Zanskar, l’antico regno nascosto tra gli enormi contrafforti dell’Himalaya nordoccidentale e la catena del Karakorum, regala al viaggiatore più intrepido l’occasione di un viaggio nel tempo. Un trekking nello Zanskar significa camminare tra la storia geologica delle prime fasi di formazione dell’Himalaya. Un viaggio a piedi nello Zanskar permette di esplorare il cuore più remoto e sconosciuto del Ladakh, che per secoli è rimasto nascosto agli occhi dei viaggiatori.

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Bandiere di preghiera buddhista sotto il passo dello Singge La

La catena montuosa dello Zanskar è caratterizzata da profondi canyon che si fanno strada tra le verticali e aduste pareti dell’Himalaya nordoccidentale. Il principale di questi fiumi, lo Zanskar, regala il nome ad una delle valli più esclusive del Ladakh, nella quale vivono di agricoltura e allevamento, poco più di quattordicimila abitanti.

Una valle che ha fatto da connessione tra il Kashmir ed il Ladakh, e che nei secoli ha permesso la diffusione del Buddhismo nelle regioni trans-himalayane. Storia e cultura che si mantengono ancora oggi con i bellissimi monasteri di Karsha, Ringdom e Lingshed; senza dimenticare l’isolamento e l’ubicazione della gompa di Phugtal.

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Il fiume Zanskar si fa largo tra le seghettate creste dell’Himalaya Indiano
Zanskar e la Storia della Collisione tra due Continenti

Circa cinquanta milioni di anni fa il viaggio della placca indiana finisce contro i bastioni meridionali della placca euroasiatica. La straordinaria collisione provoca una successione di impressionanti terremoti e la terra inizia a sollevarsi. Migliaia di metri di sedimenti depositati sul fondo dell’antico mare della Tethys che un tempo separava i due continenti, vengono accartocciati, sovrapposti e sollevati. Spinti verso il cielo ed esposti alla luce del sole e ai processi erosivi degli agenti atmosferici. Ha inizio la formazione della più alta ed imponente catena montuosa al mondo, l’Himalaya.

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Passo di Hanuma La tra argilliti color ocra e rocce calcaree alle spalle

Un trekking in Ladakh e nello Zanskar consente di osservare da vicino le formidabili forze tettoniche che hanno creato queste spigolose e stratigrafiche montagne. La catena dello Zanskar è caratterizzata da rigidi inverni ed intense nevicate, mentre durante l’estate si trova protetta dalle piogge monsoniche. In generale lo Zanskar è dominato da un clima semi-desertico che consente di individuarne facilmente l’orogenesi.

La parte settentrionale del territorio è dominata da strati alterni di scure argilliti e arenarie depositate nella piattaforma continentale che separava l’India dall’altopiano tibetano. A queste si intercalano spessi strati di dolomia e rocce calcaree che formano il complesso calcareo di Lingshet, ben visibile alle spalle della gompa di Lingshed.

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L’imponente monolite granitico di Gumburanjon

Proseguendo verso sud tornano a dominare le argilliti, questa volta di color ocra e giallastro, fino a raggiungere la vallata del fiume Zanskar dominata da antichi calcari grigiastri e azzurrastri del Giurassico. Tra le formazioni rocciose spicca sicuramente il monolitico granodioritico di Gumburanjon (5320m), situato alla testata della valle di Kargyak, che separa lo Zanskar dalla catena principale dell’Himalaya.

Trekking attraverso lo Zanskar

Agli inizi degli anni Settanta l’accesso al Ladakh viene finalmente garantito anche ai viaggiatori stranieri. Nei primi decenni studiosi europei ed asiatici raggiungono Leh e i villaggi limitrofi per dedicarsi allo studio della cultura Ladakha e del Buddhismo tibetano, qui ancora preservate. Gli anni Novanta rappresentano invece l’inizio dei trekking e viaggi a piedi in Ladakh. Si recuperano sentieri e antiche rotte commerciali che da Nord a Sud consentivano l’attraversamento dell’Himalaya Indiano; tra queste la più spettacolare è sicuramente il percorso che consente di attraversare lo Zanksar.

L’attraversata dello Zanskar è un trekking percorribile in due settimane, lungo il percorso che unisce il monastero di Lamayuru con la cittadina di Darcha situata nell’Himachal Pradesh. Un trekking in Ladakh che permette di attraversare l’intera catena dello Zanskar, nonché la l’Himalaya principale. Un viaggio a piedi reso complesso dall’orografia del territorio, lungo il quale ci sono da affrontare svariati passi di montagna, due dei quali di poco sopra i cinquemila metri di quota.

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Lingshed Gompa, tra i monasteri più isolati dello Zanskar

L’attraversata dello Zanskar è un viaggio sospeso nel tempo. Persi tra le meraviglie naturali dei suoi labirinti rocciosi e immersi nel mondo culturale degli Zaskar-pa. Dalla monumentale gompa di Lamayuru si prosegue lungo il torrente Yaopola superando i villaggi di Hanupatta e Photoksar, oltre il passo dello Singge La (4960m) raggiungendo la solitaria gompa di Lingshed e l’omonimo villaggio. Si continua verso i passi di Hanuma La e Parfi La fino ad incontrare il grande fiume Zanskar e risalirlo verso l’immensa verdeggiante vallata che è il cuore di questo regno tibetano.

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Ponte tibetano sulle acque turchesi del fiume Tsurup Chu

Vale la pena sostare un paio di giorni presso la cittadina di Padum per rifocillarsi e recuperare le forze per la seconda parte del trekking. Tempo utile anche per visitare i monasteri più importanti della valle, come Karsha, Sani e Tongde. Il cammino continua verso sud lungo il canyon del torrente Zanspo e verso le turchesi acque del Tsarap Chu in cui si nasconde il monastero di Phugtal Gompa. Da qui lungo la valle di Kargyag caratterizzata dalla sentinella granitica di Gumburanjon salendo lentamente fino all’ultimo passo del trekking, Shingo La (5090m), attraversando di fatto la catena himalayana principale.

In Equilibrio tra Cielo e Terra: Phugtal Gompa

Il monastero più simbolico dello Zanskar è sicuramente Phugtal gompa. Phugtal è costruito all’interno di una grotta naturale e si crede sia stato visitato ed abitato dai monaci buddhisti da circa 2500 anni. L’ubicazione remota ed isolata del monastero, tra i pochi in Ladakh ad essere raggiunto solamente a piedi, lo ha reso un importante meta di pellegrinaggio e meditazione.

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La grotta e la parete dove è abbarbicato il monastero di Phugtal

Racconta la leggenda che lo spirito del lama Sherap Zangpo, una volta raggiunto la grotta creò una fonte d’acqua che sorgeva dalle pareti della stessa, che permise ad un albero di nascere e crescere grazie all’acqua della fonte stessa. Attorno all’albero e alla fonte venne quindi costruito il monastero e le successive strutture costruite a “nido d’ape” in bilico tra cielo e terra.

Phugtal appartiene all’ordine dei Gelug-pa (i berretti gialli, il cui lider spirituale è l’attuale Dalai Lama) e all’interno della gompa è presente il tempio principale, le stanze della preghiera, una libreria con antichi testi sacri, la cucina, le stanze che danno alloggio ai circa una settantina di monaci ed ovviamente la grotta principale con la fonte e l’albero sacro.

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Giovani monaci all’interno del monastero di Phugtal Gompa

Altre informazioni sulla regione e sui trekking in Ladakh si possono trovare nelle seguenti pagine:

https://www.trekkilandia.it/viaggi/viaggio-in-ladakh-trekking-india

https://www.trekkilandia.it/destinazioni/ladakh

Marco Rosso

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