Itinerari in Val d’Orcia: Sogno dei Viaggiatori d’Oltremare

Con i suoi innumerevoli itinerari, la Val d’Orcia nasconde paesaggi, cultura e sapori sognati non solo in Italia ma anche al di là del mare. In questo articolo Sara ci racconta, dialogando con i viaggiatori che l’hanno accompagnata a spasso per la Toscana del Sud, alcune delle molte facce ed itinerari della Val d’Orcia: quella sognata da chi vuole un’esperienza rurale tra bellezza, cibo e natura; la valle/deserto vissuta da viandanti, briganti e mezzadri fino al secondo dopoguerra; quel luogo che la gente del posto ha il privilegio di poter chiamare “casa”.

Per i viaggiatori d’oltremare (americani in primis, ma non solo) l’Italia è – da secoli ormai – nella top five della lifetime whishlist of travel destinations. La loro prima volta è spesso una full immersion nelle più importanti città d’arte del classico grand tour: Roma, Venezia, Firenze, Milano… Non sono pochi quelli che decidono poi di tornare, di approfondire, di rallentare: ecco, è proprio allora che la Val d’Orcia stringe in un abbraccio da cui è difficile sciogliersi.

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La Val d’Orcia con i suoi variopinti paesaggi è ricca di itinerari a piedi

Siamo nella parte meridionale della Provincia di Siena, al confine con Umbria e Lazio: lasciata la bella Siena davanti ai nostri occhi si dispiega un mare di argilla che si infrange a sud sul Monte Amiata, antico vulcano ormai addormentato ma ancora circondato da più di 100 sorgenti termali alle sue pendici.

Visiting the Tuscan Rolling Hills

Hi Sara, this will be my second trip to Italy. That time I booked an agriturismo to better enjoy the countryside and to slow down. My goal is to see the Tuscan Rolling Hills.

Ricordo ancora la prima richiesta di visita delle Tuscan Rolling Hills: “cosa saranno mai?”, mi chiesi… “Ce ne sono così tante di dolci colline in Toscana!”. Grande fu la sorpresa nell’aprire le foto inequivocabili che mi erano state allegate alla mail. Con precisione chirurgica la signora inviava tre immagini trovate sul web.

La prima ritraeva i cipressini di San Quirico d’Orcia. La seconda la Cappella di Vitaleta. La terza alcune scene tratte dal film “Il Gladiatore”. Non c’erano dubbi: le Tuscan Rolling Hills erano “nient’altro” che la Val d’Orcia, divenuta negli ultimi anni la cartolina dell’Italia nel mondo!

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La Cappella di Vitaleta circondata dai classici cipressi della Val d’Orcia

Le tre immagini corrispondono a tre luoghi, assolutamente bellissimi, iconici e conosciuti – dai più – solo per la loro incredibile qualità di essere sempre fotogenici.

La sfida per noi guide ambientali comincia proprio qui: andare oltre l’ovvio, oltre l’apparenza, oltre la strada provinciale. E non c’è cosa più gratificante dell’aiutare un viaggiatore a realizzare il proprio sogno di bellezza meglio di come avrebbe potuto fare da solo. Fortunatamente sempre più persone comprendono la grande potenza del trekking e dei viaggi a piedi: una delle formule più rispettose e profonde per assaporare a pieno l’anima di un luogo.

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Felicità negli itinerari a piedi tra le Tuscan Rollign Hills
Slow Travelling: un Territorio da Esplorare a Piedi

Can we walk there?

Ma certamente!!! It’s highly recommended!!!

Il gruppo di cipressi lungo la provinciale che da Buonconvento arriva a San Quirico d’Orcia sono divenuti, nel tempo, il simbolo dell’intera valle. Conosciuti come i cipressini di San Quirico sembrano essere stati effettivamente piantati per un puro senso estetico. Nascono in realtà a scopo di caccia: erano un uccellatoio in una zona davvero poco generosa dal punto di vista forestale. I contadini talvolta piantavano piccoli gruppetti di alberi in zone particolarmente aperte per dare riparo alle greggi o per cacciare gli uccelli che li usavano come posatoi. Poco romantico, lo riconosco. Resta il fatto che avvicinarsi piano piano, a piedi, lungo un suggestivo sentiero ad anello che parte dal paese di San Quirico non ha eguali!

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Mappa dei borghi principali della Val d’Orcia – © Palazzo del Capitano

Anche la Cappella di Vitaleta è spesso fotografata dalla provinciale: non mancano mai le automobili ferme lungo strada con turisti che tentano di catturarne i particolari da lontano. Altra cosa è scendere lungo il sentiero alle pendici di Pienza ed incamminarsi lungo quella strada punteggiata di cipressi e il grano alto all’altezza dei fianchi. In un attimo realizziamo che… ci siamo: dove? All’interno del set di uno dei molti film che hanno reso questa zona conosciuta oltremare: Il Gladiatore.

Siamo proprio lì, nel sogno di Massimo Meridio che, felice, pensa alla sua casa e alla sua amata famiglia toccando il grano con la mano… Ancora qualche km e siamo a Vitaleta: un piccolo edificio religioso accanto a un podere, in piena campagna, a metà sentiero tra San Quirico e Pienza. Due cipressi fanno da sentinelle. La facciata ha un biancore che risplende con la luce della sera. A lungo i due paesi si sono contesi la Madonna che i Della Robbia avevano realizzato nella loro bottega fiorentina appositamente per questo luogo (così si racconta). Una statua di terracotta invetriata meravigliosa e miracolosa che oggi è conservata nella Chiesa di San Francesco a San Quirico.

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Gli itinerari della Val d’Orcia sono sempre accompagnati da Segnaletica Internazionale

C’è poco da fare. Far trekking in Val d’Orcia è il modo migliore per esplorare lentamente e profondamente il territorio…ma non solo!!

Itinerari Fotografici in Val d’Orcia

I am a professional photographer and I would like a somewhat special tour, which allows me to capture the best light. Is it possible to walk and at the same time take photos at sunrise and sunset?

E allora, sveglia alle 4:30 del mattino, scarponi ai piedi, macchina fotografica e andare! In alternativa picnic nello zaino per una cenetta in paradiso. Niente di meglio, soprattutto nelle calde giornate estive.

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Rotoballe di fieno tra le dorate colline della Val d’Orcia

La Val d’Orcia è il tempio dei fotografi, professionisti o amatori, poco importa.

Vogliamo parlare dei colori? Essendo le colline valdorciane dedite principalmente alla coltivazione dei cereali il passaggio da una stagione all’altra è estremamente cromatico. Al finire dell’autunno il bruno della terra arata lascia il passo al biancore della neve che non di rado cade in qualche fredda giornata invernale. Le brinate coprono la terra con una patina luminosa e, sciolte dal tepore primaverile, fanno posto al verde brillante del grano, del farro, dell’orzo in primavera. Incredibile l’effetto del vento quando il cereale è già alto: il mare pliocenico riprende vita a milioni di anni di distanza e ricomincia ad ondeggiare. L’estate è l’età dell’oro: un oceano giallo mietuto a luglio, quando i campi sono costellati di immancabili rotoballe.

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L’itinerario a piedi verso l’abbazia di Sant’Antimo, nel cuore della Val d’Orcia

E cosa dire delle terme di Bagno Vignoni? Sono una vera gioia per tutti, tanto più per i fotografi! La sorgente di acqua calda sgorga nella cuore del paese: il palazzo voluto da Pio II si riflette nella piazza d’acqua, usata spesso per installazioni di arte contemporanea e concerti con un palco che sembra fluttuare tra i vapori… pura magia! Per non parlare del fatto che si può godere delle terme libere nel Parco dei Mulini, mettere semplicemente i piedi a bagno nei gorelli o godersi un sano momento di relax nelle terme attrezzate di uno dei molti hotel.

I Sapori della Val d’Orcia: Montalcino e Pienza

One of my dreams is to relish healthy and genuine food. What are the typical products? Are there only cereals? No wine???

Are we joking??? O questa che domanda sarebbe, siamo o non siamo in Toscana!?

Il Parco della Val d’Orcia comprende ufficialmente 5 comuni: Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia.

Fiori all’occhiello di questo antico mare sono, per ragioni molto diverse, Montalcino e Pienza.

Iniziamo dalla prima, Montalcino. Situata al margine occidentale della Val d’Orcia con i suoi 564 mt di altitudine domina con la sua rocca e le sue mura tutta la valle. La morfologia de territorio, più alto, più boscoso e meno argilloso hanno fatto la differenza. L’altitudine, il suolo, l’esposizione, l’inclinazione dei terreni. Insomma, in una sola parola, il terreno nel quale è letteralmente immersa l’hanno resa famosa in tutto il mondo. È la zona di produzione del Brunello di Montalcino d.o.c.g., vino rosso pluripremiato tra i più venduti al mondo. Che sia in cantina o in enoteca una degustazione non può mancare. E non solo per il vino, ma anche per le molte storie familiari che sono legate alle aziende, dalle più piccole alle più internazionali e per il fascino degli edifici nei quali il Brunello è invecchiato: si passa dalla tinaia del podere di famiglia ai più avveniristici e moderni templi del vino.

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I vigneti di Montalcino lungo gli itinerari a piedi nella Val d’Orcia

E visto che siamo a parlare di vino non si può dimenticare la giovane e promettente produzione di Orcia d.o.c.: un vino rosso che ha già il suo Consorzio e che ha saputo farsi largo tra i giganti con cui si ritrova a condividere lo spazio.

Le degustazioni sono spesso accompagnate da affettati e – soprattutto – formaggi. Ed ecco che entra in ballo il pecorino di Pienza, una vera eccellenza il cui odore ci accoglie appena varcata la porta del paese. Non c’è bottega che non ne abbia qualche varietà in vendita: da quello invecchiato nella foglia di noce, nella cenere o nel mosto di Brunello a quello morbido e giovane di latte crudo. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Pienza… non ne abbiamo ancora parlato, ma dobbiamo!

Pochi sanno che in origine il nome era completamente diverso, Corsignano. Qui nacque però nel 1405 Enea Silvio Piccolomini, poi divenuto Papa Pio II: fu proprio lui a voler trasformare il centro storico in una città ideale rinascimentale, costruendo la cattedrale, il suo palazzo di famiglia, il pozzo e rimodellando tutto il borgo. Un’operazione incredibile per l’epoca, portata avanti con l’aiuto dell’architetto dei Medici di Firenze, il Rossellino. Oggi ci ritroviamo, in terra di Siena, un borgo rinascimentale unico al mondo. Una vera perla! Chissà, sarà per questo che Frank Spotnitz e Nicholas Meyer l’hanno scelta come location per ambientarci la serie “I Medici” andata in onda anche in Italia dal 2019! La troupe, compreso Dustin Hoffman, hanno soggiornato in paese per un bel po’!

Non ci distraiamo, che stiamo parlando di cose serie: non si può venir via senza aver assaggiato un piatto di pici. Sembrano dei grossi spaghetti, ma sono molto più porosi: i sughi di cinghiale, di cinta senese, all’aglione o alle briciole gli si attaccano addosso che è una goduria solo a pensarci. Gli ingredienti per farli? Acqua, farina (rigorosamente bio e valdorciana) e mani esperte che arrotolano a più non posso. Sono buonissimi, provare per credere.

Val d’Orcia, tra Passato e Presente

But what do you think of the timeless beauty of these places? Do they never tire you? Can you still see it?

Una domanda sempre molto interessante. Il concetto di bellezza, intanto, un tempo ce l’ha eccome. La mezzadria da queste parti è stata pesante, lunga e indimenticabile per i contadini. L’argilla è una terra difficile da lavorare, una coltre impenetrabile per l’acqua d’inverno e per la zappa d’estate. La viabilità dopo le piogge difficile, l’acqua potabile un privilegio. Bosco quasi niente, sole quanto ne volete. I mezzadri lo avranno considerato un luogo “bello”? Qualche dubbio è il caso di averlo!

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Gli itinerari della Val d’Orcia regalano anche tratti di viaggi a piedi di lunga percorrenza come la Via Francigena

Vigneti manco a parlarne, frutteti pochi. Cereali sì: certo, non come adesso. L’area si era guadagnata però l’epiteto di “granaio di Siena”. Il Santa Maria della Scala, l’ospedale senese, una vera istituzione nel medioevo, aveva qui terre, mulini, grancie fortificate e hospitali (come Spedaletto), le succursali per ospitare i molti viaggiatori lungo la Via Francigena.

E loro, i viandanti? Cosa avranno pensato nell’attraversare talvolta in carovana, talvolta in solitudine questo immenso vallone che tanto somigliava ad un deserto? I briganti assaltavano facilmente le genti con le merci che qui non avevano riparo. Mai sentito parlare di Ghino di Tacco? Il Robin Hood di Radicofani che rubava ai ricchi per dare ai poveri… Beh, a dire il vero non è andata proprio così ma è bello pensarlo. Anche chi si cimentava nel Grand Tour aveva da passare da qua. Stendhal, Casanova, Charles Dickens, Goethe, tanto per menzionarne alcuni dei più noti: nessuno di loro, nei rispettivi scritti e diari di viaggio, ebbe parole troppo dolci per questi luoghi.

Noi che qui viviamo siamo a metà tra questi due mondi: l’idillio e la fatica, la bellezza e la paura, il passato e il presente. Soprattutto noi guide, interpreti di un territorio con un grande carattere non possiamo certo mettere in un angolo il passato. È sempre lì lui, a sorreggerci con le sue radici. Ma i nostri rami sono in crescita, aperti e tesi alle nuove visioni di chi qui deciderà di venire e di condividere con noi riflessioni, chiacchiere, panorami, una fettina di cacio e un bicchier di vino.

Anche d’estate nella grande valle c’è un po’ di vento. Niente è fermo, tutto cambia. Per me impossibile stancarsi.

I programmi ed il calendario delle nostre escursioni e viaggi a piedi in Italia si possono trovare:

CALENDARIO VIAGGI 2021

Tutti i Viaggi a Piedi 2020 e 2021

Sara Testi

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