La nostra guida è piemontese, è cresciuta su queste montagne, ha camminato e scalato qui per anni conosce ogni vetta e ogni sentiero, da 20 anni porta gruppi in queste terre ed è amico di tutti. Noi pensiamo che ci porterà semplicemente a fare un bel trekking lungo la Grande Traversata Alpina (GTA), in realtà ci narrerà una lunga storia e ci farà conoscere un’intera comunità.

UN PELLEGRINAGGIO O UN TREKKING?
Al partecipante più atletico toccherà il fardello del volume “Il glorioso rimpatrio dei valdesi”, oltre 500 pagine scritte dal pastore Henry Arnaud per descrivere minuziosamente il rimpatrio di quasi 1.000 valdesi da Nernier sul lago di Ginevra in Svizzera fino a Bobbio Pellice in Piemonte, avvenuto nel 1689, dopo oltre due anni di esilio.
Alla partecipante con più fiato, invece, spetterà il compito di leggere ogni giorno un brano tratto da questo libro, dalla partenza a Salbertrad, luogo di un’importante battaglia, fino all’arrivo al castagno secolare di Simbaud a Bobbio Pellice dove fu declamato il giuramento dei valdesi.
Non si tratterà, quindi, di un classico trekking sulle Alpi, bensì di una sorta di pellegrinaggio laico che ci porterà a ripercorrere le ultime 6 tappe piemontesi del Glorioso Rimpatrio, (https://lestradedeivaldesi.com/itinerario/glorioso rimpatrio/) un cammino lungo 327 km che ripercorre in 21 tappe l’intero viaggio condotto dai valdesi nel 1689.
Durante questo cammino conosceremo la comunità valdese e scopriremo la storia della sua chiesa, l’unica, tra tutte quelle dichiarate eretiche, sopravvissuta alle persecuzioni cattoliche!

Saremo con il nostro zaino in spalla a percorrere strade forestali, mulattiere e sentieri, senza particolari difficoltà tecniche, ma sarà un continuo sali & scendi da una valle all’altra, spesso con importanti dislivelli.
Inizieremo in Val di Susa, saliremo attraverso il Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrad e ancora oltre il limite degli alberi fino alla Testa dell’Assietta (2.566 m s.l.m.) per poi scendere in Val Chisone fino al Lago di Laux (1.350 m s.l.m.). Risaliremo fino al Colle dell’Albergian (2.713 m s.l.m.) e riscenderemo in Val Germanasca. Risaliremo fino al Colle delle Fontane (1.572 m s.l.m.) e riscenderemo a Rodoretto e poi a Prali. Risaliremo fino al Lago Verde (2.583 m s.l.m.), incastonato tra vette che sfiorano i 3.000 m, passeremo dal Passo del Lupo e dal Colle Giulian (2.451 m s.l.m.) per poi scendere in Val Pellice.
In questo continuo sali e scendi attraverseremo boschi, pascoli e antichi circhi glaciali; contempleremo vette e cascate; visiteremo borgate, musei e le miniere di talco; alloggeremo in rifugi, alberghi e punti tappa; incontreremo greggi e, molto probabilmente, avvisteremo anche aquile e grifoni. (NdA tra i rifugi in cui alloggeremo vi è il Rifugio CAI “Severino Bessone” al Lago Verde, secondo me, nella top-ten dei rifugi più belli e accoglienti d’Italia!) https://rifugiolagoverde.it/
LE BORGATE

Questo trekking ci porterà a fare tappa in uno dei borghi più belli d’Italia: Usseaux (https://borghipiubelliditalia.it/borgo/usseaux/) (1.416 m s.l.m.).
È commovente la cura con cui è decorato ogni dettaglio di questa borgata, già pregevole nella sua struttura architettonica. Una cura affidata ad artisti locali, ma anche a ogni semplice paesano: fiori multicolori ravvivano ogni angolo e ogni balcone, ogni sportellino è dipinto con raffinatezza, racconti e poesie sono scritte sulle pareti delle vie, murales rievocano fatti e persone.
Usseaux è preceduto dalla piccola Balboutet (1.557 m. s.l.m.) altrettanto ben tenuta e caratterizzata da 25 meridiane dipinte da artisti locali e da un piccolo museo di arti e mestieri ricavato nella stalla della casa di un privato, assolutamente meritevole di essere visitato. Anche a Salza Didiero (1.250 m s.l.m.) ritroveremo i murales, stavolta ispirati a testi di canzoni, dato che la piccola borgata ha ospitato negli anni concerti di cantautori italiani, tra cui perfino Ligabue! Mentre sul Lago di Laux (1.350 m s.l.m.) troveremo dipinti su lastre di pietra che illustrano vicende della storia dei Valdesi.
SCOPRIMINIERA
È piuttosto raro trovare un trekking che includa anche un giretto sottoterra! Il nostro trekking, invece, ci porterà anche dentro le storiche miniere di talco della Val Germanasca. Il trenino dei minatori ci porterà dell’area di estrazione e poi percorreremo un tratto a piedi durante il quale la guida ci spiegherà come si sono evolute le tecniche di estrazione del morbido minerale e le condizioni di lavoro dei minatori. Oggi molti giovani stanno tornando a lavorare in miniera, allettati dal miglioramento delle condizioni di lavoro, da un buono stipendio e da una pensione raggiunta con appena 30 anni di contributi.
MUSEO DI RODORETTO
https://museovaldese.org/museo-rodoretto/
A circa metà del nostro cammino visiteremo il Museo delle arti e dei mestieri di Rodoretto, un museo comunitario
realizzato grazie all’impegno e alle donazioni sia dei valdesi sia dei cattolici. Ce lo mostrerà Graziella Pons, cuore del
paese e madre della scrittrice Valeria Tron. Graziella conosce la storia di ogni oggetto del Museo e saprà rispondere a ogni nostra domanda e curiosità. Ci porterà anche nel templio (https://vallivaldesi.chiesavaldese.org/rodoretto-fontane/), privo di qualsiasi immagine o decorazione, e in una stanza comune in cui hanno ripristinato il forno. Lì, forse, potremo pranzare e potremo anche trovare un nuovo disegno a decorare la stanza realizzato da lei.
LA ROMA DEI VALDESI
Il nostro viaggio nelle terre valdesi non potrà che concludersi nella sua capitale culturale: Torre Pellice. Là avremo modo di visitare con una guida preparatissima il Museo https://museovaldese.org/, il Templio https://vallivaldesi.chiesavaldese.org/torre-pellice/ , il Sinodo e la Libreria Claudiana. Scopriremo così tutti gli 850 anni di storia dei Valdesi: la conversione del fondatore Valdo, un ricco mercante di Lione che, tra il 1173 e il 1174, si spogliò di tutti i suoi beni e cominciò una vita di povertà e predicazione (proprio come San Francesco d’Assisi); il periodo della predicazione e la diffusione della dottrina valdese; i lunghi anni delle persecuzioni cristiane con stragi ed esili; il riconoscimento nel 1984 come Chiesa Evangelica Valdese; il loro pensiero su temi come l’omosessualità, la contraccezione, l’aborto, l’accanimento terapeutico e l’eutanasia; il modo in cui utilizzano i fondi che hanno a disposizione… e forse qualcuno di noi potrà confermare dentro di sé: “sì, ho devoluto bene il mio 8 per mille!”.
Se non avete fretta di rientrare, può valere la pena fermarsi a pranzo in uno degli ottimi ristorantini del centro!
https://patrimonioculturalevaldese.org/
Sì, lo so, sembra impossibile che tutta questa ricchezza sia concentrata in solo 7 giorni di cammino, ma le valli occitane piemontesi sono così: una densa alchimia di natura, storia, arte e tradizione. Se volete proseguire nella scoperta di queste valli, la nostra guida vi può condurre anche in Val Maira e in Val Grana.
Per documentarvi sui valdesi in particolare, o sulle valli occitane piemontesi in generale, avete a disposizione vari libri, film e documentari…
LETTURE CONSIGLIATE
Arnaud H. “Il glorioso rimpatrio dei valdesi”
FILM CONSIGLIATI
Bogre la grande eresia europea
Il film-documentario è incentrato soprattutto sul catarismo ma è molto interessante perché parte dall’idea di un grande regista che vive nelle Valli Occitane del Piemonte: Fredo Valla
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La nostra guida è piemontese, è cresciuta su queste montagne, ha camminato e scalato qui per anni conosce ogni vetta e ogni sentiero, da 20 anni porta gruppi in queste terre ed è amico di tutti. Noi pensiamo che ci porterà semplicemente a fare un bel trekking lungo la Grande Traversata Alpina (GTA), in realtà ci narrerà una lunga storia e ci farà conoscere un’intera comunità.

UN PELLEGRINAGGIO O UN TREKKING?
Al partecipante più atletico toccherà il fardello del volume “Il glorioso rimpatrio dei valdesi”, oltre 500 pagine scritte dal pastore Henry Arnaud per descrivere minuziosamente il rimpatrio di quasi 1.000 valdesi da Nernier sul lago di Ginevra in Svizzera fino a Bobbio Pellice in Piemonte, avvenuto nel 1689, dopo oltre due anni di esilio.
Alla partecipante con più fiato, invece, spetterà il compito di leggere ogni giorno un brano tratto da questo libro, dalla partenza a Salbertrad, luogo di un’importante battaglia, fino all’arrivo al castagno secolare di Simbaud a Bobbio Pellice dove fu declamato il giuramento dei valdesi.
Non si tratterà, quindi, di un classico trekking sulle Alpi, bensì di una sorta di pellegrinaggio laico che ci porterà a ripercorrere le ultime 6 tappe piemontesi del Glorioso Rimpatrio, (https://lestradedeivaldesi.com/itinerario/glorioso rimpatrio/) un cammino lungo 327 km che ripercorre in 21 tappe l’intero viaggio condotto dai valdesi nel 1689.
Durante questo cammino conosceremo la comunità valdese e scopriremo la storia della sua chiesa, l’unica, tra tutte quelle dichiarate eretiche, sopravvissuta alle persecuzioni cattoliche!

Saremo con il nostro zaino in spalla a percorrere strade forestali, mulattiere e sentieri, senza particolari difficoltà tecniche, ma sarà un continuo sali & scendi da una valle all’altra, spesso con importanti dislivelli.
Inizieremo in Val di Susa, saliremo attraverso il Parco Naturale Gran Bosco di Salbertrad e ancora oltre il limite degli alberi fino alla Testa dell’Assietta (2.566 m s.l.m.) per poi scendere in Val Chisone fino al Lago di Laux (1.350 m s.l.m.). Risaliremo fino al Colle dell’Albergian (2.713 m s.l.m.) e riscenderemo in Val Germanasca. Risaliremo fino al Colle delle Fontane (1.572 m s.l.m.) e riscenderemo a Rodoretto e poi a Prali. Risaliremo fino al Lago Verde (2.583 m s.l.m.), incastonato tra vette che sfiorano i 3.000 m, passeremo dal Passo del Lupo e dal Colle Giulian (2.451 m s.l.m.) per poi scendere in Val Pellice.
In questo continuo sali e scendi attraverseremo boschi, pascoli e antichi circhi glaciali; contempleremo vette e cascate; visiteremo borgate, musei e le miniere di talco; alloggeremo in rifugi, alberghi e punti tappa; incontreremo greggi e, molto probabilmente, avvisteremo anche aquile e grifoni. (NdA tra i rifugi in cui alloggeremo vi è il Rifugio CAI “Severino Bessone” al Lago Verde, secondo me, nella top-ten dei rifugi più belli e accoglienti d’Italia!) https://rifugiolagoverde.it/
LE BORGATE

Questo trekking ci porterà a fare tappa in uno dei borghi più belli d’Italia: Usseaux (https://borghipiubelliditalia.it/borgo/usseaux/) (1.416 m s.l.m.).
È commovente la cura con cui è decorato ogni dettaglio di questa borgata, già pregevole nella sua struttura architettonica. Una cura affidata ad artisti locali, ma anche a ogni semplice paesano: fiori multicolori ravvivano ogni angolo e ogni balcone, ogni sportellino è dipinto con raffinatezza, racconti e poesie sono scritte sulle pareti delle vie, murales rievocano fatti e persone.
Usseaux è preceduto dalla piccola Balboutet (1.557 m. s.l.m.) altrettanto ben tenuta e caratterizzata da 25 meridiane dipinte da artisti locali e da un piccolo museo di arti e mestieri ricavato nella stalla della casa di un privato, assolutamente meritevole di essere visitato. Anche a Salza Didiero (1.250 m s.l.m.) ritroveremo i murales, stavolta ispirati a testi di canzoni, dato che la piccola borgata ha ospitato negli anni concerti di cantautori italiani, tra cui perfino Ligabue! Mentre sul Lago di Laux (1.350 m s.l.m.) troveremo dipinti su lastre di pietra che illustrano vicende della storia dei Valdesi.
SCOPRIMINIERA
È piuttosto raro trovare un trekking che includa anche un giretto sottoterra! Il nostro trekking, invece, ci porterà anche dentro le storiche miniere di talco della Val Germanasca. Il trenino dei minatori ci porterà dell’area di estrazione e poi percorreremo un tratto a piedi durante il quale la guida ci spiegherà come si sono evolute le tecniche di estrazione del morbido minerale e le condizioni di lavoro dei minatori. Oggi molti giovani stanno tornando a lavorare in miniera, allettati dal miglioramento delle condizioni di lavoro, da un buono stipendio e da una pensione raggiunta con appena 30 anni di contributi.
PROSSIMI VIAGGI IN PIEMONTE
MUSEO DI RODORETTO
https://museovaldese.org/museo-rodoretto/
A circa metà del nostro cammino visiteremo il Museo delle arti e dei mestieri di Rodoretto, un museo comunitario
realizzato grazie all’impegno e alle donazioni sia dei valdesi sia dei cattolici. Ce lo mostrerà Graziella Pons, cuore del
paese e madre della scrittrice Valeria Tron. Graziella conosce la storia di ogni oggetto del Museo e saprà rispondere a ogni nostra domanda e curiosità. Ci porterà anche nel templio (https://vallivaldesi.chiesavaldese.org/rodoretto-fontane/), privo di qualsiasi immagine o decorazione, e in una stanza comune in cui hanno ripristinato il forno. Lì, forse, potremo pranzare e potremo anche trovare un nuovo disegno a decorare la stanza realizzato da lei.
LA ROMA DEI VALDESI
Il nostro viaggio nelle terre valdesi non potrà che concludersi nella sua capitale culturale: Torre Pellice. Là avremo modo di visitare con una guida preparatissima il Museo https://museovaldese.org/, il Templio https://vallivaldesi.chiesavaldese.org/torre-pellice/ , il Sinodo e la Libreria Claudiana. Scopriremo così tutti gli 850 anni di storia dei Valdesi: la conversione del fondatore Valdo, un ricco mercante di Lione che, tra il 1173 e il 1174, si spogliò di tutti i suoi beni e cominciò una vita di povertà e predicazione (proprio come San Francesco d’Assisi); il periodo della predicazione e la diffusione della dottrina valdese; i lunghi anni delle persecuzioni cristiane con stragi ed esili; il riconoscimento nel 1984 come Chiesa Evangelica Valdese; il loro pensiero su temi come l’omosessualità, la contraccezione, l’aborto, l’accanimento terapeutico e l’eutanasia; il modo in cui utilizzano i fondi che hanno a disposizione… e forse qualcuno di noi potrà confermare dentro di sé: “sì, ho devoluto bene il mio 8 per mille!”.
Se non avete fretta di rientrare, può valere la pena fermarsi a pranzo in uno degli ottimi ristorantini del centro!
https://patrimonioculturalevaldese.org/
Sì, lo so, sembra impossibile che tutta questa ricchezza sia concentrata in solo 7 giorni di cammino, ma le valli occitane piemontesi sono così: una densa alchimia di natura, storia, arte e tradizione. Se volete proseguire nella scoperta di queste valli, la nostra guida vi può condurre anche in Val Maira e in Val Grana.
Per documentarvi sui valdesi in particolare, o sulle valli occitane piemontesi in generale, avete a disposizione vari libri, film e documentari…
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Arnaud H. “Il glorioso rimpatrio dei valdesi”
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Bogre la grande eresia europea
Il film-documentario è incentrato soprattutto sul catarismo ma è molto interessante perché parte dall’idea di un grande regista che vive nelle Valli Occitane del Piemonte: Fredo Valla