Dal 15/05 al 22/05 2027
Trekking a Pantelleria
sei giorni a piedi sull'isola figlia del vento
Pantelleria, o Benth-el-Rhià – la figlia del vento, meno distante dalla Tunisia che dalla Sicilia è una terra isolata, impervia, bellissima, montuosa, con pochi approdi per le barche e quindi quasi completamente votata ad un agricoltura che si può definire eroica in ambiente estremo. Da sempre i panteschi hanno dovuto faticare tantissimo per piegare una terra che non si prestava facilmente a essere coltivata. Non potendo sottomettere i venti, hanno persino modificato il portamento delle piante facendole crescere in orizzontale! Non potendo eliminare la rocce le hanno usate per fare da scudo al vento e al caldo estremo. Da queste parti il concetto di paesaggio non può prescindere dall’istinto di sopravvivenza, dalla genialità e dalla tenacia dei suoi antichi abitanti.
- Il viaggio
- Il viaggio in breve
- Programma
- Galleria
- La guida
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Cosa è incluso nel pacchetto
- Assicurazione Medico Bagaglio
- I Pranzi al Sacco e le Cene
- Servizio di Guida Escursionistica, Segreteria ed Iscrizione al Viaggio
- Transfer aeroporto - hotel A/R
- Tutti i Pernottamenti con Colazione Inclusa
- Assicurazione per Annullamento Viaggio
- Gita in barca
- Tutto quanto non espressamente indicato alla voce "Cosa è compreso"
Nanni Di Falco
IL VIAGGIO TREKKING A PANTELLERIA
Il nostro trekking a Pantelleria è un viaggio a piedi di sei giorni di cammino (otto giorni in tutto) che attraversa l’isola in lungo e in largo, dalla vetta vulcanica della Montagna Grande fino alle calette della costa, passando per il Lago Specchio di Venere, le colate laviche e la Piana della Ghirlanda coltivata a Zibibbo e capperi. È un trekking organizzato in piccolo gruppo, con guida ambientale escursionistica: cammini leggero, con lo zaino giornaliero, mentre di logistica, pernottamenti e cene ci occupiamo noi.
Si dorme a Bugeber, un piccolo borgo agricolo affacciato sul lago di Venere, in dammusi privati — le caratteristiche case in pietra lavica dell’isola — e si cena in famiglia, assaggiando la cucina pantesca. Ogni giorno si parte a piedi direttamente da Bugeber (con l’eccezione di due giornate raggiunte in taxi), disegnando percorsi ad anello diversi; se il mare lo permette, l’ultimo giorno chiudiamo con il giro dell’isola in barca e pranzo a bordo, per scoprire la metà di costa che via terra non è raggiungibile.
Proponiamo il viaggio in due edizioni ogni anno, primavera e autunno 2026, le due stagioni ideali per camminare a Pantelleria. Un itinerario adatto anche a chi affronta il proprio primo trekking di più giorni: la difficoltà è medio-facile, con 4–6 ore di cammino al giorno.
LA REGIONE: PANTELLERIA
Pantelleria, il primo parco nazionale della Sicilia
Pantelleria — Benth-el-Rhià, la figlia del vento — è più vicina alla Tunisia (circa 67 km) che alla Sicilia (circa 85 km): una terra isolata, impervia e bellissima, la parte emersa di un grande edificio vulcanico che si eleva di quasi 2000 metri dalla piana abissale del Canale di Sicilia. Con i suoi 83 km² è la più grande delle isole minori siciliane e la quarta italiana dopo Sicilia, Sardegna ed Elba.
Dal 2016 l’isola è Parco Nazionale: il primo, e per ora unico, parco nazionale della Sicilia. È un paesaggio scolpito dalla necessità: non potendo domare i venti, i panteschi hanno piegato le viti facendole crescere in orizzontale, protette dentro le conche dei muri a secco; non potendo eliminare la roccia lavica, l’hanno usata per costruire dammusi e terrazzamenti. Qui il concetto di paesaggio non si può separare dall’ingegno e dalla tenacia di chi lo ha abitato — ed è questo che si cammina, tappa dopo tappa.
I sentieri di Pantelleria: 130 km di percorsi nel Parco Nazionale
Essendo l’isola un parco nazionale, la rete sentieristica è curata ed efficiente: 23 sentieri segnalati per circa 130 km complessivi, con tematismi diversi — dal naturalistico al geologico, dalla costa alle vette vulcaniche. Il terreno resta però quello di un’isola vulcanica, roccioso e a tratti impegnativo, e per questo camminarci con una guida che conosce i tracciati e i tempi giusti fa la differenza.
Durante la settimana percorriamo alcuni dei più begli anelli dell’isola: la colata lavica del Khaggiar verso Punta Spadillo e il laghetto delle Ondine; l’anello basso della Montagna Grande, che circumnaviga la montagna leggermente in quota tra fumarole e saune naturali; la traversata della Piana della Ghirlanda, antica caldera oggi coltivata; e la colata del Gelfiser fino a Cala Cinque Denti, con vista sulla fossa del lago di Venere e su tutta la costa nord.
La Montagna Grande, la vetta dell’isola (836 m)
Il punto più alto di Pantelleria è la Montagna Grande, 836 metri: una giornata del trekking è dedicata alla salita in vetta. Partiamo da Bugeber e saliamo seguendo il panoramicissimo sentiero che attraversa la striscia antincendio fino in cima, con vista a 360° su tutta l’isola e sul Mediterraneo; scendiamo poi dall’altro versante verso Sibà per completare l’anello.
Un’altra giornata è dedicata all’anello basso della Montagna Grande, forse il più bel sentiero dell’isola: si gira attorno alla montagna alla sua base, tra fumarole “infernali”, vapori che escono dalla roccia e la Grotta del bagno asciutto, una sauna naturale indimenticabile scavata nel fianco del vulcano. Due modi diversi e complementari di vivere la montagna vulcanica pantesca.
Il Lago Specchio di Venere e i luoghi da non perdere
Il Lago Specchio di Venere è il simbolo naturale di Pantelleria: uno specchio d’acqua di origine vulcanica dalle sfumature turchesi, alimentato anche da sorgenti termali, dove è tradizione ricoprirsi con i fanghi caldi delle sponde prima di un bagno rigenerante. Lo raggiungiamo a piedi da Bugeber fin dai primi giorni, ed è uno dei momenti più amati del viaggio.
Ma l’isola è un susseguirsi di luoghi iconici che tocchiamo lungo il cammino: il faro di Punta Spadillo e il laghetto delle Ondine, la Testa dell’Elefante — la formazione lavica che si tuffa nel mare della costa est —, Cala Cinque Denti, la Piana della Ghirlanda profumata di Zibibbo e capperi, e l’area archeologica dei Sesi, antichissime e misteriose costruzioni sepolcrali che visitiamo con una guida locale. Il tutto accompagnato da sorsi di Passito e dai dolci morsi del Bacio Pantesco.
Quando andare a Pantelleria: il periodo migliore per il trekking
Le stagioni migliori per il trekking a Pantelleria sono la primavera (da aprile a giugno) e l’autunno (settembre e ottobre): temperature ideali per camminare, natura rigogliosa in primavera, colori caldi e luce morbida in autunno. L’estate, sull’isola più arida e assolata del Mediterraneo, è invece poco adatta a camminare a lungo: il caldo è intenso e l’ombra scarsa. È per questo che programmiamo il viaggio in due turni, uno di primavera e uno d’autunno, quando l’isola dà davvero il meglio a chi la percorre a piedi.
Come arrivare a Pantelleria
Si raggiunge Pantelleria in due modi. In aereo, atterrando all’aeroporto dell’isola: ci sono collegamenti con gli scali siciliani di Trapani e Palermo e, nella stagione turistica, voli diretti da alcune città italiane. In nave, con il traghetto in partenza da Trapani, che impiega diverse ore di navigazione (indicativamente 5–6 ore per la linea veloce/ordinaria, a seconda del mezzo e del meteo). Per chi partecipa al viaggio, il transfer dall’aeroporto all’alloggio e ritorno è incluso: una volta arrivati sull’isola pensiamo a tutto noi, orari alla mano.
IL CAMMINO
Il cammino: difficoltà, allenamento e attrezzatura
È un trekking di difficoltà medio-facile, di livello escursionistico (E), con 4–6 ore di cammino al giorno e dislivelli contenuti (la giornata più impegnativa arriva a circa 650 metri di dislivello). È adatto anche come prima esperienza di cammino di più giorni, a patto di una normale abitudine a camminare.
Il territorio è vulcanico e roccioso: servono scarpe da trekking robuste, con buona suola e possibilmente a collo alto. Durante il cammino faremo dei bagni, ma il mare dell’isola non è sempre facilmente accessibile: consigliamo un paio di comode scarpe da scoglio per entrare in acqua e una maschera o occhialini per godersi i fondali. Il resto — cappello, borraccia, protezione solare, un guscio antivento — è il classico corredo di ogni buon escursionista.

MANGIARE E DORMIRE
Mangiare e dormire: i dammusi e la cucina pantesca
Si dorme in dammusi privati — le tipiche abitazioni dell’isola in pietra lavica, con le cupole bianche e le pareti spesse che tengono il fresco — in stanze doppie o matrimoniali, con grandi spazi, verande e molta comodità. Bagni in condivisione.
Si mangia sempre in famiglia, cibo tipico pantesco: una cucina che è un incrocio riuscito tra mare e terra, a base di pesce ma soprattutto di verdure locali. I dolci sono quelli della tradizione siciliana, con tipicità isolane come il Bacio Pantesco e una particolare ricotta preparata con l’acqua di mare. E naturalmente il Passito e lo Zibibbo, che degustiamo in una cantina pantesca durante il viaggio. Colazioni e cene sono incluse, i pranzi sono al sacco lungo il cammino.

Informazioni aggiuntive sul viaggio:
Tipologia: Stanziale
Durata: 8gg
Tipo di zaino: Giornaliero
Difficoltà del cammino: medio facile
Giorni di cammino: 6
Ore di cammino al giorno: 4-6
Adatto come prima esperienza di cammino:
Tipologia di struttura: Dimmusi - case private
Tipo di alloggio: doppie o matrimoniali
Bagni: in condivisione
Pasti: colazioni/cene in famiglia, pranzi al sacco
Possibilità di singola:
- Arrivo
- 12 km, dislivello 150 m
- 15 km, dislivello 300 m
- 12 km, dislivello 650 m
- 8 km, dislivello 200 m
- 10 km, dislivello 200 m
- Nessun cammino
- Fine viaggio
1° GIORNO - Ritrovo
Ritrovo in giornata all’aeroporto dell’isola. Verrete prelevati e portati a destinazione in base ai vostri orari di arrivo. Si farà una breve ma piacevole passeggiata al lago di Venere.
2° GIORNO Bugeber – Kamma fuori – punta Spadillo – laghetto delle Ondine –lago di Venere- Bugeber
Si parte per il primo giro e si segue la colata lavica del Khaggiar , verso nordest,per raggiungere la costa, il faro di Punta Spadillo, il laghetto delle Ondine e infine il lago di Venere. Percorso ad anello e tanta bellezza in un solo giorno.
3° GIORNO - Bugeber – cuddia Randazzo – passo Kherch – Grotta del bagno asciutto – Sibà – Bugeber
Questo è forse uno dei più bei sentieri di tutta l’isola, l’anello basso della Montagna Grande, cioè si circumnaviga la montagna a piedi e alla base, quindi è proprio un giro di tutta l’isola ma fatto leggermente in quota. Percorso ad anello, panorami mozzafiato, fumarole infernali e una sauna naturale indimenticabile
4° GIORNO - Bugeber – montagna Grande (836 m) – discesa a Sibà – Bugeber
Oggi si va in cima a Montagna Grande finalmente che con i suoi 836 m è la vetta dell’isola. Noi ci andiamo da Bugeber ovviamente e saliremo seguendo il panoramicissimo sentiero che attraversa la striscia antincendio e che arriva fino in cima. Scendiamo dall’altro versante verso Sibà e torniamo verso Bugeber per completare l’anello.
5° GIORNO --Rekale – piana della Ghirlanda – Testa dell’elefante
Oggi ci spostiamo con il pullmino verso Rekale, una località che sta nell’estremosud ovest dell’isola. E’ il punto migliore per cominciare a piedi la traversata della meravigliosa Piana della Ghirlanda, una piana vulcanica che era un antica caldera e che adesso è tutta coltivata a uva Zibibbo e capperi, una meraviglia di odori e colori. Si atraversa l’abitato di Tracino per raggiungere il mare della costa est in un posto iconico come la Testa dell’Elefante. Si torna in pullmino a Bugeber e prima si va a visitare e degustare Passito in una tipica cantina pantesca.
6° GIORNO - Bugeber – Gelfiser-Cala cinque denti- Bugeber
Oggi si parte ancora a piedi da Bugeber e si percorre un grande anello che segue la colata lavica del Gelfiser e che ci permetterà di avere ogni tipo di panorama, da ogni angolazione sulla fossa del lago di Venere e su tutta la costa nord. Percorso anche oggi panoramicissimo.
7° GIORNO - Giro in barca dell’isola con pranzo a bordo
Oggi ci si sposta in pullmino verso il porto del paese principale, Pantelleria centro, e ci imbarchiamo per fare il giro dell’isola in barca . Il giro via mare merita tantissimo perché per più di una buona metà la costa dell’isola non è raggiungibile ne visitabile via terra ma solo via mare, quindi questo ultimo giorno è proprio la ciliegina sulla torta, ci godremo l’isola caletta per caletta e con pranzo a bordo. Dopo il giro, prima di rientrare a Bugeber faremo una visita all’area archeologica dei Sesi, antichissime e misteriose costruzioni sepolcrali, con una brava guida locale.
8° GIORNO - Rientro
Ci salutiamo e rientriamo verso le nostre case.

NANNI DI FALCO
Faccio questo lavoro dal 1997, quando ancora il trekking non era certo il popolare passatempo di oggi. Da quegli anni la Sicilia, la mia casa, è anche la mia passione. Le sue isole ed il suo mare sono quasi un sentiero per me. Sono consigliere nazionale AIGAE e gestisco il rifugio Scirocco, che è il rifugio più a sud d'Italia, sui Monti Iblei.
Per qualsiasi domanda sul viaggio:
Scrivimi a siciliaincammino@gmail.com