52 Gallerie del Pasubio sui Sentieri della Grande Guerra

Pensare al sentiero delle 52 gallerie del Pasubio risveglia in me vecchi ricordi di quando ero bambino. Quando all’età di circa dieci anni inizia a frequentare i monti e le vallate vicino a casa. Dapprima con il gruppo scout, poi i primi campeggi ed i primi trekking organizzati dalla Pro Loco del mio paese durante le vacanze estive. Con la famiglia si organizzavano bellissimi picnic ed escursioni a piedi tra i sentieri dell’Altopiano di Asiago, le Piccole Dolomiti del vicentino ed infine assieme ad amici e con le prime morose i primi trekking itineranti e le prime vie ferrate tra le crode dolomitiche.

Ricordo che da bambino ero ovviamente attratto dal profumo dei boschi, dal suono dei torrenti lungo i quali amavo camminare saltando tra un masso e l’altro. Camminare sotto bellissime faggete alla ricerca di nuove specie di funghi o fiori da riconoscere era uno dei passatempi preferiti mentre si stava in montagna.

Tuttavia, la mia parte preferita di quei seppur brevi però bellissimi soggiorni erano gli aspetti storici del passato che legavano le vicende di quelle creste e di quelle valli rimaste immutate nel tempo. Tra le tante imprese storiche ricordo ovviamente quella legata alla costruzione e messa in opera della strada delle 52 gallerie del Pasubio.

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Il sentiero delle 52 gallerie del Pasubio conduce dal Bocca Campiglia al rifugio Achille Papa – Foto: AT, © Peer
La Grande Guerra e le cicatrici nelle pre-Alpi Venete

Quando si parla di storia e di Pre-Alpi venete, inevitabilmente viene alla mente il primo conflitto bellico. La Grande Guerra ha lasciato cicatrici e segni indelebili nel paesaggio delle montagne del Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia. Lunghe trincee scavate nelle roccia calcarea, postazioni di guerra e gallerie semidistrutte. Enormi forti e ricoveri oggi convertiti in musei od ossari in memoria alle vittime cadute.

Tra i tanti resti storici del conflitto bellico del secolo scorso, spicca in maniera particolare una strada, una mulattiera, oggi trasformata in sentiero escursionistico, localizzata tra i contrafforti montuosi che separano la Val Leogra nella provincia di Vicenza dalla vallata del fiume Adige situata in Trentino.

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Le pendici meridionali del Monte Pasubio visto dal Passo Xomo – Foto: AT, © Peer

Parliamo del massiccio del Pasubio e della ben noto sentiero delle 52 gallerie del Pasubio. Le porte del Pasubio, come spesso vengono ricordate, ebbero un ruolo strategico importantissimo durante la Prima Guerra Mondiale. Da qui, infatti gli austriaci sarebbero potuti penetrare attraverso la valle del Pasubio, in direzione sudest verso Schio, Thiene e quindi Vicenza. Entrando di fatto nella Pianura Padana.

Porte del Pasubio e la costruzione delle 52 Gallerie

All’inizio del conflitto bellico, durante la primavera del 1916, l’impero austro-ungarico realizza una delle campagne di guerra più intense ed aggressive della Prima Guerra Mondiale. Gli italiani rispondono all’invasione, e verso l’inizio dell’estate il fronte di battaglia viene stabilito a cavallo tra gli altipiani che separano l’attuale Veneto dal Trentino Alto-Adige.

Tra la Valsugana ed il lago di Garda il fronte si assesta proprio tra gli altopiani di Folgaria, Asiago e appunto le Porte del Pasubio. Le Porte del Pasubio (1930m slmm) sono una sella situata nel cuore del massiccio del Pasubio, che da qui si collega con il contiguo Monte Forni Alti verso est, mentre immediatamente a nord sono localizzati il Dente Italiano (2220m) ed il Dente Austriaco (2205m). Toponimia indiscutibilmente legata alla storia del primo conflitto bellico.

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Il trekking delle 52 Gallerie del Pasubio si snoda tra cenge e tunnel scavati durante la Grande Guerra – Foto: AT, © Peer

L’accesso ed il supporto logistico alla prima linea durante la Grande Guerra avvenivano attraverso una carrozzabile, non percorribile durante l’inverno: la strada degli Scarubbi. Questa si sviluppava lungo il più dolce versante nordorientale del massiccio del Pasubio, situazione quest’ultima che la esponeva al facile tiro dei cannoni austriaci.

Ciò spinge l’esercito italiano a costruire durante la primavera/estate del 1917 la Strada delle 52 gallerie. Un capolavoro di ingegneria ed arditezza militare. Una mulattiera di circa 7km di sviluppo totale, che collega la Bocchetta di Campiglia (1210m) con appunto le porte del Pasubio (1930m) sviluppandosi lungo il versante sudorientale del massiccio. Al riparo dal fuoco nemico.

Il sentiero delle 52 Gallerie del Pasubio

Il sentiero delle 52 gallerie del Pasubio è indicato dal segnavia 366. Collega il parcheggio situato nei pressi di Bocchetta di Campiglia con il rifugio Achille Papa (1930m) situato nelle Porte del Pasubio, oggigiorno al confine tra la provincia di Vicenza e di Trento. Il percorso escursionistico ha un imprescindibile valore storico/ingegneristico, oltre ovviamente a quello naturalistico e paesaggistico.

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Mappa escursionistica del settore Porte del Pasubio. In verde il percorso delle 52 gallerie con rientro lungo la carrozzabile degli Scarubbi

Il trekking della durata di circa 2,5/3 ore si sviluppa lungo un dislivello di circa 750m e va affrontato con una discreta preparazione fisica ed il giusto equipaggiamento. Indispensabile portarsi appresso una buona torcia elettrica, frontale o manuale. Ci sono infatti da attraversare ben 52 gallerie naturali scavate nella roccia, con uno sviluppo medio compreso tra i 20 e gli 80 metri.

Le gallerie più impressionanti sono la N.19 e la N.20. La diciannovesima, oltre ad essere la più lunga dell’intero percorso, ben 320m; si snoda con un tracciato elicoidale a quattro tornanti all’interno di un torrione roccioso. E’ stata intitola al Re Vittorio Emanuele III. La ventesima galleria, dedicata al generale Luigi Cadorna, ha invece uno sviluppo di circa 90m e per superare il dislivello richiesto si avvita su se stessa come un cavatappi.

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Il torrione di uscita dalla galleria N.20 – Foto: AT, © Peer

Raggiunto il rifugio Papa, gestito dal CAI di Schio è possibile rifocillarsi e passare la notte nelle comode camerate tipiche di tutti i rifugi alpini. Nella giornata successiva ci si può recare verso la Cima Palon ed il Dente Italiano, situato proprio di fronte all’omonimo Dente Austriaco dove si assestò la linee di controllo dal 1916 in avanti. Da qui si può scendere lungo il versante settentrionale seguendo la comoda carrozzabile degli Scarubbi e raggiungere così il parcheggio di Bocchetta di Campiglia; completando un bellissimo e storico percorso ad anello di due giorni ed una notte.

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Marco Rosso

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