escursionistici di facile e media difficoltà, della durata di 2/3 ore che danno la possibilità di osservare la fauna locale, nonché di ammirare le multiple tonalità di azzurro dei laghi e fiumi che scorrono nelle vallate ai piedi del massiccio montuoso.

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I Percorsi di Trekking più impressionanti a Torres del Paine: Circuito W (in rosso) e Circuito O (in bianco)

D’altro canto Torres del Paine è mondialmente riconosciuto per due percorsi itineranti di vari giorni, lungo i quali è possibile pernottare sia in tenda che in rifugio di montagna e con la possibilità di acquistare, con prenotazione previa, il servizio di vitto che include colazione, cena e cestino per il pranzo.

Il circuito W di Torres del Pane è formato dai sentieri che giacciono nei versanti meridionali dell’area montuosa del Paine. Nella sua totalità si percorre in 4/5 giorni, consta di svariati punti di appoggio e consente di camminare tra le vallate più belle del parco e di raggiungere i punti panoramici più famosi quali il lago di Base Torres, la Valle Francés ed il ghiacciaio Grey con l’omonimo lago.

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I ghiacciai Dickson e Cubo nella zona settentrionale del Paine

Per gli amanti dei trekking nel mondo, imperdibile è invece il Circuito completo del Massiccio Paine (conosciuto anche come il circuito O) che si sviluppa lungo oltre 100km di sentieri e consente di realizzare il periplo dell’area montuosa di Torres del Paine. Si impiegano 7/8 giorni, con strutture ricettive un po’ più spartane dato che non sempre si incontrano rifugi di montagna. Il percorso consente di esplorare anche la zona settentrionale del parco spingendosi fino al lago Paine e Dickson situati ai confini con l’Argentina e dai quali è possibile osservare i ghiacciai Dickson e Cubo appartenenti al Campo de Hielo Patagonico.

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Cieli e laghi multicolore, il paradiso per gli amanti dei trekking e viaggi a piedi

L’escursione più entusiasmante ed intensa dell’intero percorso è senza dubbio la tappa di collegamento tra il campeggio Los Perros ed il rifugio Grey. Una progressiva ascensione al passo John Garner consente di sbirciare dall’alto l’enorme massa di ghiaccio del Grey circondata dai picchi innevati delle Ande Patagoniche; dopodiché lungo la discesa e l’approssimazione al rifugio Grey la presenza di ben tre ponti sospesi regala un ulteriore tocco di avventura ad uno dei più belli trekking in Patagonia.

Come Arrivare a Torres del Paine

Fino a quindici anni fa’ raggiungere Torres del Paine significava avventurarsi in una delle regioni più estreme del continente sudamericano. Viaggiare intere giornate, attraversare i canali patagonici con gli scarsi e poco frequenti traghetti che solcano le acque più turbolente del continente, fino ad affrontare le terribili strade sterrate che conducevano al parco.

Nell’ultimo decennio la connessione tra la zona centrale del Cile e la Patagonia australe è migliorata in maniera esponenziale; garantendo collegamenti aerei tutto l’anno dalla capitale cilena Santiago al capoluogo regionale, Punta Arenas. Nel 2016 si inaugura l’aeroporto di Puerto Natales, operativo durante l’alta stagione estiva australe (dicembre-marzo), che permette di raggiungere la città situata alle porte del Parco Nazionale Torres del Paine in maniera ancora più diretta e veloce evitando di passare per Punta Arenas e percorrere i 245km che separano la città situata sullo stretto di Magellano ed il capoluogo di Ultima Esperanza.

A poco meno di due ore di strada asfaltata, a circa 120km a nord di Puerto Natales, si trova una delle tre entrate principali di Torres del Paine, Laguna Amarga. Raggiungibile sia con gli autobus pubblici che partono due volte al giorno (7:30 e 14:30) dalla stazione di Puerto Natales o alternativamente con mezzo privato a noleggio. All’interno del parco si snoda una sola carrozzabile totalmente sterrata che consente di unire l’entrata di Laguna Amarga con l’area del lago Grey ad ovest e l’altra entrata di Serrano a sud.

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Per gli amanti della fotografia i tramonti della Patagona Cilena regalano bellissime forme e colori

Chi decida di spostarsi in maniera autonoma e voglia rimanere vari giorni all’interno del parco, va ricordato che l’unica area di servizio per il combustibile è disponibile esclusivamente a Puerto Natales.

Se siete interessati a conoscere i viaggi a piedi in gruppo di Trekkilandia nella Patagonia Cilena:

https://www.trekkilandia.it/viaggi/trekking-in-patagonia-circuito-o

https://www.trekkilandia.it/viaggi/viaggio-overland-in-patagonia

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All’estremità meridionale del continente americano, incastonato tra i ghiacciai delle Ande e la steppa patagonica giace una delle aree protette più emblematiche e spettacolari del Cile e del continente Sudamericano. Stiamo parlando del Parco Nazionale Torres del Paine, il fiore all’occhiello delle aree protette della Patagonia Cilena.

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I magnifici Cuernos del Paine mentre si attraversa il lago Pehoe

Il Parco Nazionale Torres del Paine occupa una superficie di poco più di 2400 km2, area equivalente ad una provincia italiana media, ed è situato ai confini tra il Cile e l’Argentina. Delimitato ad ovest dalle Ande Patagoniche e dai ghiacciai del Campo de Hielo Patagonico Sur che lo proteggono dai forti e gelidi venti occidentali (westerlies) che soffiano dal Pacifico, fa parte dei quaranta parchi nazionali del Cile e dal 1978 è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO.

Un’estesa area naturale che protegge i boschi più australi del pianeta, i ghiacciai della terza riserva d’acqua dolce del mondo come il Dickson, Tyndall, Pingo e Grey; l’incredibile rete idrica creata dal fiume Paine che si compone dei multicolori laghi Dickson, Paine, Nordenskjold, Pehoe e Toro, nonché la rara fauna endemica della Patagonia come lo schivo huemul (il cervo andino in pericolo d’estinzione), l’elusivo puma, il guanaco ed il maestoso condor andino.

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Torres del Paine: un Modello di Conservazione Ambientale

Tra il XIX ed il XX secolo gli estesi terreni della Patagonia iniziano ad essere sfruttati per l’allevamento bovino e soprattutto per quello ovino. A cavallo tra i due secoli l’estremo meridionale del continente americano diventa il più grande produttore ed esportatore di lana di pecora. Nemmeno le zone limitrofe al massiccio del Paine sfuggono all’arrivo dei nuovi migranti europei, alla ricerca di una nuova vita ed in fuga dal conflitto bellico. Centinaia di migliaia di ettari vengono dati in concessione dallo stato Cileno ai nuovi arrivati; nascono così le prime basilari vie di accesso e le prime infrastrutture.

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I guanacos sono tornati numerosi all’interno del parco Torres del Paine

Verso la fine degli anni Sessanta il modello di sviluppo inizia a cambiare e vengono create le prime aree protette nel paese. E’ nel 1959 che si gettano le fondamenta per la creazione di quello che diventerà il Parco Nazionale Torres del Paine, oggigiorno il più visitato e ammirato tra le riserve naturali della Patagonia Cilena. Durante gli anni ’70 il parco si estende e nel 1978 raggiunge grazie ad un’ultima donazione di 12500 ettari da parte del filantropo italiano Guido Monzino, l’attuale estensione.

La steppa e le colline circondanti il massiccio del Paine tornano, nel giro di qualche decennio, a recuperare il loro stato naturale. Assieme a loro torna la fauna patagonica come i guanacos (i camelidi selvatici della Patagonia), gli armadilli, i ñandù (gli struzzi del sudamerica) e con l’aumentare degli erbivori arrivano i predatori naturali come le volpi ed il puma. Oggigiorno l’abbondanza di fauna selvatica del parco permette di osservare con sempre maggiore facilità la presenza del puma o leone di montagna; il predatore all’apice della catena alimentaria dell’ecosistema patagonico. Un esempio ed un modello da seguire nel lungo e difficile processo di conservazione ambientale che dovremo intraprendere durante questo XXI secolo se non vogliamo perdere la biodiversità di flora e fauna della nostra amata Terra.

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Il massiccio del Paine osservato da Sud. Sulla destra gli emblematici Cuernos

Alzando lo sguardo al cielo non si può evitare di osservare da qualsiasi angolo del parco i bellissimi ed emblematici Cuernos del Paine. Percorrendo l’unica strada sterrata che attraversa il parco nazionale, i Cuernos si possono apprezzare da diverse angolature e si rimane affascinati dall’incredibile storia geologica che li ha portati alla luce.
Avvicinandosi lungo il bel sentiero panoramico che costeggia il lago Nordenskjold, è impossibile non notare le diverse colorazioni delle rocce che li conformano. Nera e opaca nelle parte superiore ed inferiore; grigia e brillante nella parte centrale.

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Le slanciate pareti sedimentarie del Cerro Almirante Nieto in contrasto con il granito delle Torri del Paine

Il massiccio del Paine è una formazione geologica relativamente giovane, dato che l’intrusione magmatica che ha dato luogo alla roccia granitica che ne conforma il cuore centrale, data poco più di 12 milioni di anni. La “giovane” età del laccolite del Paine ci consente ancora oggi di osservare parte della roccia contenitore (depositi sedimentari di fangoliti e conglomerati del Cretacico Inferiore) all’interno della quale è avvenuta l’intrusione e la lenta solidificazione del flusso magmatico che ha creato le verticali pareti granitiche delle Torri del Paine.
L’erosione selettiva e la differente orogenesi delle pareti delle pendici dei Cuernos del Paine, hanno creato nel tempo la meraviglia geologica e naturale che si osserva esplorando il parco a piedi o su quattro ruote.

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Viaggiare a Piedi a Torres del Paine

Realizzare escursioni a Torres del Paine risulta soddisfacente sia per gli amanti dei viaggi naturalistici e fotografici, ma anche e soprattutto per chi è alla ricerca di realizzare trekking di più giorni tra i sentieri del parco nazionale.
Lungo il percorso veicolare che attraversa il parco da est a ovest esistono numerosi sentieri escursionistici di facile e media difficoltà, della durata di 2/3 ore che danno la possibilità di osservare la fauna locale, nonché di ammirare le multiple tonalità di azzurro dei laghi e fiumi che scorrono nelle vallate ai piedi del massiccio montuoso.

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I Percorsi di Trekking più impressionanti a Torres del Paine: Circuito W (in rosso) e Circuito O (in bianco)

D’altro canto Torres del Paine è mondialmente riconosciuto per due percorsi itineranti di vari giorni, lungo i quali è possibile pernottare sia in tenda che in rifugio di montagna e con la possibilità di acquistare, con prenotazione previa, il servizio di vitto che include colazione, cena e cestino per il pranzo.

Il circuito W di Torres del Pane è formato dai sentieri che giacciono nei versanti meridionali dell’area montuosa del Paine. Nella sua totalità si percorre in 4/5 giorni, consta di svariati punti di appoggio e consente di camminare tra le vallate più belle del parco e di raggiungere i punti panoramici più famosi quali il lago di Base Torres, la Valle Francés ed il ghiacciaio Grey con l’omonimo lago.

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I ghiacciai Dickson e Cubo nella zona settentrionale del Paine

Per gli amanti dei trekking nel mondo, imperdibile è invece il Circuito completo del Massiccio Paine (conosciuto anche come il circuito O) che si sviluppa lungo oltre 100km di sentieri e consente di realizzare il periplo dell’area montuosa di Torres del Paine. Si impiegano 7/8 giorni, con strutture ricettive un po’ più spartane dato che non sempre si incontrano rifugi di montagna. Il percorso consente di esplorare anche la zona settentrionale del parco spingendosi fino al lago Paine e Dickson situati ai confini con l’Argentina e dai quali è possibile osservare i ghiacciai Dickson e Cubo appartenenti al Campo de Hielo Patagonico.

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Cieli e laghi multicolore, il paradiso per gli amanti dei trekking e viaggi a piedi

L’escursione più entusiasmante ed intensa dell’intero percorso è senza dubbio la tappa di collegamento tra il campeggio Los Perros ed il rifugio Grey. Una progressiva ascensione al passo John Garner consente di sbirciare dall’alto l’enorme massa di ghiaccio del Grey circondata dai picchi innevati delle Ande Patagoniche; dopodiché lungo la discesa e l’approssimazione al rifugio Grey la presenza di ben tre ponti sospesi regala un ulteriore tocco di avventura ad uno dei più belli trekking in Patagonia.

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Come Arrivare a Torres del Paine

Fino a quindici anni fa’ raggiungere Torres del Paine significava avventurarsi in una delle regioni più estreme del continente sudamericano. Viaggiare intere giornate, attraversare i canali patagonici con gli scarsi e poco frequenti traghetti che solcano le acque più turbolente del continente, fino ad affrontare le terribili strade sterrate che conducevano al parco.

Nell’ultimo decennio la connessione tra la zona centrale del Cile e la Patagonia australe è migliorata in maniera esponenziale; garantendo collegamenti aerei tutto l’anno dalla capitale cilena Santiago al capoluogo regionale, Punta Arenas. Nel 2016 si inaugura l’aeroporto di Puerto Natales, operativo durante l’alta stagione estiva australe (dicembre-marzo), che permette di raggiungere la città situata alle porte del Parco Nazionale Torres del Paine in maniera ancora più diretta e veloce evitando di passare per Punta Arenas e percorrere i 245km che separano la città situata sullo stretto di Magellano ed il capoluogo di Ultima Esperanza.

A poco meno di due ore di strada asfaltata, a circa 120km a nord di Puerto Natales, si trova una delle tre entrate principali di Torres del Paine, Laguna Amarga. Raggiungibile sia con gli autobus pubblici che partono due volte al giorno (7:30 e 14:30) dalla stazione di Puerto Natales o alternativamente con mezzo privato a noleggio. All’interno del parco si snoda una sola carrozzabile totalmente sterrata che consente di unire l’entrata di Laguna Amarga con l’area del lago Grey ad ovest e l’altra entrata di Serrano a sud.

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Trekking Alta Via 3 Dolomiti
Dalla Val Pusteria al Cadore alla Valle del Piave, attraversando massicci dai nomi noti a zone particolarmente selvagge. In questi luoghi capita di camminare per ore accompagnati dai branchi di camosci che ti osservano dall'alto delle cenge. E' un variare continuo del paesaggio, un passaggio dal verde ridente dei pascoli al bianco grigio rosa della dolomia, su cui albe e tramonti stendono una tavolozza di sfumature calde infinite. Chi è stato “dentro” un tramonto tra le pareti imponenti della Croda Rossa, sotto le roccaforti del Sorapis, che si stagliano come un ricamo sul cielo indaco, non lo dimentica più. Cammineremo tra le vestigia della Grande Guerra e scopriremo il fascino più segreto e nascosto di queste montagne, il loro lato meno accessibile, appartato, lontano dai flussi turistici: quello in cui il fragile e delicato equilibrio dell'ambiente dolomitico non è ancora ferito dai rumori e dal cemento.
Trekking Alta Via 3 Dolomiti
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia
AL COMPLETO
From€1595
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia
A nord del circolo polare artico, sulle Isole Lofoten, dove il mare ha i colori dei Caraibi e il buio della notte non cala mai, camminiamo sulle rocce che sono tra le più antiche del mondo. Seguiremo inoltre le storie delle leggendarie imprese di navigatori greci che, sfidando le colonne d’Ercole, si sono spinti fino a queste latitudini, cercheremo i Troll e saremo affascinati dalla mitologia norrena. Arriviamo alle Lofoten con un avvicinamento lento, con il classico postale “Hurtigruten” sul quale potremo fare anche la sauna e bagni cadi. Ci sposteremo di paese in paese dormendo nei classici rorbu, le tipiche abitazioni in legno dei pescatori, oggi ristrutturati totalmente o in parte per ospitare i viaggiatori.
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia
Il Cammino dei Fari a Luglio
Al COMPLETO
From€990
Il Cammino dei Fari a Luglio
Il Cammino dei fari è un percorso di 200 km circa che unisce Malpica a capo Finisterre in Galizia all’ovest della penisola Iberica in Spagna. Un infinitá di paesaggi, diversi, sempre con il mare, l’oceano atlantico a fare da protagonista. Fari, spiagge, dune, fiumi, scogliere, foreste, estuari con una biodiversita unica, formazioni granitiche bizzarre, fortificazioni celtiche, dolmen, villaggi di pescatori, punti panoramici sul mare dove le onde si infrango in tutti i modi possibili. E gli splendidi tramonti ...tutto questo è il cammino dei fari. Un percorso come pochi altri, che porterà il viaggiatore in un mondo di sensazioni uniche che possono essere godute solo su questa magica Costa da Morte.
Il Cammino dei Fari a Luglio
Trail to freedom-in cammino verso la libertà
10 POSTI DISPONIBILI
From€700
Trail to freedom-in cammino verso la libertà
In questo viaggio siamo sempre circondati da paesaggi naturali meravigliosi e segni della storia lasciati dall'uomo. Durante il cammino, lasciata l'affascinante città di Biella, cammineremo sempre immersi nella natura, incontrando borghi caratteristici, santuari secolari e rifugi di montagna unici. Il paesaggio sempre diverso, mai noioso, dalla collina all'alta montagna, camminando in territori con storie secolari di passaggi e sfruttamento da parte dell'uomo di ogni epoca. Questo cammino ripercorre la via della libertà che percorsero in tanti dopo l'otto settembre del 1943, attraversando le Alpi per raggiungere la libertà, in Svizzera.
Trail to freedom-in cammino verso la libertà
SENTIERO ROMA
VIAGGIO AL COMPLETO - lista d'attesa
From€545
SENTIERO ROMA
Il Sentiero Roma è un viaggio incredibile nell'alta quota, sospeso nel tempo e nello spazio e lungo il cui percorso corre l'Ultra-Trail piu difficile e tecnico del mondo: il Trofeo Kima.
SENTIERO ROMA
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia - Agosto
2 POSTI DISPONIBILI
From€1595
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia - Agosto
A nord del circolo polare artico, sulle Isole Lofoten, dove il mare ha i colori dei Caraibi e il buio della notte non cala mai, camminiamo sulle rocce che sono tra le più antiche del mondo. Seguiremo inoltre le storie delle leggendarie imprese di navigatori greci che, sfidando le colonne d’Ercole, si sono spinti fino a queste latitudini, cercheremo i Troll e saremo affascinati dalla mitologia norrena. Arriviamo alle Lofoten con un avvicinamento lento, con il classico postale “Hurtigruten” sul quale potremo fare anche la sauna e bagni cadi. Ci sposteremo di paese in paese dormendo nei classici rorbu, le tipiche abitazioni in legno dei pescatori, oggi ristrutturati totalmente o in parte per ospitare i viaggiatori.
Trekking alle Isole Lofoten in Norvegia - Agosto
Trekking il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi
ANNULLATO
From€740
Trekking il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi
Il Trekking nelle Valli valdesi del Piemonte: Il Glorioso Rimpatrio è un percorso lungo 327 km che ripercorre in 21 tappe il viaggio condotto dai valdesi nel 1689, da Nernier in Svizzera fino a Bobbio Pellice in Piemonte, per ritornare alle loro terre dopo due anni di esilio. Un avventuroso rimpatrio condotto dal pastore Henry Arnaud che lo ha minuziosamente descritto nel suo libro. Noi percorreremo le ultime 6 tappe piemontesi da Salbertrand a Bobbio Pellice, che coincidono con un tratto della Grande Traversata delle Alpi (GTA). La GTA è un itinerario lungo l’arco alpino occidentale del Piemonte, nato alla fine degli anni ’70, è lungo circa 1.000 km suddivisi in 55 tappe, da Ormea (Valle Tanaro) a Molini (Valle Anzasca), e in parte si sovrappone alla Via Alpina. Il nostro trekking sarà caratterizzato da un continuo saliscendi passando da una valle all’altra attraverso i colli. Passeremo dagli spettacolari colli dell’Assietta (2.565 m s.l.m.) e dell’Albergian (2.708 m s.l.m), visiteremo le antiche miniere di talco, attraverseremo boschi e pascoli e pernotteremo in incantevoli borgate tra cui Usseaux (1.416 m s.l.m.), incluso tra i borghi più belli d’Italia. Durante il cammino conosceremo la comunità valdese e scopriremo la storia della sua chiesa, l’unica, tra tutte quelle dichiarate eretiche, sopravvissuta alle persecuzioni cattoliche!
Trekking il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi

Marco Rosso

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