POSTI DISPONIBILI
PREZZO
€PREZZO IN VIA DI DEFINIZIONE per persona
DATE
7gg - Dal 10/05/2025 al 16/05/2025
DESTINAZIONE
Puglia
POSTI RIMASTI
15
Guida
Carla

Dal 11/05 al 17/05 - 2025

Trekking in Salento tra i due mari

Da Lecce, raggiunta la costa adriatica, camminiamo fino a Santa Maria di Leuca, de Finibus Terrae della Via Francigena sul Mar Ionio

"Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero." Guido Piovene

  • Il viaggio
  • Il viaggio in breve
  • Programma
  • Galleria
  • La guida
  • Potrebbe interessarti
Camminare in Salento lungo costa è un viaggio a piedi meraviglioso, da Lecce a Santa Maria di Leuca, de Finibus Terrae della Via Francigena in Europa. Seguendo la direttrice del mare, camminiamo su e giù tra cale, falesie e altipiani di calcare, attraversando piccoli centri. Incrociando Via Francigena, Via Leucadense e Traianea, seguendo i muri a secco e le pajare, il mare riappare, desiderato fino al punto più a est d'Italia e fino alla fine della terra, dove le onde di Ionio e Adriatico si infrangono sotto l'antico altare di Minerva.

Cosa è incluso nel pacchetto

DESTINAZIONE
Luogo di incontro
Lecce, Puglia
Luogo di fine viaggio
Leuca, Puglia
Data di inzio viaggio & Orario
10/05/2025 18:00
La quota include
  • 5 cene in struttura e/o ristorante
  • 5 colazioni in struttura
  • Assicurazione Medico Bagaglio
  • I.V.A
  • Servizio di Guida Escursionistica, Segreteria ed Iscrizione al Viaggio
  • tutti i pernottamenti
La quota non include
  • 1 cena in ristorante
  • 1 colazione
  • Assicurazione per Annullamento Viaggio
  • Extra durante pranzi, cene e colazioni
  • supplemento doppia uso singola
  • Tassa di Soggiorno da pagare in loco
  • Ticket Ingresso a Parchi e Musei Compresi e Non Compresi nel Programma
  • Trasferimenti e trasporto bagagli con mezzo privato durante il Cammino
  • Tutti i pranzi al sacco
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce La quota include
  • Viaggio per/dal Punto di Ritrovo
CONTATTA LA GUIDA

Carla Pau

3406933470
info@carlagae.com

    Come ci hai scoperti?*
    Ricerca su googleFacebookPost sponsorizzato su FacebookEvento sponsorizzato su FacebookPassa Parola /consiglio di un amico

    IL VIAGGIO

    ROTTA SUD, VERSO LA FINE DELLA TERRA, LUNGO LA COSTA ADRIATICA DEL BASSO SALENTO

    Rotta sud ce ne andiamo per falesie, scogliere e altipiani accompagnati dal rombare del mare che si infrange sulle scogliere, si infila in grotte e gole, scuote le barche.
    Il Salento ha una personalità unica e un fascino irresistibile.

    Poichè sono davvero tante le cose per cui la pena fare questo viaggio a piedi.
    Al cibo dedico ampio spazio nella sezione Mangiare e dormire.
    Della bellezza dei borghi – come Leuca e Otranto – e del paeasaggio arcaico delle Serre Salentine parlo nella sezione La Regione.

    Punta Palascìa, il punto più orientale d’Italia:
    In questo viaggio raggiungiamo il Punto più a Est d’Italia, Punta Palascìa o Capo d’Otranto: nel Trekking in Sardegna nell’Arcipelago del Sulcis tocchiamo il punto più a ovest. Qui siamo nel Punto più a Est. Il Faro è attivo dal 1867.

    Roca Vecchia, i Messapi e i Monaci Basiliani:
    E’ un sito archeologico di grande fascino che incontriamo sul nostro cammino appena usciti da San Foca. Oltre gli insediamenti preistorici, il sito risulta particolarmente interessante per la presenza di resti della civiltà Messapica (IX sec a.C – 266 a.C.) Messapia vuol dire “terra tra i due mari” . Inoltre sono presenti grotte e rifugi dei Monaci Basiliani di origine Bizantina. Il borgo fortificato viene raso al suolo dallo stesso governatore delle Terre d’Otranto nel 1544 e gli abitanti danno vita a Roca Nuova.

    Le Grotte della Poesia
    Si trovano poco a Sud di Roca Vecchia. Sono le più famose ma il territorio (sia costa che entroterra) è ricchissimo di grotte di origine carsica.
    Sono due doline di crollo che si presentano come piscine naturali.
    Il termine Poesia deriverebbe dal griko (minoranza linguistica parlata nel leccese) poisìa, termine che indicava la presenza di una sorgete potabile.
    Un’altra storia racconta di poeti seduti romanticamente ai bordi della Poesia a scrivere versi.
    A voi quale versione piace?
    A parte tutto sono stati sicuramente luoghi di culto, infatti sono stati trovate iscrizioni in lingua messapica e latina.

    I Faraglioni di Sant’Andrea
    I monumenti naturali caratterizzati da roccia bianca o dorata a seconda della luce del sole, sono la dimostrazione dell’attività erosiva del mare e delle acque meteoriche su questa fascia costiera, formatasi per sedimentazione di sabbie, argille e fanghi depositati dal mare nelle fasi ingressive e regressive tra fine Cenozoico e inizio del Quaternario. La diversa natura del materiale litificato porta ai diversi strati di colori ma determina anche le bizzarre forme, poiché alcuni strati (calciluititi) sono meno compatti e quindi più erodibili delle calcareniti. Il processo è attivo e in altre zone della costa è possibile assistere in diretta all’erosione di futuri faraglioni che oggi si presentano come archi.

    La Cava di Bauxite
    Appena usciamo da Otranto, oltre la Torre del Serpe, andiamo incontro a una valle costiera dove la grande presenza di rossa bauxite (visibile a occhio nudo) ha portato alla creazione di una cava (aperta intorno agli anni 50 è stata chiusa tra 1976 e 1978). La Bauxite è una roccia sedimentaria i cui ossidi (in prevalenza allumino e ferro) sono fondamentali per la produzione di alluminio. Dopo la chiusura l’infiltrazione di acque provenienti da una vicina falda freatica ha prodotto lo specchio d’acqua color smeraldo, creando questo spettacolo fuori dal comune.

    Muri a secco, Pajare, Montagnate:
    tutta la roccia risparmiata dal faticoso lavoro del dissodamento del terreno è stata usata per dare forma a uno dei paesaggi agricoli più belli d’Italia.
    Spesso camminiamo lungo bellissimi tratturi (come quelli di Sasso del Mito presso Torre del Sasso) cinti da entrambe le parti da bellissimi muri a secco straordinariamente intatti. Presso le Masserie erano rinforzati con pietre sporgenti per ostacolare l’attacco dei predatori (muri paralupi).
    Le Pajare sono manufatti circolari (simili al trullo) che servivano da riparo per il freddo e il caldo durante i periodi di raccolta nelle campagne; vi custodivano gli attrezzi da lavoro; di più piccole dimensioni sono poi le spase e le littere, di forma anche rettangolare, usate per l’essicatura di frutta e verdura.
    Le Montagnate (“zone riparate dai venti”) venivano erette sulle coste particolarmente esposte ai venti a protezione dei campi coltivati a terrazzamento.

    Il sentiero delle Cipolliane e il Ciolo:
    lungo questo tratturo, ricavato nella scogliera corallina, si incontrano pajare, montagnate, si cammina lungo un sentiero riparato da muri a secco e si sente il suono del mare che attraversa le grotte. La sua funzione in passato è stata quella di agevolare il tragitto dei raccoglitori di sale e i pescatori che si muovevano tra l’entroterra e la costa. Il complesso carsico delle Cipolliane è importantissimo per l’affioramento superficiale di fossili e per la presenza di rocce straordinariamente lisce (per dissoluzione del calcare).
    Giungiamo infine al Ciolo, uno dei fiordi più suggestivi del Salento: il suo nome deriva da Ciole, che in dialetto si riferisce alle Taccole, che qui nidificano negli anfratti delle rocce a picco sul mare del grande canale, scavato dall’azione multipla delle acque meteoriche e del mare.

    Le Torri costiere di difesa:
    in quasi tutte le tappe è presente almeno una Torre costiera, ma a volte se ne incontrano anche più di una in una sola tappa. Molte sono a picco sul mare, esposte al vento e alle mareggiate, altre sono di vedetta e a sistema con le altre in seconda fascia, costruite in posizione strategica presso le masserie fortificate nelle serre. Creano un paesaggio davvero bello e danno ritmo al nostro cammino. La storia è sempre quella: il Governo Spagnolo, a partire dal 1537 inizia la costruzione di nuove Torri Costiere per difendere la costa e i suoi abitanti dai Pirati Corsari Barbareschi. Tra tutte ricordiamo la mitica Torre del Serpe presso Otranto, la Torre del Sasso presso il Sasso del Mito e la Torre di Sant’Emiliano presso Porto Badisco.

    salento-a-piedi-lungo-costa-fino-a-leuca
    LA REGIONE

    SALENTO: LA TERRA DI MEZZO TRA DUE MARI

    Il Paesaggio, oltre quello delle falesie e delle scogliere e dei tipici borghi sul mare colpisce per la grande presenza dell’azione antropica, risultato di una relazione antica tra uomo e la natura.
    Dalle Serre fino alle ultime rocce a pelo dell’acqua gli abitanti di questo territorio si sono adattati per poter ricavare terra coltivabile tra gli altipiani calcarei. Hanno scolpito scale di pietra, eretto muri a secco e terrazzamenti; hanno innalzato infrastrutture per ripararsi dal vento e dal sole.
    Ogni lembo di terra racconta l’avvicendarsi di tanti popoli che hanno creato la personalità della Puglia così come oggi noi la conosciamo.

    La Penisola Salentina è il territorio più a Est d’Italia.
    Noi cammineremo per lo più entro i confini naturali del Parco Naturale Regionale “Costa Otranto – S.Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, che interessa circa 3200 ettari di territorio (il più grande dei sei parchi regionali della Provincia di Lecce) ed è stato istituito nel 2006. Dei suoi 57 km di costa (affacciata sul Mar Adriatico) noi vedremo i tratti più belli e interessanti.
    I diversi tipi di ambiente si susseguono dalla linea di costa fino all’entroterra:
    Lungo la costa cammineremo sulle falesie bianchissime dove – per il carsismo attivo – sono diffuse e dislocate cavità ipogee, le grotte, i cunicoli.
    Nell’entroterra si estendono a perdita d’occhio i tavolati pianeggianti di roccia carbonatica a morbide calcareniti marnose (la cosidetta “pietra leccese”) che si alterna, nei prati pascoli, alla vegetazione arida e alla macchia bassa. E’ qui che l’escursionista attento può incontrare orchidee selvatiche e altri endemismi del Salento tra asfodeli e scille marine, salvioni gialli, corbezzoli e lentischi, euforbie e capperi. Qui il paesaggio agricolo tradizionale salentino si esprime al massimo nel sistema dei terrazzamenti delle Serre Salentine (soprattutto olivi), delle vie di comunicazione tramite tratturi e scale di pietra, pajare e montagnate.
    Appena dietro la linea di costa ci sono anche importanti Boschi a base di querce spinose per lo più o pini di Aleppo, come i Boschi di Castro e Tricase (unico bosco puro di Quercia Vallonea in Italia).
    Questo Parco è importantissimo anche per le rotte migratorie dei rapaci e la nidificazione rupicola di molte specie di uccelli (tra cui il Gabbiano Corso), nonchè per la presenza di siti riproduttivi di numerose colonie di chirotteri.
    Un’ambiente particolare, che forse non ti aspetti in questo mare di calcare, è il Sito di Importanza Comunitaria Alimini, una delle aree umide più importanti del Salento insieme alla Riserva delle Cesine, che sfioriamo nel tratto iniziale della prima tappa del nostro viaggio. Alimini Grande e Alimini Piccolo (Fontanelle) sono due bacini lacustri che permettono, con la loro diversa origine e qualità dell’acqua da salmastra a dolce (Alimini Grande di origine marina, Alimini Piccolo alimentato da polle sorgive), una grande e preziosa biodiversità animale e vegetale.

    Dall’anno 1000 fino al 1927 il territorio rientrava completamente nella circoscrizione della Terra d’Otranto, che si estendeva per circa 140 km fino a Santa Maria di Leuca e dal Canale d’Otranto al Golfo di Taranto.

    Uno degli aspetti più originali della Cultura salentina è la lingua.

    Il Grico, anche se viene chiamato comunemente dialetto, è riconosciuto come minoranza linguistica, ha dei punti in comune con il neo greco con influenze neo latine. L’isola linguistica è chiamata Grecia Salentina e oggi si è trasformata in un Unione di Comuni a cui aderiscono, oltre i nove originari di origine ellenofona, altri tre che non sono di origine ellenofona.

    Le città

    Dopo Taranto Lecce è la città più popolosa (quasi 93 mila abitanti circa), più popolosa anche di Brindisi (quasi 84 mila).
    Città d’arte, ha molti soprannomi, tra cui la Firenze del Sud. Ma in realtà con Firenze non ha nulla a che fare. Indubbiamente è la Signora del Barocco, perchè il Barocco seicentesco, per le peculiarità che si sono diffuse in questa città durante il Regno di Napoli, non lo vedrete mai in nessun’altra città italiana. E’ un bel tour quello tra le sue chiese e palazzi in stile barocco, ma all’interno delle mura, di antiche origini messapiche, ci sono molti altri tesori dell’antichità da scoprire.

    Otranto, il Comune più a est d’Italia, si affaccia sul Mar Adriatico, dove il Canale d’Otranto separa l’Italia dall’Albania. Il suo centro storico, caratterizzato dalle mura e dal borgo aragonese (costruito tra la fine del 1400 e la fine del 1500), è Patrimonio dell’Unesco dal 2010. E’ molto suggestivo vedere le mura della città aragonese scendere a picco sul mare nel Porticciolo Turistico, uno dei primi ad avere successo in Italia già a partire degli anni ’60. Da non perdere la Cattedrale Normanna con il suo incredibile mosaico pavimentale.

    Castro è l’unico piccolo borgo medievale fortificato a picco sul mare. Sorge a 98 m.s.l.m e si divide tra il borgo fortificato e Castro Marina, che si affaccia al porto. E’ di antiche origini messapiche ma ha raggiunto grande importanza in epoca romana, con il Castrum Minervae e il suo Tempio dedicato alla Dea. Castro è una delle possibili località ipotizzate come l’approdo di Enea in fuga da Troia.

    Leuca, il Tacco d’Italia:
    Il suo nome deriva dal greco Leucòsbianco – e quando la guardi capisci perchè. L’abitato si sviluppa soprattutto lungo costa tra Punta Ristola e Mèliso, il Tacco d’Italia. Le ville di Leuca in stile eclettico e le bagnarole (piscine artificiali intagliate nella roccia e sormontate da un abitato in pietra) rendono unico il paesaggio del borgo sul mare. La Basilica, meta dell’ultima tappa della Via Francigena in Europa, de finibus terrae (fine della terra), risale probabilmente ai primi secoli del cristianesimo e con tutta probabilità fu eretto sulle rovine del Tempio di Minerva. Il Faro abbellisce il Capo di Santa Maria di Leuca dall’alto dei suoi 102 metri dal livello del mare.

    Lungo costa i paesi sono pochi e spesso alternati a piccoli centri abitati e nuclei insediativi sparsi. Ora alcuni sono rinomate stazioni turistiche nella stagione balneare, ma fino alla metà del ‘900 sono stati in gran parte isolati e difficilmente raggiungibili.

    Nell’entroterra si incontrano tanti piccoli paesi e borghi poco popolosi che brillano al sole con le loro case e bei palazzi in pietra leccese. La pietra è molto porosa, quindi soggetta alle aggressioni degli agenti atmosferici, soprattutto l’umidità: i maestri muratori e scultori ricorrevano a un’ingegnosa operazione che ha permesso a questi palazzi, sculture e decorazioni di arrivare intatte ai giorni nostri. Infatti il blocco di leccisu veniva completamente immerso nel latte vaccino o caprino. detto latte di calce. La pietra così permeata dal lattosio diventata impermeabile.

    salento-a-piedi-lungo-costa-due-mari-de-finibus-terrae
    IL CAMMINO

    MENABE' FINO ALLA FINE DELLA TERRA SUL TACCO D'ITALIA

    Il viaggio a piedi da Lecce a Santa Maria di Leuca segue la direttrice costiera, quindi cammineremo lungo falesie e scogliere vista mare, spiagge, borghi, porticcioli. Quando ci inoltriamo nell’entroterra, dove incroceremo la Via Francigena e altre Vie, attraversiamo paesi, borghi e piccoli centri legati tradizionalmente all’agricoltura. Cammineremo su strade bianche e sentieri di campagna tra ortaggi e vitigni, muri a secco e terrazzamenti. Cammineremo anche su strade asfaltate in entrata e uscita dai paesi e dalle città.

    Il dislivello è minimo, a parte brevi e ripide salite o discese quando si tratta di risalire – o scendere da – altipiani. Per il resto possiamo considerare le lunghe tappe del viaggio (tappe comprese tra i 15 e i 24 km circa) accessibili a tutti coloro che hanno già affrontato trekking e cammini in diversi tipi di ambiente e suolo di calpestio. con zaino leggero per più di 15km in più tappe consecutive. Se siete alle prime armi ma fate regolarmente sport outdoor o trekking nel week end, non siate timidi: chiamatemi e ne parliamo a voce! I bagagli vengono trasportati quindi lo zaino è giornaliero (20l – 25l) dove non potrete dimenticare almeno 2l di acqua a testa, il pranzo al sacco, il guscio impermeabile in goretex e i vostri affetti personali.

    In ogni tappa troviamo una certa percentuale di asfalto nell’ordine di circa 35km complessivi e non continuativi su circa 90 km totali di trekking (i km di asfalto per tappa sono indicati nel programma a fine descrizione della tappa). Grazie alla bellezza del paesaggio – che ci distrarrà molto facilmente – allo zaino leggero, al dislivello molto basso, arriveremo ogni giorno alla meta stanchi ma soddisfatti e cercheremo di non farci mai mancare una birra fresca, qualche stuzzichino tipico locale o un buon aperitivo. Per evitare alcuni tratti di faticoso asfalto e goderci meglio sia il cammino sia i borghi all’arrivo, ho programmato alcuni transfer di avvicinamento, all’inizio o alla fine della tappa, pur non privandoci di bellezza ed emozioni.

    Se avete delle scarpe già rodate e testate su medio-lunghe distanze, diversi fondi di calpestio (compreso asfalto, roccia e mulattiere) e dislivelli medi, probabilmente andranno bene anche per questo cammino, l’importante che il greep della suola sia in buono stato e che siano impermeabili a sufficienza (fodera in goretex) e abbastanza leggere per la primavera. Affronteremo anche tratti dove solleciteremo la caviglia, quindi sempre meglio una caviglia protetta, ma ne parliamo a voce: tutto dipende dalla vostra esperienza personale e dallo stato fisico prima della partenza. Se state cambiando scarpa cercate qualcosa di leggero ma impermeabile, suola alta in vibram, calzata comoda adatta a lunghe percorrenze.

    Il primo giorno ci incontriamo a Lecce intorno alle h.18 presso l’Ostello.

    L’ultimo giorno, in base al piano voli del numero definitivo di partecipanti, possiamo prenotare un servizio navetta privato per Areoporto di Brindisi ed evitare il lungo viaggio tra bus e treni. Consiglio voli a partire dal tardo pomeriggio/sera.

    salento-a-piedi-lungo-costa-sentiero-sassi-del-mito
    MANGIARE E DORMIRE

    TRA PORTICCIOLI E VILLAGGI DI PESCATORI SI MANGIANO I PRODOTTI DELLA TERRA E PESCE FRESCO

    In questo viaggio dormiamo sempre vista mare o quasi. Ogni tappa inizia e finisce in una località di mare: spesso si tratta di antichi villaggi di pescatori o agglomerati di case e insediamenti legati alla pesca, alla raccolta del sale e al commercio di questi e altri preziosi prodotti. Attraverseremo anche un Borgo Fortificato, Castro, unico nel suo genere lungo la Costa Adriatica del Basso Salento. Come spesso capita alle coste più belle del Mondo, anche qui i piccoli porticcioli e villaggi si sono trasformati nel tempo fino a diventare centri turistici. Per il Salento il boom è stato potente, abbastanza recente e repentino.
    Dormiremo sempre in alberghi, qualcuno piccolo, qualcuno più grande, alcuni a conduzione familiare o di antica fondazione. Sono Hotel di costa, alcuni datati nella loro originale destinazione, quindi qualche hotel ha uno stile per così dire “old school” e appena percepibile umidità (consiglio abbigliamento per la notte non troppo leggero, in base al meteo effettivo). Faremo sempre colazione in struttura, tranne una mattina al bar. Ceneremo nei Ristoranti degli Hotel, in piccoli ristoranti, in osterie. In genere gli ospiti sono sempre molto accoglienti, ospitali, simpatici, mossi da grande curiosità e disponibilità a condividere il momento insieme. Le camere in genere sono doppie (letti matrimoniali o letti divisi a seconda della necessità) con bagno in camera o condiviso con un’altra camera. In quattro strutture potrebbe capitare proprio a voi di condividere la camera e il bagno con una terza o quarta persona a seconda della disponibilità dei letti. La disposizione delle camere e dei letti verrà comunicata in viaggio.
    In genere l’acqua è potabile nelle strutture, ma è buona abitudine assicurarsene all’arrivo.
    I pranzi al sacco possono essere acquistati nei piccoli market, botteghe, forni, pasticcerie e bar, dove spesso ci fermeremo per una seconda colazione, attratti dal profumo di caffè e paste calde ripiene di crema.
    Vi hanno detto che in Puglia si mangia bene: verissimo!
    Vale la pena fare un viaggio a piedi in Puglia per assaggiare la cucina tipica: verissimo anche questo!
    Al bar, nei forni e pasticcerie, i pasticciotti (pasta frolla e crema pasticcera), pucce e frise dominano i banchi: vi assicuro che vale la pena assaggiarli tutti a seconda dell’umore o voglia di dolce o salato. Potrebbero farci trovare i pasticciotti caldi anche tra i cornetti ripieni, le marmellate (o cotognate) e altri dolci a colazione nelle strutture. A colazione potrebbero capitare anche prodotti confezionati, a seconda delle direttive e regole dell’Hotel. Spesso sarà una colazione all’italiana, ma potrebbe capitare anche continentale (mista dolce- salata).
    Durante le cene (menù fisso quelle comprese, alla carta o menù fisso quelle non comprese nella quota) ci tengono sempre a farci provare i piatti tradizionali in quantità più che soddisfacente, accompagnati da buon vino della casa. Il vino è sempre buono!

    Tra le tante cose varrà la pena di provare senza dubbio queste, che potrebbero servirci a cena o potremmo trovare nei bar e forni.
    Pittule: potremo assaggiare queste frittelle (a volte ripiene con pesce o verdure) come antipasto o come aperitivo, ma potremmo anche trovarle nei bar e forni, come alternativa salata e fragrante al posto dei dolcissimi pasticciotti.
    Puccia salentina ripiena: la puccia va assaggiata almeno una volta, come pranzo al sacco o divisa alla fine di un trekking insieme a una birra fresca. E’ una focaccia di farina di semola, morbida di consistenza, di forma rotondeggiante, croccante fuori, farcita con tutto e di più. Spesso la trovate condita con le olive nere.
    I lampascioni sott’olio: sono i re dei sott’oli, spesso serviti insieme a carciofini, pomodori secchi, peperoni e melanzane, come antipasto o contorno. Devo ammetterlo, sono un pò amarognoli, ma molto particolari e bisogna provarli, visto che sono un must della cucina salentina casalinga e tradizionale. Sembrano delle piccole cipolline tonde, infatti sono chiamati cipollacci, perchè sono bulbi selvatici, della Famiglia delle Liliacee (vi sarà sicuramente capitato di vedere il fiore in natura).
    La Parmigiana: piatto tipico tradizionale a base di fette di melanzane rigorosamente fritte con l’uovo e poi farcite con sugo di pomodoro, uova sode o caciocavallo a strati; spesso è servita come antipasto o secondo.
    Al posto del parmigiano grattugiano con più gusto il cacioricotta, un formaggio fresco di latte di pecora o capra o misto: il formaggio si fonde insieme al sugo sublimandone il sapore. In alternativa sciolgono un cucchiaino di ricotta forte nel sugo. Oltre il famoso caciocavallo apprezzano molto, come a Roma, un formaggio pecorino piccante di origine sarda, il Gavoi che da sempre usano per gratinare le cozze.
    Le verdure sono abbastanza diffuse nella cucina tradizionale, quindi non è difficile cenare a base di verdure condite con olio d’oliva sempre di qualità: fave e cicoria, piselli, ceci, cime e broccoli di rapa. Quest’ultime le potremmo assaggiare sia saltate come contorno sia come sugo delle famose orecchiette pugliesi, o come condimento di altre paste altrettanto buone, per esempio le ‘sagne ‘incanulate o i minchiareddi.
    Oltre il pesce e i molluschi, serviti in tutti i modi dall’antipasto al secondo, in Salento, anche nelle località di mare, si mangia abbastanza carne: molto diffusi sono i pezzetti di cavallo, cotti a lungo nella pignatta di terracotta, o le polpetti di cavallo o manzo o maiale.
    Tra i dolci sorbetti e spumoni (gelato) e dolci alla crema. Se non amate la carne di cavallo specificatelo per poter trovare in tempo soluzioni alternative.

    E’ fondamentale che al momento della formalizzazione della vostra partecipazione mi comunichiate le vostre esigenze alimentari dovute a diete (vegetariana, vegana), allergie e intolleranze.
    Le preferenze alimentari non dovute a diete, intolleranze e allergie o motivi medici, verranno prese in considerazione (se verrà fatta preventiva comunicazione al momento dell’iscrizione) e sarà fatto il possibile per accogliervi nel migliore dei modi, chiedendovi comprensione, collaborazione e senso di adattamento.
    In Puglia si trovano spesso seconde portate a base di cavallo: segnalatemi se non lo mangiate!

    salento-a-piedi-lungo-costa-punta-faci-pescatore
    DIFFICOLTA'

    GRADO DI DIFFICOLTA' TREKKILANDIA

    https://www.trekkilandia.it/wp-content/uploads/2021/03/Due-Ditoni.png

    2 DITONI

    Poche difficoltà
    tecniche nel cammino.
    Sentieri prevalentemente facili
    Ricettività comoda.
    Ore di cammino
    superiori alle 5.
    Zaino giornaliero.
    Dislivelli da 300 a 800m.
    Km dai 15 ai 20.
    Adatto a chi ha già avuto esperienze di cammino

    LA PAROLA AI PARTECIPANTI
    Placeholder image
    Placeholder image
    Placeholder image
    Placeholder image

    Cristina 2021

    Grazie mille Carla per l’esperienza gastronomica, culturale e ambientale. Un pacchetto top in un’isola meravigliosa!

    Placeholder image

    Informazioni aggiuntive sul viaggio:

    Tipologia: itinerante

    Durata: 7 gg/6 notti​

    Trasporto bagagli: si​

    Tipo di zaino: giornaliero​

    Volo dall'italia incluso: no

    Difficoltà del cammino: medio

    Difficoltà viaggio Trekkilandia: 2 ditoni

    Giorni di cammino: 5 gg

    Ore di cammino al giorno: 4/6 circa

    Motivo della difficoltà: tappe lunghe tra i 20 e i 26 km, presenza di asfalto in ogni tappa, prolungata esposizione a sole e vento, (dislivelli medio bassi)

    Adatto come prima esperienza di cammino: si, consultare la guida

    Tipologia di struttura: hotel, b&b, residence, affittacamere, ostelli

    Tipo di alloggio: stanza doppia, tripla, quadrupla, i letti saranno singoli, in alcuni casi matrimoniali (portare sacco lenzuolo a discrezione); potrebbero capitare letti a castello. I bagni sono spesso in camera, può capitare di dover condividere il bagno con altri compagni di viaggio in alcune strutture.

    Bagni: privati in camera o in condivisione con altri partecipanti

    Pasti: colazione in struttura o al bar, cena in struttura o ristorante, pranzi al sacco.

    Possibilità di singola: no, consultare la guida per esigenze particolari

    Coperture assicurative disponibili: https://www.trekkilandia.it/assicurazioni/

     

    Stampa
    • km circa - dislivello circa - ore di cammino circa
    • 15km circa - dislivello meno di 100m metri tra salita e discesa- ore di cammino 4 circa - medio
    • 24km circa - dislivello 100m salita 89m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    • 24km circa - dislivello 300m salita 290m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    • 17km circa - dislivello 360m salita 360m discesa - ore di cammino 5 circa - medio
    • 17km circa - dislivello 300m salita 320m discesa - ore di cammino 6 circa - medio
    • km circa - dislivello - ore di cammino
    km circa - dislivello circa - ore di cammino circa

    1° GIORNO - ARRIVI A LECCE

    Ci incontriamo a Lecce intorno alle 18 nel nostro ostrello. In base alla vostra provenienza (stazione treni, bus, taxi) raggiungerete in autonomia l'Ostello. Se per motivi di volo non riusciste ad arrivare nel pomeriggio (ma prima di cena o addirittura in serata dopo cena) non ci saranno problemi: darò comunicazione del vostro arrivo e farete check in autonomia. Chi arriva il giorno prima e alloggia in altra struttura ci raggiungerà in Ostello per il check in all'ora concordata. Dopo aver lasciato i bagagli in struttura faremo una passeggiata nel centro storico di Lecce prima di andare a cena in una delle Trattorie storiche. Chi fosse sprovvisto del pranzo al sacco per domani, farà provviste in tempo per andare a cena. Dormiamo in Ostello. La colazione domani sarà al bar, ma chi vuole può acquistare il pomeriggio quello che vuole per fare una colazione casalinga utilizzando la cucina condivisa dell'ostello.

    15km circa - dislivello meno di 100m metri tra salita e discesa- ore di cammino 4 circa - medio

    2° GIORNO - DA ACAJA A SAN FOCA

    Dopo colazione al bar, raggiungiamo con mezzo privato il borgo fortificato di Acaja, da dove iniziamo ufficialmente il nostro cammino dall'entroterra fino alla Spiaggia de Le Cesine. Si cammina con zaino leggero (trasporto bagagli a San Foca). E' una tappa facile, quasi tutta in piano, di ambientamento al territorio. Da subito, pur non vedendolo, percepiamo il profumo del mare portato dal vento tra gli ulivi e i campi. Vediamo un particolare manufatto oltre i muretti a secco, tra gli uliveti o in mezzo al campo: sono le Pajare. Dalla Spiaggia de Le Cesine fino a San Foca non lo perdiamo mai di vista il mare: camminiamo lungo la bassa costa a tratti sabbiosa a tratti caratterizzata da bassa falesia puntellata di scogli dalla caratteristiche forme. Superata Torre Specchia Ruggeri pranziamo al sacco sul mare. Nel pomeriggio, arrivati in paese, ognuno provvederà all'acquisto del pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo in ristorante e dormiamo in Hotel a San Foca. In questa tappa ci sono circa 6km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    24km circa - dislivello 100m salita 89m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    3° GIORNO - DA SAN FOCA A BAIA DEI TURCHI (OTRANTO)

    Dopo la colazione in struttura, partiamo a piedi dal centro abitato di San Foca seguendo la linea di costa, senza mai lasciarla fino alla fine della tappa. Si cammina con zaino leggero (trasporto bagagli a Otranto). Appena usciti da San Foca incontriamo subito il Sito Archeologico di Roca Vecchia, prospicente il piccolo centro sul mare, nonchè le Grotte della Poesia, spettacolari grotte carsiche dove il mare turchese crea delle piscine naturali tra le più belle del Salento. Giungiamo quindi a Torre dell'Orso con i famosi faraglioni de Le due sorelle e poi giungiamo a Sant'Andrea con i suoi famosi faraglioni, la Torre e il Faro. La costa punteggiata di faraglioni viene sempre più serrata dalla pineta retrostante e sospinta dal mare, finchè non ci troviamo nel cuore delle Dune di Frassanito, alte pareti di sabbia sormontate in cima dalla folta macchia mediterranea. Attraversata la Pineta sbuchiamo agli Alimini. I Laghi Alimini sono un'area protetta di circa 1000 ettari, che racchiude anche la Spiaggia e la Foresta e il sistema dunale. Continuiamo a camminare sulla spiaggia e nei sentieri retrostanti fino alla Foresta di Baia dei Turchi, una bellissima pineta che cinge piccole e quasi impenetrabili calette rocciose e selvagge. E' qui che, secondo la tradizione, sbarcarono i turchi che assediarono Otranto nel corso del XV secolo. Presso la Baia dei Turchi un bus privato ci porterà nel nostro alloggio nel centro di Otranto. Il pranzo al sacco per domani verrà acquistato prima della cena in centro. In questa tappa ci sono circa 8.5 km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    24km circa - dislivello 300m salita 290m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    4° GIORNO - DA OTRANTO A SANTA CESAREA TERME

    Si cammina con zaino leggero (trasporto bagagli a Castro). Dopo colazione in struttura usciamo dalle mura che cingono il centro storico di Otranto e raggiungiamo il Porto. Sulla bassa costa rocciosa risaliamo fino a Torre del Serpe, ricordato come probabile Faro romano e successivamente restaurato da Federico II per diventare una delle più importanti Torri Costiere del Salento. Seguiamo la linea di costa e scendiamo, lungo la scogliera, fino alla Punta Faci, dove spesso si possono incontrare pescatori. Dopo le varie calette dell'Orte prendiamo un sentiero in salita per dirigerci alla spettacolare Ex Cava di Bauxite, con il suo laghetto artificiale di acque verdi smeraldo circondato dalle rosse pareti rocciose. Risaliamo il promontorio diretti a Punta Palascìa e al Faro, dove giungiamo da un suggestivo sentiero che scorre veloce sotto la falesia quasi a pelo dell'acqua. Il Capo d'Otranto è il Punto più a Est d'Italia. La nostra prossima meta è il piccolo villaggio di pescatori di Porto Badisco dopo aver scollinato il promontorio panoramico dove sorge la cinquecentesca Torre di Sant'Emiliano, da cui si gode una delle viste migliori di tutto il viaggio. Superato Porto Badisco ci immergiamo nello spettacolo di un tipico tavolato di calcare che ci condurrà fino alla diruta Torre Specchia Guardia, da dove scendiamo - a mezzo di una ripida scala di calcare vista mare - alla meta finale della tappa di oggi, la stazione idrotermale di Santa Cesarea Terme, conosciuta e frequentata fin dal II sec. a.C. Dal viale costiero possiamo intravedere lo Stile Moresco ed Eclettico delle Ville di fine '800. Il bus privato ci accompagnerà infine al piccolo borgo fortificato di Castro. Dopo esserci sistemati in struttura, chi vuole può fare due passi in centro storico e provvedere all'acquisto del pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo in un piccolo Albergo, ceniamo in trattoriaIn questa tappa ci sono circa 4km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati. 

    17km circa - dislivello 360m salita 360m discesa - ore di cammino 5 circa - medio

    5° GIORNO - DA CASTRO A MARINA SERRA

    La mattina, dopo colazione in struttura ci incamminiamo con zaino leggero ( trasporto bagagli a Marina Serra). Compatibilmente con il meteo favorevole e il mare calmo, raggiunta la Marina, camminiamo sulla bassa scogliera rocciosa per circa 1 km, fino alla splendida Cala dell'Acqua Viva, considerata tra le più belle dell'intera Puglia per le sue acque turchesi cristalline. In caso di mare particolarmente mosso e pioggia forte saremo costretti a prendere la via litoranea asfaltata. Risalito il piccolo fiordo, attraverso strade vicinali di campagna, iniziamo a camminare sospesi tra cielo e mare in un luogo incantevole e unico nel suo genere, che rende questa tappa indimenticabile. Tra le Serre Salentine probabilmente quella del Mito è una delle più belle sia per il mare che fa da sfondo sia per il paesaggio rurale tipico salentino: tratturi delimitati da muretti a secco e pajare circondate da antichi ulivi secolari. Camminiamo nella Contrada del Mito fino alla Torre del Sasso, diruta e maestosa Torre della fine del 1500, 116 m.s.l.m a picco sul mare. Raggiunto il Villaggio di Tricase Porto, ci rimangono circa 3 km tra strade vicinali e litoranee panoramiche per arrivare a Marina Serra, minuscolo rione sul mare del Comune di Tricase caratterizzato da una costa rocciosa ricca di anfratti, cale, grotte e piscine naturali sorvegliate dalla bella Torre Palane in chiara arenaria. Nel pomeriggio ognuno provvederà all'acquisto del pranzo al sacco per il giorno dopo. Ceniamo nel Ristorante dell'Hotel dove dormiamo a Marina Serra. In questa tappa ci sono circa 7,5km non continuativi di asfalto compresi i centri abitati.

    17km circa - dislivello 300m salita 320m discesa - ore di cammino 6 circa - medio

    6° GIORNO - DE FINIBUS TERRAE: DA MARINA SERRA A LEUCA

    Dopo aver fatto colazione in struttura, il nostro bus ci accompagnerà a Corsano, dove inizieremo a camminare con zaino leggero in direzione del Santuario Santa Maria di Leuca. Superati i centri abitati dell'entroterra, ci infiliamo in un fitto dedalo di strade vicinali di campagna. Ricalchiamo in gran parte l'ultima tappa della Via Francigena in Europa ma faremo una spettacolare fuga sulla falesia tra Marina di Novaglie e il Fiordo del Ciolo, lungo il bellissimo Sentiero delle Cipolliane. Quando il mare è mosso si possono sentire gli sbuffi e i rimbombi delle onde del mare che penetrano nelle Grotte. Il percorso, facile e piacevole, molto panoramico termina in gran bellezza al Canale del Ciolo, con le sue pareti verticali che raggiungono i 90 metri di altezza. Cammineremo attraverso il "vallone" lungo un tratto dell'antica via del sale che univa - prima della costruzione del ponte - i paesi dell'interno con la costa. A Gagliano del Capo iniziamo a seguire senza soluzione di continuità la Via Francigena fino al Capo di Santa Maria di Leuca. La Bianca Leuca (come dice il suo nome dal greco, forse a indicare le pareti bianche di roccia a picco sul mare) si distende placida davanti ai nostri occhi mentre la ammiriamo dall'alto del Piazzale, presso il Faro. Il luogo ha una grande potenza evocativa: siamo all'estremo sud del Tacco d'Italia, alla Fine della Terra! infatti Punta Meliso viene convenzionalmente indicata come il punto di separazione tra la Costa Adriatica e la Costa Ionica. Il Faro (1866), dai suoi circa 48 metri di altezza 102 metri s.l.m, vigila sui due mari del Salento. Scendiamo alla Marina da una lunga scalinata che costeggia la cascata monumentale dell'Acquedotto Pugliese (1939) con la sua colonna in stile romano. Qui sono schierate le ville ottocentesche in stile per lo più eclettico. Un'altra particolarità di Leuca sono le Bagnarole, tipiche costruzioni usate dalle donne dell'aristocrazia salentina a partire dagli anni '20 per entrare in acqua senza attirare lo sguardo dei curiosi. Ceniamo in ristorante e dormiamo in uno dei più antichi alberghi di Leuca. In questa tappa l'asfalto è decisamente predominante ma il percorso fino a De Finibus Terrae è molto emozionante.

    km circa - dislivello - ore di cammino

    7° GIORNO - PARTENZE DA LEUCA

    Il viaggio finisce dopo la colazione.
    Ognuno può proseguire come preferisce spostandosi con mezzo pubblico o privato in base ai programmi.
    E' possibile prenotare un servizio navetta privato per Brindisi Areoporto via Brindisi Stazione. Non sono previste tappe intermedie e ci sarà un unico orario di partenza la mattina. Se la vostra meta è Lecce potete raggiungere tramite treno.
    Il costo del servizio non cambia sia che sia necessario passare dalla Stazione Treni che non passare e sarà quotato in base all'effettivo numero degli aderenti al servizio. Arriveremo in Areoporto 2 ore prima del primo volo previsto in giornata. Consiglio voli a partire dalle 14 del pomeriggio. 
    E' quindi importante per facilitare l'organizzazione del servizio a puro titolo di cortesia, comunicarmi il prima possibile il vostro programma di rientro e vostra adesione o meno al servizio.

    CARLA PAU 

    Sono Guida Ambientale Escursionistica dal 2012 e quello di Guida Turistica dal 2018. Da 6 anni organizzo e conduco viaggi a piedi. Sono una persona abbastanza empatica e istintiva, visionaria, romantica. Sono tornata a vivere in Sardegna dopo 11 anni di Toscana, la Toscana sarà sempre per me casa. Vi accompagnerò a camminare in Sardegna, Toscana e Puglia. Potete trovare qualche mio articolo nel nostro Blog.

    Scopri di più sulla guida!

    Per qualsiasi domanda sul viaggio:

    Scrivimi a info@carlagae.com

    Chiamami al 3406933470

    COMPLETO lista d'attesa aperta
    From €780
    Il Trekking più bello e indimenticabile per conoscere l'entroterra tra Puglia e Basilicata è la Via Ellenica. Dai Trulli di Alberobello, cuore della Valle d'Itria. ai Sassi di Matera. Le impressionanti Gravine spaccano di verde il commovente paesaggio della Murgia, tra Masserie, Ulivi e coltivi. Incredibili insediamenti rupestri e spettacolari Chiese affrescate nella roccia ci aspettano.
    9gg - Dal 18/10/2024 al 26/10/2024
    Puglia
    0 lista d'attesa
    Carla
    15 POSTI DISPONIBILI
    From €PREZZO IN VIA DI DEFINIZIONE
    La Via Peuceta del Cammino Materano da Bari a Matera, dalla Puglia alla Basilicata
    8GG - Dal 00/10 al 00/10 - 2025
    More than 1
    15
    Carla
    Condividilo sui social

    Copyright © 2020-2025 TREKKILANDIA - All Rights Reserved

    Close

    Salento a piedi lungo costa

    Prezzo
    €PREZZO IN VIA DI DEFINIZIONE per partecipante
    Durata
    7gg - Dal 10/05/2025 al 16/05/2025
    Destination
    Puglia
    Partecipanti
    15

      Completa tutti i campi. I con * sono obbligatori *

      Indica la data di partenza del viaggio

      [tour_date]

      Come ci hai scoperti?

      Come ci hai scoperti?

      Hai esigenze alimentari?
      VeganoVegetarianoMangio Tutto