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PREZZO
€650 prezzo in via di definizione per persona
DATE
6gg - Dal 06/05/2023 all'11/05/2023
DESTINAZIONE
Puglia
POSTI RIMASTI
13
Guida
Carla

Dal 06/05 al 11/05 - 2023

Trekking in Salento tra i due mari

Da Lecce, raggiunta la costa adriatica, camminiamo fino a Santa Maria di Leuca, de Finibus Terrae della Via Francigena sul Mar Ionio

"Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero." Guido Piovene

  • Il viaggio
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Camminare in Salento lungo costa è un viaggio a piedi meraviglioso, da Lecce a Santa Maria di Leuca, de Finibus Terrae della Via Francigena in Europa. Seguendo la direttrice del mare, camminiamo su e giù tra cale, falesie e altipiani di calcare, attraversando piccoli centri. Incrociando Via Francigena, Via Leucadense e Traianea, seguendo i muri a secco e le pajare, il mare riappare, desiderato fino al punto più a est d'Italia e fino alla fine della terra, dove le onde di Ionio e Adriatico si infrangono sotto l'antico altare di Minerva.

Informazioni sul viaggio

DESTINAZIONE
Luogo di incontro
Lecce, Puglia
Luogo di fine viaggio
Leuca, Puglia
Data di inzio viaggio & Orario
06/05/2023 09:00 Controlla le altre date del viaggio
Ulteriori informazioni
Copertura Tecnica: Mald'Avventura TO - Scali Manzoni 51, 57126 Livorno P. I.01912530498 Aut. Prov.Licenza 1227
La quota include
  • 3 cene in struttura e/o ristorante
  • 5 colazioni in struttura
  • Assicurazione Medico Bagaglio
  • I.V.A
  • Servizio di Guida Escursionistica, Segreteria ed Iscrizione al Viaggio
  • tutti i pernottamenti
La quota non include
  • 2 colazioni al bar
  • 3 cene in struttura e/o ristorante
  • Assicurazione per Annullamento Viaggio
  • Extra durante pranzi, cene e colazioni
  • supplemento doppia uso singola
  • Ticket Ingresso a Parchi e Musei Compresi e Non Compresi nel Programma
  • Trasferimenti e trasporto bagagli con mezzo privato durante il Cammino
  • Tutti i pranzi al sacco
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce La quota include
  • Viaggio per/dal Punto di Ritrovo
  • Volo aereo andata/ritorno
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Carla Pau

3406933470
info@carlagae.com






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    IL VIAGGIO

    IN VIAGGIO LUNGO LA COSTA SALENTINA

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    LA REGIONE

    SALENTO: LA TERRA DI MEZZO TRA DUE MARI

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    IL CAMMINO

    CAMMINARE FINO ALLA FINE DELLA TERRA SUL TACCO D'ITALIA

    Lungo i sentieri sospesi tra terra e mare in Salento

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    MANGIARE E DORMIRE

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    DIFFICOLTA'

    GRADO DI DIFFICOLTA' TREKKILANDIA

    https://www.trekkilandia.it/wp-content/uploads/2021/03/Due-Ditoni.png

    2 DITONI

    Poche difficoltà
    tecniche nel cammino.
    Sentieri prevalentemente facili
    Ricettività comoda.
    Ore di cammino
    superiori alle 5.
    Zaino giornaliero.
    Dislivelli da 300 a 800m.
    Km dai 15 ai 20.
    Adatto a chi ha già avuto esperienze di cammino

    LA PAROLA AI PARTECIPANTI
    trekking-penisola-del-sinis-in-sardegna

    Bellissima esperienza con una perfetta organizzazione, un cammino che ci ha portati in luoghi dalla natura selvaggia e incontaminata con momenti di cultura: sito archeologico di Tharros e il Museo di Cabras. Ottima cucina. Grazie Carla Pau per la tua professionalità e simpatia. Trekkilandia è consigliatissima!

    capu-mannu-trekking-in-sardegna-sinis

    Alessandra e Ennio 2021

    Con la tua simpatia, allegria e preparazione ci hai fatto conoscere in modo fin’ora sconosciuto la nostra amata Sardegna

    is arutas nella penisola del sinis trekking in sardegna

    Paola 2021

    Cara Carla, grazie per la bella esperienza che offri a chi si affida a te. Mantieni sempre la tua professionalità e la tua simpatia. A presto e…al prossimo viaggio!

    falesie-su-tingiosu-trekking-penisola-del-sinis

    Cristina 2021

    Grazie mille Carla per l’esperienza gastronomica, culturale e ambientale. Un pacchetto top in un’isola meravigliosa!

    is-arutas-lungo-il-trekking-nella-penisola-del-sinis-in-sardegna

    Ornella 2021

    Grazie per il bel viaggio, un prezioso tuffo nelle radici!

    Informazioni aggiuntive sul viaggio:

    Tipologia: itinerante

    Durata: 6 gg/5 notti​

    Trasporto bagagli: si​

    Tipo di zaino: giornaliero​

    Volo dall'italia incluso: no

    Difficoltà del cammino: medio

    Difficoltà viaggio Trekkilandia: 2 ditoni

    Giorni di cammino: 6 gg

    Ore di cammino al giorno: 4/6 circa

    Motivo della difficoltà: tappe lunghe tra i 20 e i 26 km, presenza di asfalto in ogni tappa, prolungata esposizione a sole e vento, (dislivelli medio bassi)

    Adatto come prima esperienza di cammino: si, consultare la guida

    Tipologia di struttura: hotel, b&b, residence, affittacamere, ostelli

    Tipo di alloggio: stanza doppia, tripla, quadrupla, i letti saranno singoli, in alcuni casi matrimoniali (portare sacco lenzuolo a discrezione); potrebbero capitare letti a castello. I bagni sono spesso in camera, può capitare di dover condividere il bagno con altri compagni di viaggio in alcune strutture.

    Bagni: privati in camera o in condivisione con altri partecipanti

    Pasti: colazione in struttura o al bar, cena in struttura o ristorante, pranzi al sacco.

    Possibilità di singola: no, consultare la guida per esigenze particolari

     

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    • km circa - dislivello circa - ore di cammino circa
    • 14,7km circa - dislivello meno di 100m metri tra salita e discesa- ore di cammino 4 circa - medio
    • 21km circa - dislivello 100m salita 89m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    • 21km circa - dislivello 300m salita 290m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    • 17km circa - dislivello 360m salita 360m discesa - ore di cammino 5 circa - medio
    • 21,3km circa - dislivello 300m salita 320m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    km circa - dislivello circa - ore di cammino circa

    1° GIORNO - ARRIVI A LECCE

    Ci incontriamo a Lecce davanti alla nostra struttura nel pomeriggio (vi comunicherò più avanti l'orario in base ai vostri orari di arrivo). In base alla vostra provenienza (stazione treni, bus, taxi) raggiungerete in autonomia la struttura appena arrivati a Lecce. Se per motivi di volo non riusciste ad arrivare nel pomeriggio (ma prima di cena o addirittura in serata dopo cena) non ci saranno problemi: darò comunicazione del vostro arrivo. Dopo aver lasciato i bagagli in struttura faremo una passeggiata nel centro storico di Lecce prima di andare a cena in Ristorante. Nel pomeriggio, chi fosse sprovvisto del pranzo al sacco per domani, farà provviste in tempo per andare a cena. Dormiamo in Ostello. La colazione domani sarà al bar, ma chi vuole può acquistare il pomeriggio quello che vuole per fare una colazione casalinga utilizzando la cucina condivisa dell'ostello.

    14,7km circa - dislivello meno di 100m metri tra salita e discesa- ore di cammino 4 circa - medio

    2° GIORNO - DA ACAJA A SAN FOCA

    Dopo colazione al bar, raggiungiamo il borgo fortificato di Acaja, da dove iniziamo ufficialmente il nostro cammino, immersi nella splendida campagna leccese fino alla Spiaggia de Le Cesine. Si cammina con zaino leggero (i bagagli verranno trasportati a San Foca). E' una tappa breve e facile (quasi tutta in piano) che ci permette di acclimatarci, entrare nello spirito giusto di questo viaggio, prendere confidenza con questa terra alla fine d'Italia. Da subito, pur non vedendolo, possiamo percepire il profumo del mare portato dal vento tra gli ulivi e i campi, e capiamo che non siamo lontani. Vediamo un particolare manufatto oltre i muretti a secco, tra gli uliveti o in mezzo al campo: sono le Pajare, le tipiche costruzioni salentine che rendono unico il Salento, insieme agli altipiani di calcare (la cosiddetta "pietra leccese" utilizzata per gran parte delle opere pubbliche e artistiche della regione). Dalla Spiaggia delle Cesine fino a San Foca non lo perdiamo mai di vista il mare: camminiamo lungo la bassa costa a tratti sabbiosa a tratti caratterizzata da falesia puntellata di scogli dalla caratteristiche forme, superiamo Torre Specchia Ruggeri che ha dato il nome al suo omonimo centro abitato. Pranziamo al sacco sul mare. Nel pomeriggio, al termine dell'escursione, ognuno provvederà all'acquisto del pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo in ristorante e dormiamo in Hotel a San Foca. San Foca (dal grico As Fukà), frazione di Melendugno, era originariamente un villaggio di pescatori, ma oggi è uno dei porti turistici più importanti tra Brindisi e Otranto sul Mar Adriatico. Il suo monumento più importante è la Torre, detta anche di San Fucà. In questa tappa ci sono circa 6km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    21km circa - dislivello 100m salita 89m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    3° GIORNO - DA SAN FOCA A BAIA DEI TURCHI (OTRANTO)

    Dopo la colazione in struttura, partiamo a piedi dal centro abitato di San Foca seguendo la linea di costa, senza mai lasciarla fino alla fine della tappa. Si cammina con zaino leggero (i bagagli verranno trasportati a Otranto). Appena usciti da San Foca incontriamo subito Roca Vecchia, un piccolo centro sul mare ricco di eminenze archeologiche e naturali: la torre di guardia cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario dedicato alla Madonna (XVII sec.), nonchè le Grotte della Poesia, le spettacolari grotte carsiche dove il mare turchese fa capolino per creare delle piscine naturali tra le più belle del Salento. Giungiamo quindi a Torre dell'Orso con i faraglioni de Le 2 sorelle e poi, sempre seguendo la linea di costa, giungiamo a Sant'Andrea con i più famosi faraglioni del Salento, la Torre e il Faro. Continua la costa a falesia punteggiata di faraglioni sempre più stretta, serrata dalla pineta retrostante e sospinta dal mare, finchè non ci troviamo nel cuore delle Dune di Frassanito: l'erosione ha fatto emergere la banchina rocciosa tipica di questa costa e ha creato delle alte pareti di sabbia sormontate in cima dalla folta macchia mediterranea sempre verde, che si alterna a soffici dune di sabbia trasportate dal vento. Attraversata la Pineta sbuchiamo nella Spiaggia di Alimini, dopo aver oltrepassato il ponte sulla Foce dei Laghi Alimini. I Laghi Alimini, Piccolo e Grande, appena retrostanti rispetto alla costa, costituiscono un'area protetta di circa 1000 ettari, che racchiude anche la Spiaggia, la Foresta e il sistema dunale. Continuiamo a camminare sulla spiaggia e nei sentieri retrostanti a lieve altezza rispetto al piano di battigia fino alla Foresta di Baia dei Turchi, una bellissima pineta che abbraccia una falesia scoscesa e selvaggia caratterizzata da piccole e quasi impenetrabili calette rocciose sul mare. E' qui che, secondo la tradizione, sbarcarono i turchi che assediarono Otranto nel corso del XV secolo. Presso la Baia dei Turchi un bus privato ci porterà nel centro di Otranto: in questo modo evitiamo l'ultimo lungo tratto di asfalto e recuperiamo tempo ed energie per fare una passeggiata all'interno del centro storico e acquistare il pranzo al sacco per domani. Ceniamo in ristorante e dormiamo in Hotel a Otranto. Otranto, di antichissima origine greco-messapica, è il comune più a est d'Italia, il suo bellissimo centro storico si contraddistingue per l'imponente Castello aragonese che racchiude all'interno delle sue mura la Cattedrale normanna. In questa tappa ci sono circa 8.5 km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    21km circa - dislivello 300m salita 290m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    4° GIORNO - DA OTRANTO A SANTA CESAREA TERME

    Oggi ci aspetta senza dubbio una delle mie tappe preferite. Questa tappa è interamente a piedi senza trasferimenti con mezzi di trasporto. Si cammina con zaino leggero (i bagagli verranno trasportati a Santa Cesarea Terme). Dopo colazione in struttura, cominciamo a camminare attraversando il centro storico di Otranto, usciamo dalle mura per raggiungere il Porto. Sulla bassa costa risaliamo fino a Torre del Serpe: pare che in epoca romana avesse la funzione di Faro e poi Federico II la restaurò per diventare una delle più importanti Torri Costiere del Salento a guardia dei Saraceni. Nello Stemma della Città di Otranto si può notare un serpe che avvolge una torre: questa simbologia si riferisce alla tetra leggenda che ha dato il nome a questa Torre. Ve la racconterò in viaggio...Seguiamo la linea di costa e sporgendoci appena possiamo notare le tante grotte aperte sulla falesia, superiamo la Masseria con la sua Torre, i bunker e scendiamo, lungo la scogliera, fino alla Punta Faci, dove spesso si possono incontrare pescatori che sfidano le onde per arricchire il pescato quotidiano. Dopo le varie calette dell'Orte prendiamo un sentiero in salita che costeggia un boschetto per dirigerci alla spettacolare Ex Cava di Bauxite (chiusa tra 1976 e 1978), resa speciale dalla formazione (per falda freatica) di un laghetto dalle acque verde smeraldo in contrasto con le rosse pareti rocciose ricche in bauxite e la natura circostante. Dopo aver ammirato il laghetto risaliamo il promontorio fino al Belvedere diretti a Punta Palascia e al Faro, dove giungiamo in parte da un suggestivo sentiero che scorre veloce sotto la falesia quasi a pelo dell'Acqua. Il Capo d'Otranto è il Punto più a Est d'Italia. La nostra prossima meta è Porto Badisco, che raggiungiamo attraverso un sentiero lungo la vasta scogliera rocciosa dopo aver scollinato il promontorio panoramico dove sorge la cinquecentesca Torre di Sant'Emiliano, da cui si gode una delle viste migliori di tutto il viaggio. Il sentiero segue la bassa costa, dove le rocce hanno creato le particolarissime Marmitte dei Giganti. A Porto Badisco, piccolo villaggio di pescatori  poco frequentato dall'orda dei turisti nella stagione balneare, approdò Enea in fuga dalla città di Troia in fiamme, insieme al figlio Ascanio e il padre Anchise, che portava sulle spalle. Ci sono diverse incongruenze nella descrizione dei possibili approdi possibili ma non importa, noi ci possiamo credere. Superato Porto Badisco, attraverso una strada vicinale, ci immergiamo nello spettacolo di un tipico tavolato di calcare che ci condurrà fino alla diruta Torre Specchia Guardia, da dove scendiamo - a mezzo di una ripida scala di calcare vista mare - alla meta finale della tappa di oggi, Santa Cesarea Terme. Santa Cisaria, in dialetto salentino, è una stazione idrotermale: le proprietà delle sue acque sulfuree e fanghi è conosciuta fin dal II sec a.C, ma è solo alla fine dell'800 del secolo scorso che diventa una città termale vera e propria, grazie alle strade che l'hanno fatta uscire dall'isolamento a cui era sottoposta a causa della morfologia del territorio. E' in quel momento che cominciano a essere costruite le Ville in stile moresco ed eclettico che rendono particolarmente suggestivo il centro abitato. Dopo esserci sistemati in struttura, chi vuole può fare due passi fino al bellissimo Porto di Miggiano e alla sua bellissima Baia, riservando il tempo necessario per acquistare il pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo in ristorante e dormiamo in Hotel a Santa Cesarea Terme. In questa tappa ci sono circa 3,4km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    17km circa - dislivello 360m salita 360m discesa - ore di cammino 5 circa - medio

    5° GIORNO - DA CASTRO A MARINA SERRA

    La mattina, dopo colazione in struttura, con un breve transfer privato raggiungeremo il Borgo di Castro, dove inizieremo a camminare, dopo una bella colazione (la seconda probabilmente) in un buon bar della marina. Si cammina con zaino leggero (i bagagli verranno trasportati a Marina Serra). Il piccolo Borgo fortificato di Castro originariamente era chiamato Castrum Minervae, per la presenza di un Tempio di epoca romana dedicato alla Dea. Proprio la presenza di questo Tempio sembra comprovare in questa località - e non a Porto Badisco - l'approdo di Enea. Il centro è diviso tra Castru de susu (Castro di sopra) e Castru de sutta (Castro Marina). E' l'unico borgo fortificato costruito sulla scogliera a picco sul mare dell'intera provincia, è stato un centro abitato di grande importanza nelle varie epoche storiche nonchè sede arcivescovile. Il Castello Aragonese (XII, XII sec), circondato da fossato, fu costruito sui resti della rocca bizantina e più volte ampliato e adeguato rispetto alle nuove esigenze di difesa e protezione. Il suo ruolo di avamposto militare e difesa però Castro l'ha svolto fin dalle sue origini: a testimonianza di tale frequentazione e insediamenti stabili, forti della naturalmente fortunata posizione sul mare, sono i resti di circa 60.000 anni fa ritrovati nelle grotte e negli scavi praticati nell'attuale centro storico ma soprattutto le ciclopiche mura messapiche in pietra leccese, il più alto muro fortificato dell'intera Messapia, ovvero la Terra di mezzo, l'attuale Salento. Su queste mura sono state innalzate quelle bizantine, angioine e infine quelle aragonesi-spagnole. Compatibilmente con il meteo favorevole e il mare calmo, raggiunta la Marina, camminiamo sulla bassa scogliera rocciosa per circa 1 km, fino alla splendida Cala dell'Acqua Viva, considerata tra le più belle dell'intera Puglia per le sue acque turchesi cristalline. In caso di mare particolarmente mosso e pioggia forte saremo costretti a prendere la via litoranea. Risalito il piccolo fiordo, attraverso strade vicinali di campagna, iniziamo a camminare sospesi tra cielo e mare in un luogo incantevole e unico nel suo genere, che rende questa tappa indimenticabile. Tra le Serre Salentine probabilmente quella del Mito è una delle più belle, non solo per il mare che fa da sfondo, ma soprattutto per il paesaggio rurale tipico salentino che attraversiamo: tratturi delimitati da muretti a secco di incredibile bellezza, pajare circondate da antichi ulivi secolari. Camminiamo nella Contrada del Mito fino alla Torre del Sasso, diruta e maestosa Torre della fine del 1500, costruita a picco sul mare a 116 m.s.l.m. Raggiunto il Villaggio di Tricase Porto, ci aspettano circa 3 km tra strade vicinali e litoranee panoramiche per arrivare a Marina Serra, minuscolo rione sul mare del Comune di Tricase. Caratterizzano la sua aspra e rocciosa costa un susseguirsi di anfratti e cale, grotte e piscine naturali sorvegliate dalla bella Torre Palane, squadrata e in chiara arenaria. Nel pomeriggio, al termine dell'escursione, ognuno provvederà all'acquisto del pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo nel Ristorante dell'Hotel dove dormiamo a Marina Serra. In questa tappa ci sono circa 7,5km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    21,3km circa - dislivello 300m salita 320m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    6° GIORNO - DE FINIBUS TERRAE: DA MARINA SERRA A LEUCA

    Dopo aver fatto colazione in struttura, ci incamminiamo verso Leuca. Questa tappa è interamente a piedi senza trasferimenti con mezzi di trasporto. Si cammina con zaino leggero (i bagagli verranno trasportati a Leuca). Lasciamo Marina Serra percorrendo un breve e ripido tratto del Sentiero del nemico, uno stretto sentiero fatto di gradoni di roccia. Ci infiliamo nei meandri della campagna, in un fitto dedalo di strade vicinali delimitate che fanno da spartiacque a uliveti e campi coltivati cinti da muri a secco e punteggiati da antiche pajare; attraversiamo i graziosi borghi di Tiggiano e Corsano. E' una tappa nel complesso contemplativa ed emozionante perchè ricalchiamo in gran parte l'ultima tappa della Via Francigena in Europa. Ma faremo una spettacolare fuga sulla falesia tra Marina di Novaglie e il Fiordo del Ciolo, lungo il bellissimo Sentiero delle Cipolliane. Le Grotte Cipolliane sono quattro ripari principali su roccia calcarea del terziario posti a circa 30 metri sul livello del mare. Quando il mare è mosso si possono sentire gli sbuffi e il passaggio delle acque rimbombare al nostro passaggio. Il percorso, facile e piacevole, molto panoramico termina in gran bellezza al Canale del Ciolo: con le sue pareti verticali che raggiungono i 90 metri di altezza, il Ciolo è un vallone di origine fluviale modellato dalle acque quando il livello del mare era molto più basso dell'attuale. Cammineremo lungo l'antica via del sale che risaliva il canale e permetteva ai pescatori e raccoglitori di sale di raggiungere la spiaggetta e la Marina di Novaglie dal paese inerpicato sulla falesia. Oggi il ponte collega i due versanti del "vallone", così lo chiamano i locali. Dal Ciolo ci incamminiamo per Gagliano del Capo, dove incominciano a seguire senza soluzione di continuità la Via Francigena fino al Capo di Santa Maria di Leuca. La Bianca Leuca (come dice il suo nome dal greco, forse a indicare le pareti bianche di roccia a picco sul mare) si distende placida davanti ai nostri occhi mentre la ammiriamo dall'alto del Piazzale, presso il Faro. Il luogo ha una grande potenza evocativa e tocca la nostra immaginazione pensando alla storia del luogo e delle genti che qui sono passate, a tutti i pellegrini di tutte le epoche che si sono avvicendati. Siamo all'estremo sud del Tacco d'Italia, infatti Punta Meliso viene convenzionalmente indicata come il punto di separazione tra la Costa Adriatica e la Costa Ionica. E indovinate? Per la presenza del Tempio di Minerva, è anch'essa candidata ad approdo di Enea. Per Santa Maria di Leuca si intende l'area sommitale del promontorio, dove sorge la Basilica e il Faro, che dai suoi circa 48 metri di altezza, posto a circa 102 metri sul livello del mare, vigila sui due mari dal 1866. La Basilica di Santa Maria del Finibus Terrae ha una storia molto antica: pare che il tempio cristiano sia sorto nel luogo del Tempio di Minerva in seguito alla visita di San Pietro in viaggio per Roma e di passaggio a Leuca, diventando così uno dei principali centri di culto cristiani dell'antichità e del medioevo. Il culto sembra avere origine in seguito a un miracolo che salvò i pescatori da una burrasca nel 365 d.C. Verso la metà del 1700 viene anche fortificata, per difendere la Chiesa dagli attacchi dei Saraceni. Scendiamo alla marina da una lunga scalinata che costeggia una cascata monumentale, il punto terminale dell'Acquedotto Pugliese terminato nel 1939 con l'omaggio di Mussolini che volle beneficiare Leuca con una colonna in stile romano che si trova alla fine della scalinata. Da questo punto siamo alla Marina e possiamo osservare da vicino la schiera di ville ottocentesche che conservano in parte l'originale aspetto in stile per lo più eclettico. Un'altra particolarità di Leuca sono le bagnarole, tipiche costruzioni usate dalle donne dell'aristocrazia salentina a partire dagli anni '20 per entrare in acqua senza attirare lo sguardo dei curiosi. Ceniamo in ristorante e dormiamo in uno dei più antichi alberghi di Leuca. In questa tappa l'asfalto è decisamente predominante, ma percorrere l'ultima tappa della Via Francigena in Europa sulle orme di milioni di pellegrini dall'anno 1000 a oggi e l'emozione di arrivare alla Bianca Leuca, de Finibus Terrae, vale la pena di essere provata. Domani mattina, la colazione sarà in struttura ma i più golosi possono fare una seconda colazione al Bar Martinucci. Dopo i saluti, ognuno in base ai propri programmi e piano voli, lascerà Leuca. Solo a chiusura iscrizioni, in base alle esigenze del gruppo o parte di esso, sarà possibile chiedere un servizio di transfer collettivo per Lecce e/o Areoporto. Viceversa, il viaggio con i mezzi pubblici (bus e treni) è possibile ma molto lungo. Consiglio in ogni caso voli in serata o pernotto a Brindisi.

    CARLA PAU 

    Faccio il lavoro di Guida Ambientale Escursionistica dal 2012 e quello di Guida Turistica dal 2018. E' il lavoro che fa per me...perche' sono una di quelle persone che ha bisogno di una piccola tana calda piena di libri, luci soffuse, un po' di musica e buon vino per ricaricarsi...ma poi quando sta troppo ferma sente il bisogno di andare, di lasciare andare...Da bambina un giorno volevo fare la scrittrice, il giorno dopo l'avvocato, un altro giorno la giornalista. Da grande mi sarebbe piaciuto fare l'illustratrice, ma mentre mi occupavo dell'orto ho intrapreso la strada per diventare Guida. Sono una persona abbastanza empatica e istintiva, visionaria, romantica. Sono tornata a vivere in Sardegna dopo 11 anni di Toscana, e questo mi rende enormemente felice, anche se la Toscana sarà sempre per me casa...ma questo è molto personale e ve lo racconterò una sera, in viaggio.

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    Chiamami al 3406933470

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    Un cammino tra Puglia e Basilicata, terre di transito per antica tradizione e punto di incontro tra Oriente ed Occidente. Due regioni che hanno visto nel corso della loro plurimillenaria storia il passaggio di innumerevoli pellegrini che, provenienti dal nord Europa e da tutto il Bacino Mediterraneo, raggiungevano mete come il Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo, la basilica di San Nicola a Bari, i porti di Barletta, Brindisi e Otranto, per imbarcarsi per la Terra Santa.
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    Puglia
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