Trekking in Sicilia, quattro idee di viaggi a piedi in questa isola stupenda

Trekking in Sicilia, il modo migliore per scoprire l’isola!

Quando la maggior parte delle persone pensa alla Sicilia, viene catapultata nella vivida immagine di in borgo a picco sul mare, dove il Commissario Montalbano risolve i casi dopo una bella nuotata, o magari a Bagheria, nelle atmosfere nostalgiche ricreate da Tornatore. Il tutto, condito da un bel piatto di pasta con le sarde e un cannolo che attende paziente di essere gustato per concludere il pasto. Sì, quando si pensa alla Sicilia ci sono mille immagini dove puoi viaggiare, ma in realtà ce ne sono altrettante che ancora non hai immaginato. Sei pronto a pregustare un assaggio di sicilianità inedita attraverso il trekking? Te ne offriamo addirittura Quattro.

I cammini in Sicilia

La terra degli agrumi può essere esplorata da Est a Ovest, intraprendendo un avventuroso trekking sull’Appennino siculo, oppure da Nord a Sud – da mare a mare – percorrendo la Magna Via Francigena. Ma la Sicilia deve anche essere vissuta e uno dei modi migliori per farlo è orbitando attorno alla città di Trapani, da dove intraprendere piacevoli cammini per poi rincasare seguendo il profumo del cous cous.

LA Francigena da Palermo a Messina

Appennino siculo: conformazione e curiosità

Tanto per cominciare, sfatiamo il mito che in Sicilia ci si reca solo per il mare. Questa meravigliosa isola – ricchissima per storia, cultura e natura – è madre di uno dei tratti più suggestivi della catena degli Appennini. L’Appennino siculo è la parte più meridionale della catena montuosa, separata dalla parte calabrese attraverso lo Stretto di Messina. Si tratta di una zona montuosa di una bellezza sorprendente, costituita da tre diversi gruppi di monti: i Monti Peloritani, i Monti Nebrodi e le Madonie. Dopo l’Etna (ti ricordiamo che la sua altitudine raggiunge i 3340 metri), nell’Appennino siculo spiccano le vette del Pizzo Carbonara (1979 m), il Pizzo Antenna Grande (1977 m) e il Monte San Salvatore (1912 m), tutti appartenenti alle Madonie; ma le altre vette non sono da meno: pensa che la più “bassa” arriva a 1287 metri, il Pizzo di Vernà (Peloritani).

Questa magnifica catena montuosa siciliana si inserisce all’interno di ridenti parchi; in particolare il Parco dei Nebrodi fa parlare di sé per due motivi. Il primo riguarda il Grifone, un elegante rapace dall’apertura alare che può raggiungere i 3 metri: pensa che questo rapace è stato reintrodotto nel parco di recente e ha iniziato a nidificare solo nel 2005. Un’altra curiosità che dovresti sapere su questo luogo è legato alla lotta contro la mafia: è stato firmato un protocollo con la Prefettura di Messina che permette la riutilizzazione di terreni confiscati alle organizzazioni criminali, dando così l’opportunità ai giovani , ad associazioni del territorio di coltivarli. Non potrebbe esistere intreccio più virtuoso tra società e natura.

Cous-cous Trek

Un altro interessante legame che puoi scoprire nell’Isola del sole” è quello tra territorio e cibo, che noi abbiamo deciso di tradurre in trekking e gastronomia, proponendo un innovativo Cous-Cous Trekking a Trapani. Di cosa si tratta? Beh, di quattro fantastici giorni nella provincia di Trapani, con pernottamento in città e favolose escursioni giornaliere. Queste includono, ad esempio, l’anello del Monte Cofano e la visita a un antichissimo borgo, prima di raggiungere il famosissimo Cous-Cous Fest che ogni anno viene organizzato a San Vito Lo Capo. Durante questo saporitissimo trekking avrai la possibilità di immergerti con tutti e cinque i sensi nella Riserva dello Zingaro, camminando lungo un tratto di costa tra i più belli e selvaggi di tutta l’isola.

I cous cous di pesce di Trapani

Magna Via Francigena

Un’altra buona idea per fare trekking in Sicilia è quella di percorrere l’isola da Nord a Sud, da mare a mare. Per farlo, potrai seguire le tracce dell’antica Magna Via Francigena, un cammino che collega Palermo ad Agrigento. Giorno dopo giorno (noi consigliamo una durata di 9 giorni e 8 notti), seguirai le tracce di un percorso che risale all’epoca romana e che oggi viene riproposta dall’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”. Ma perché si chiama Magna Via Francigena? Beh, “magna” ne denota la grandezza e “francigena” risale all’epoca del controllo dei Franchi. Ciò che possiamo dirti è che attraverserai una terra fertile, con campi di grano a perdita d’occhio; ciò che probabilmente puoi solo immaginarti è la calda ospitalità dei siciliani: alloggerai in “case diffuse”, appartamenti privati di abitanti che ti accolgono in famiglia, e cenerai in ristoranti dove l’autenticità e le buone maniere sono di casa.

Via degli Elimi

Se a questo punto il tuo rapporto con la Sicilia sta diventando sempre più intimo, sei pronto per la Via degli Elimi: un viaggio che ti porterà nella parte nord-occidentale dell’isola, nella splendida provincia di Trapani. Qui avrai la possibilità di camminare per le stradine del borgo medievale di Erice, scoprire le rovine del parco archeologico di Segesta e il suggestivo porticciolo di Castellammare del Golfo. I sentieri che collegano questi siti storici sono antichi e ti regaleranno un immersione nella Riserva dello Zingaro, dove specchiarti e tuffarti nell’acqua limpida di calette color smeraldo, Lo senti il profumo del mare?

Ora che ti abbiamo mostrato diversi aspetti inediti della Sicilia, siamo molto curiosi di sapere quale di queste immagini ti ha colpito di più. Ti stai forse immaginando alla ricerca del Grifone dell’Appennino siculo, o forse con la mente ti trovi già in cammino lungo la Magna Via Francigena o la Via degli Elimi? Probabilmente non vorrai perderti il Cous-cous Fest di quest’anno.

PS. Certo, nemmeno la pasta con le sarde e il cannolo!

Come arrivare in Sicilia?

Le opzioni per arrivare in Sicilia sono varie per forma e prezzo. Per iniziare, se arriviamo in aereo abbiamo tre aeroporti internazionali che operano voli pe/dall’Italia e altri paesi europei. Questi aeroporti sono Falcone-Borsellino di Palermo-Punta Raisi PMO , Vincenzo Bellini di Catania Fontanarossa CTA, Vincenzo Florio di Trapani Birgi TPS e l’aeroporto Pio la Torre di Comiso CIY a 15 km circa da Ragusa. Per chi invece stesse programmando la propria vacanza con piú tempo e arrivare via mare, basti pensare che i principali porti di approdo e partenza degli aliscafi e traghetti per e dalla Sicilia sono: Palermo, Catania, Messina, Trapani, e Milazzo. Ultime due opzioni rimaste, sono arrivare in macchina o treno.

Quale è il periodo migliore per fare trekking in Sicilia?

Senza alcun dubbio i periodi migliori ( che coincidono anche con il nostri periodi preferiti) per scoprire la Sicilia facendo trekking, sono quelli che si estendono tra marzo e maggio, nonché tra settembre e novembre. La primavera in Sicilia è uno spettacolo che non lascia indifferente nemmeno il più scettico. Il tempo generalmente è bello, le temperature medie si aggirano attorno ai 18/25 gradi centigradi il che permette, nelle zone costiere, persino di fare il bagno. Se invece preferite fare solo un tour e non godervi le spiagge, si può anche viaggiare in inverno. All’atto pratico, per tutte le attività che non siano legate al mare, l’unica stagione da evitare è l’estate. Il caldo soffocante è nemico dell’escursionismo e del trekking e soprattutto luglio/agosto la massiccia presenza turistica che si trova nell’isola in quei periodi, può rende il tutto meno godibile e più complicato a livello logistico.

Sulla Primavera :

Comincia a gennaio la primavera siciliana,

e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga:

germoglia la menta sulle rive dei ruscelli,

gli alberi morti si inghirlandano di rose canine,

persino il brutale cactus mette teneri fiori.

Quindi non mi fa paura l’arrivo dell’inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera?

Truman Capote

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Fabio Mistretta

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