LA STORIA DI QUESTO CAMMINO

L’idea di questo cammino è di Enzo Brogi politico locale già sindaco di Cavriglia in provincia di Arezzo anni fa si rese protagonista di iniziative a livello nazionale per fare conoscere il suo comune e il territorio. Originario e residente nel paese di Loro Ciuffenna, nel 2015 organizzò insieme al figlio di Tiziano Terzani, Folco Terzani, in occasione del solstizio d’estate la Marcia del Sole da Firenze alla sommità del Pratomagno. L’iniziativa ebbe un grande successo. Nei mesi successivi, stimolato anche dai racconti della moglie Silvana che aveva fatto altri cammini, come Santiago e la Francigena iniziò a pensare ad un Cammino che ricalcasse il percorso di una sessantina di km della strada che sin dai tempi degli etruschi univa Fiesole con Arezzo nel suo tratto ai piedi del Pratomagno.
Enzo Brogi scelse Sandro Fabrizi creatore del blog La Mia Bella Toscana per progettare e iniziare a percorrere il cammino.

Gruppo Trekkilandia a Capodanno in Pratomagno
Una volta realizzata una prima bozza di percorso furono coinvolti gli enti locali e i comuni per la presentazione del Cammino e la realizzazione di una prima camminata collettiva che si svolse nel 2016.
UNA STRADA IN UN TERRITORIO RICCO DI STORIA
Le notizie che risalgono alla storia di una via di comunicazione tra Fiesole e Arezzo sono poche e non prima del 30 a.c.
C’è confusione tra la Via Cassia e la Via Clodia che avevano in comune la prima parte del percorso da Roma per poi dividersi, la Cassia verso Bolsena, Chiusi Arezzo e Firenze. La Clodia verso la Maremma si univa poi all’Aurelia. L’attuale Setteponti dovrebbe ricalcare abbastanza la Via Cassia Vetus. Secondo alcuni sarebbe diretta discendente di un tracciato etrusco che collegava Arezzo con Fiesole. Il percorso fu abbandonato per lunghi periodi ma tornò ad essere utilizzato nel Medioevo dai Longobardi e poi dai pellegrinaggi per raggiungere Roma.
Il Cammino della Setteponti in Toscana
LA  ZONA DELLE BALZE DEL VALDARNO

L’area protetta delle Balze.

Le Balze sono un paesaggio da fiaba, scavato dall’acqua e dal vento in centinaia di migliaia di anni, eredità del lago pliopleistocenico che ricopriva la valle dell’Arno da tre milioni fino a 150.000 anni fa. Sabbia e argilla nella parte inferiore e conglomerati di ciottoli cementati dal sole in quella superiore: le Balze del Valdarno sono un fenomeno geologico originale ed unico nel suo genere in Italia La terra solcata dalle acque, erosa dal vento e screpolata dal sole, dà forma a pinnacoli, pareti scavate, bastioni e mura quasi merlate: è un paesaggio a metà strada tra un cartoon e lo sfondo di un film western, con sopra i paesi dell’altipiano disposti in fila come una processione lungo la strada dei Setteponti (da Loro Ciuffenna  a Castelfranco, da Piandiscò a Reggello) con torri e campanili che bucano il cielo come negli affreschi di Masaccio.

IL PONTE A BURIANO
Il Ponte a Buriano fu costruito intorno al 1276 dalla città di Arezzo e sostituì probabilmente un più antico ponte di età romana che serviva la Cassia Vetus. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere il ponte dipinto da Leonardo sullo sfondo della Gioconda.
RONDINE CITTADELLA DELLA PACE
Il borgo di Rondine sorge sulla riva destra dell’Arno. Antico castello la cui costruzione risale al 1020 fu avamposto di Arezzo nelle guerre che lo contrapposero a Firenze. Negli anni settanta dopo un periodo di abbandono inizierà il periodo di ricostruzione con l’idea di creare unluogo di incontro e cultura. Dal 1998 qui ha sede Rondine Cittadella della Pace un’organizzazione che si impegna per la riduzione dei conflitti armati ospitando all’interno del suo Studentato internazionale ragazzi di paesi in guerra tra di loro. https://rondine.org/

CASTIGLION  FIBOCCHI E IL CARNEVALE DEI FIGLI DI BOCCO
Il paese ceduto in feudo fin dal secolo XII dai conti Guidi ai Pazzi del Valdarno prende il nome da uno di questi ultimi, Ottaviano, soprannominato Bocco. Da lui il castello fu detto “dei figli di Bocco”  e poi per contrazione Fibocchi. Dopo essere entrato a far parte del comune di Arezzo, il paese venne in possesso di Firenze nel 1384. Nel 1644 il granduca Ferdinando II lo cedette in feudo al marchese Alessandro dal Borro fino all’obolizione dei diritti feudali del Granducato. Nel 1774 venne formata l’attuale comunità annettendo al comune di Castiglion Fibocchi il comune di Gello Biscardo.
Da qualche anno in paese si organizza un carnevale con bellissime maschere e costumi in stile barocco che attira centinaia di visitatori.
https://www.carnevaledeifiglidibocco.it/

Cammino della Setteponti di trekkilandia

IL BORRO
Il Castello del Borro è ricordato nei documenti sin dall’XI  secolo. Nel 1256 vi si stbilì l’ex podestà di Arezzo che dal paese prese il nome di Dal Borro. Nel 1344 passò a Firenze alla quale fu riconfermato nel 1384 dopo una breve pausa di dominio aretino. Nel 1644 il granduca Ferdinando II lo donò come premio per il suo valore ad Alessandro Dal Borro che ne divenne Marchese. Rimase ai Dal Borro fino al 1766 quando tornò a far parte del dominio Fiorentino ormai lorenese. Il paesino fu poi dei Medici Tornaquinci, dei Dalla Torre, degli Hohenlohe, dei Savoia-Aosta ed infine dello stilista Ferragamo attuale proprietario. All’interno del borgo oltre alle botteghe artigiane e la Chiesa Parrocchiale molto suggestivi gli splendidi plastici e diorami meccanici realizzati dal parroco Pasquale Mencattini: il presepe, la favola di Pinocchio e le botteghe artigiane.  Su prenotazione è possibile visitare le cantine e la collezione di opere d’arte dedicate al vino con opere di Picasso, Mantegna, Goya, Warhol.
LA PIEVE DI SAN GIUSTINO
Risalente al XII secolo intorno ad essa si è sviluppato il borgo medesimo. La Pieve era detta “in Cabiano”, dal nome di un opreesistente “vicus” romano. Probabilmente la localizzazione dell’antica chiesa non è quella attuale, alcuni resti archeologici più antichi trovati sulla collina che sovrasta San Giustino fanno pensare che  li si trovasse la primitiva costruzione. Negli anni sessanta nella Pieve di San Giustino sono stati eseguiti restauri che hanno sacrificato le decorazioni, gli stucchi e gli altari barocchi del 1723, per mettere in luce le originarie strutture romaniche in pietra arenaria della chiesa.
LA VIGNA DELLE SANZIONI
Una delle più interessanti e monumentali opere agrarie d’Italia. Realizzata negli anni 30 come risposta alle sanzioni imposte all’Italia dopo la guerra in Etiopia. Il progetto fu dell’architetto ed urbanista Marcello Piacentini, la realizzazione durata un paio di anni di 100 operai inclusi donne e bambini. Rimane un’opera d’arte con muretti a secco e scalinate la vigna detta anche “dei cent’anni” ha un microclima mite con vitigni longevi e cloni rari come la Salamanna.
Trekking di Pasqua in Toscana
LA PIEVE DI GROPINA
La Pieve di Gropina è uno delle tappe d’obbligo di questo cammino, consigliabile effettuare una visita guidata con chi vi saprà illustrare la storia e le caratteristiche. Situata in un contesto paesaggistico notevole con panorama su un paesaggio agricolo armonioso. Sull’origine dell’insediamento si sono fatte diverse ipotesi, fra cui quella che fosse sorta su un precedente tempio etrusco o comunque su un insediamento romano. Essa sorge all’incrocio tra la viabilità della setteponti e quella chee collegava con il Casentino. L’abside è strutturalmente affine a quello della Pieve di Romena in Casentino. L’interno è strutturato in tre navate in quella di destra si accede al sottochiesa (bisogna chiedere la chiave al custode ed essere accompagnati) dove sono stati riconosciuti i resti di due edifici preesistenti. Molto interessante l’ambone semicircolare addossato alla quarta colonna destra probabilmente proveniente da una chiesa precedente. Alla Pieve di Gropina non ci sono dipinti ma ogni capitello e lo stesso ambone sono ricchi di immagini scolpite e le stesse colonne dell’abside rappresentano simboli religiosi e servivano a colpire l’immaginario popolare e ad educare alla religione.
LORO CIUFFENNA
Loro Ciuffenna sorge ad un’altezza di 328 metri sul livello del mare. Esso rappresenta uno dei centri storici più interessanti del Valdarno Superiore attraversato dal corso d’acqua del Ciuffenna e dal Rio della Madonna o Borro di Tonino che è stato incanalato. Passeggiando per le vie del centro appare in tutta la sua evidenza lo stretto rapporto del paese con le acque del Ciuffenna che da una gora erano portate al Mulino tuttora esistente e ben visibile dal ponte su cui passa il tracciato della via principale. Dove oggi si trovano la chiesa parrocchiale e quella della compagnia  sorgevano originariamente la rocca e il castello chiuso anticamente da due porte di cui oggi visibile solo la porta torre detta fiorentina o torre dell’orologio. Come si è detto sulla parte più alta si trova Santa Maria Assunta sorta quale chiesa del castello è nominata come parrocchia fino al 1875. Nei fondi del Castello esisteva un ospedale per Pellegrini rimasto nel ricordo attraverso il nome delle due viuzze: “dell’ospedale” e “dei Pellegrini”. Nella parte del Borgo più bassa a ovest dell’asse di attraversamento sorge il cosiddetto Fondaccio: gli edifici residenziali più antichi collegati da stretti vicoli scale piazzette passaggi coperti dove si può davvero respirare ancora un’atmosfera d’altri tempi. Dirigendosi verso l’attuale centro del paese da non dimenticare la visita nel Palazzo del Comune dell’interessante dedicato a Venturino Venturi che conserva dipinti e sculture del celebre artista legato al Loro Ciuffenna da un forte vincolo di affetto. Assolutamente da vedere l’antico attraversamento sul Ciuffenna il caratteristico, Ponte romanico detto anche Ponte Vecchio con la tipica arcata acuta in pietra al suo inizio ancora visibile una loggetta decorata con un fregio di foglie di quercia essa serviva come sede del doganiere che riscuoteva i pedaggi da chi entrava in paese proprio attraverso la Sette Ponti.

CASTELFRANCO DI SOPRA
Castello Franco è il nome di questa “terra nuova” fiorentina fondata dalla Repubblica alla fine del XIII secolo quale avamposto a scopi difensivi e di approvvigionamento delle derrate alimentari. Per popolare questa parte di contado, Firenze affrancò dalle tasse per dieci anni chiunque avesse scelto di trasferirvisi. Oltre che “franco”, il castello era detto “di Sopra” perché situato a monte di Firenze. La presenza longobarda, risalente alla fine del VII secolo, è testimoniata da strutture recentemente rinvenute presso l’antica badia di Soffena e databili intorno all’825, mentre la stessa abbazia è citata per la prima volta in un documento del 1014 e nel 1090 è affidata ai monaci di Vallombrosa. Nell’XI secolo a Soffena è attestato anche un castello, poi distrutto.
Nel 1299, avviene la fondazione di Castelfranco da parte della Repubblica di Firenze che, nel ripiano vicino alla badia di Soffena dove già esisteva il piccolo borgo di Casuberti, decide di erigere una “terra nuova” per favorire i commerci con la Valdarno e controllare militarmente la zona. Per popolarla, si attirano abitanti dai borghi e casolari vicini.
Nei primi decenni del Trecento sono completati il palazzo Comunale, la Loggia antica di Arnolfo di Cambio nella piazza e le mura.
Nel diciassettesimo secolo un profondo rinnovamento della vita sociale porta alla costruzione di nuovi edifici, quali palazzo Renzi, l’Oratorio di San Filippo Neri, il Convento delle Agostiniane.
Nel diciannovesimo secolo vengono distrutte numerose testimonianze storiche del passato, quali le mura e la Loggia; Castelfranco è staccata da Firenze e inglobata nella provincia di Arezzo.

SAN GIOVENALE
La chiesa intitolata a San Giovenale, è appartenente al plebato di Cascia. Posta sull’antica strada prima etrusca e poi romana consolare che connetteva Fiesole e poi Firenze con Arezzo. Sorge a 285 metri sul livello del mare ad oriente della chiesa madre. E’ documentata  dal 1052. All’interno della chiesa Tommaso Cassai, meglio conosciuto come Masaccio, dipinse un trittico con Madonna e Santi per l’altare, su commissione della famiglia Castellani, che ne aveva anche il patrocinio. Il dipinto, datato 23 aprile 1422, è considerato una delle prime opere dell’artista. L’edificio attuale conserva solo parzialmente la struttura originaria modificata nei secoli a partire dal XIII secolo.

IL MUSEO MASACCIO
Per vedere il trittico del Masaccio e altre opere d’arte della zona dovete visitare il Museo di Arte Sacra: https://www.museomasaccio.it/
COME ORGANIZZARE IL CAMMINO DELLA SETTEPONTI
Il Cammino della Setteponti non è ancora stato segnato interamente dagli enti preposti. Ci sono alcuni tratti in cui sono stati messi cartelli e i segnavia bianchi e verdi ma ci sono ancora tratti non coperti. Non esiste una traccia gpx ufficiale. Se ti vuoi organizzare puoi contattare la nostra guida Maurizio Barbagallo che vive sul territorio e ha iniziato da Pasqua del 2024 ad accompagnare gruppi su questo percorso. Ti potrà dare consigli per organizzare il tuo cammino. Puoi contattarlo alla sua mail barbagallomaurizio@gmail.com
IL VIAGGIO A PIEDI DI TREKKILANDIA LUNGO IL CAMMINO DELLA SETTEPONTI
Il nostro viaggio si svolge in 4 giorni di cammino con partenza dalla Stazione Ferroviaria di Arezzo facilmente raggiungibile da tutta Italia. Da li con un piccolo trasferimento con taxi o mezzi pubblici raggiungiamo Ponte a Buriano dove iniziamo a camminare. potremo seguire il percorso molto suggestivo che costeggia l’Arno superando varie cascatelle in un ambiente piuttosto selvaggio in caso di escursionisti esperti oppure più in alto lungo dei campi incolti fino a raggiungere Rondine.
Per altre informazioni sul trekking di gruppo lungo il Cammino della Setteponti puoi andare alla pagina del viaggio: https://www.trekkilandia.it/viaggi/trekking-il-cammino-della-setteponti/

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LA STORIA DI QUESTO CAMMINO

L’idea di questo cammino è di Enzo Brogi politico locale già sindaco di Cavriglia in provincia di Arezzo anni fa si rese protagonista di iniziative a livello nazionale per fare conoscere il suo comune e il territorio. Originario e residente nel paese di Loro Ciuffenna, nel 2015 organizzò insieme al figlio di Tiziano Terzani, Folco Terzani, in occasione del solstizio d’estate la Marcia del Sole da Firenze alla sommità del Pratomagno. L’iniziativa ebbe un grande successo. Nei mesi successivi, stimolato anche dai racconti della moglie Silvana che aveva fatto altri cammini, come Santiago e la Francigena iniziò a pensare ad un Cammino che ricalcasse il percorso di una sessantina di km della strada che sin dai tempi degli etruschi univa Fiesole con Arezzo nel suo tratto ai piedi del Pratomagno.
Enzo Brogi scelse Sandro Fabrizi creatore del blog La Mia Bella Toscana per progettare e iniziare a percorrere il cammino.

Gruppo Trekkilandia a Capodanno in Pratomagno
Una volta realizzata una prima bozza di percorso furono coinvolti gli enti locali e i comuni per la presentazione del Cammino e la realizzazione di una prima camminata collettiva che si svolse nel 2016.
UNA STRADA IN UN TERRITORIO RICCO DI STORIA
Le notizie che risalgono alla storia di una via di comunicazione tra Fiesole e Arezzo sono poche e non prima del 30 a.c.
C’è confusione tra la Via Cassia e la Via Clodia che avevano in comune la prima parte del percorso da Roma per poi dividersi, la Cassia verso Bolsena, Chiusi Arezzo e Firenze. La Clodia verso la Maremma si univa poi all’Aurelia. L’attuale Setteponti dovrebbe ricalcare abbastanza la Via Cassia Vetus. Secondo alcuni sarebbe diretta discendente di un tracciato etrusco che collegava Arezzo con Fiesole. Il percorso fu abbandonato per lunghi periodi ma tornò ad essere utilizzato nel Medioevo dai Longobardi e poi dai pellegrinaggi per raggiungere Roma.
Il Cammino della Setteponti in Toscana
LA  ZONA DELLE BALZE DEL VALDARNO

L’area protetta delle Balze.

Le Balze sono un paesaggio da fiaba, scavato dall’acqua e dal vento in centinaia di migliaia di anni, eredità del lago pliopleistocenico che ricopriva la valle dell’Arno da tre milioni fino a 150.000 anni fa. Sabbia e argilla nella parte inferiore e conglomerati di ciottoli cementati dal sole in quella superiore: le Balze del Valdarno sono un fenomeno geologico originale ed unico nel suo genere in Italia La terra solcata dalle acque, erosa dal vento e screpolata dal sole, dà forma a pinnacoli, pareti scavate, bastioni e mura quasi merlate: è un paesaggio a metà strada tra un cartoon e lo sfondo di un film western, con sopra i paesi dell’altipiano disposti in fila come una processione lungo la strada dei Setteponti (da Loro Ciuffenna  a Castelfranco, da Piandiscò a Reggello) con torri e campanili che bucano il cielo come negli affreschi di Masaccio.

IL PONTE A BURIANO
Il Ponte a Buriano fu costruito intorno al 1276 dalla città di Arezzo e sostituì probabilmente un più antico ponte di età romana che serviva la Cassia Vetus. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere il ponte dipinto da Leonardo sullo sfondo della Gioconda.
RONDINE CITTADELLA DELLA PACE
Il borgo di Rondine sorge sulla riva destra dell’Arno. Antico castello la cui costruzione risale al 1020 fu avamposto di Arezzo nelle guerre che lo contrapposero a Firenze. Negli anni settanta dopo un periodo di abbandono inizierà il periodo di ricostruzione con l’idea di creare unluogo di incontro e cultura. Dal 1998 qui ha sede Rondine Cittadella della Pace un’organizzazione che si impegna per la riduzione dei conflitti armati ospitando all’interno del suo Studentato internazionale ragazzi di paesi in guerra tra di loro. https://rondine.org/

CASTIGLION  FIBOCCHI E IL CARNEVALE DEI FIGLI DI BOCCO
Il paese ceduto in feudo fin dal secolo XII dai conti Guidi ai Pazzi del Valdarno prende il nome da uno di questi ultimi, Ottaviano, soprannominato Bocco. Da lui il castello fu detto “dei figli di Bocco”  e poi per contrazione Fibocchi. Dopo essere entrato a far parte del comune di Arezzo, il paese venne in possesso di Firenze nel 1384. Nel 1644 il granduca Ferdinando II lo cedette in feudo al marchese Alessandro dal Borro fino all’obolizione dei diritti feudali del Granducato. Nel 1774 venne formata l’attuale comunità annettendo al comune di Castiglion Fibocchi il comune di Gello Biscardo.
Da qualche anno in paese si organizza un carnevale con bellissime maschere e costumi in stile barocco che attira centinaia di visitatori.
https://www.carnevaledeifiglidibocco.it/

Cammino della Setteponti di trekkilandia

IL BORRO
Il Castello del Borro è ricordato nei documenti sin dall’XI  secolo. Nel 1256 vi si stbilì l’ex podestà di Arezzo che dal paese prese il nome di Dal Borro. Nel 1344 passò a Firenze alla quale fu riconfermato nel 1384 dopo una breve pausa di dominio aretino. Nel 1644 il granduca Ferdinando II lo donò come premio per il suo valore ad Alessandro Dal Borro che ne divenne Marchese. Rimase ai Dal Borro fino al 1766 quando tornò a far parte del dominio Fiorentino ormai lorenese. Il paesino fu poi dei Medici Tornaquinci, dei Dalla Torre, degli Hohenlohe, dei Savoia-Aosta ed infine dello stilista Ferragamo attuale proprietario. All’interno del borgo oltre alle botteghe artigiane e la Chiesa Parrocchiale molto suggestivi gli splendidi plastici e diorami meccanici realizzati dal parroco Pasquale Mencattini: il presepe, la favola di Pinocchio e le botteghe artigiane.  Su prenotazione è possibile visitare le cantine e la collezione di opere d’arte dedicate al vino con opere di Picasso, Mantegna, Goya, Warhol.
LA PIEVE DI SAN GIUSTINO
Risalente al XII secolo intorno ad essa si è sviluppato il borgo medesimo. La Pieve era detta “in Cabiano”, dal nome di un opreesistente “vicus” romano. Probabilmente la localizzazione dell’antica chiesa non è quella attuale, alcuni resti archeologici più antichi trovati sulla collina che sovrasta San Giustino fanno pensare che  li si trovasse la primitiva costruzione. Negli anni sessanta nella Pieve di San Giustino sono stati eseguiti restauri che hanno sacrificato le decorazioni, gli stucchi e gli altari barocchi del 1723, per mettere in luce le originarie strutture romaniche in pietra arenaria della chiesa.

PROSSIMI VIAGGI IN TOSCANA

LA VIGNA DELLE SANZIONI
Una delle più interessanti e monumentali opere agrarie d’Italia. Realizzata negli anni 30 come risposta alle sanzioni imposte all’Italia dopo la guerra in Etiopia. Il progetto fu dell’architetto ed urbanista Marcello Piacentini, la realizzazione durata un paio di anni di 100 operai inclusi donne e bambini. Rimane un’opera d’arte con muretti a secco e scalinate la vigna detta anche “dei cent’anni” ha un microclima mite con vitigni longevi e cloni rari come la Salamanna.
Trekking di Pasqua in Toscana
LA PIEVE DI GROPINA
La Pieve di Gropina è uno delle tappe d’obbligo di questo cammino, consigliabile effettuare una visita guidata con chi vi saprà illustrare la storia e le caratteristiche. Situata in un contesto paesaggistico notevole con panorama su un paesaggio agricolo armonioso. Sull’origine dell’insediamento si sono fatte diverse ipotesi, fra cui quella che fosse sorta su un precedente tempio etrusco o comunque su un insediamento romano. Essa sorge all’incrocio tra la viabilità della setteponti e quella chee collegava con il Casentino. L’abside è strutturalmente affine a quello della Pieve di Romena in Casentino. L’interno è strutturato in tre navate in quella di destra si accede al sottochiesa (bisogna chiedere la chiave al custode ed essere accompagnati) dove sono stati riconosciuti i resti di due edifici preesistenti. Molto interessante l’ambone semicircolare addossato alla quarta colonna destra probabilmente proveniente da una chiesa precedente. Alla Pieve di Gropina non ci sono dipinti ma ogni capitello e lo stesso ambone sono ricchi di immagini scolpite e le stesse colonne dell’abside rappresentano simboli religiosi e servivano a colpire l’immaginario popolare e ad educare alla religione.
LORO CIUFFENNA
Loro Ciuffenna sorge ad un’altezza di 328 metri sul livello del mare. Esso rappresenta uno dei centri storici più interessanti del Valdarno Superiore attraversato dal corso d’acqua del Ciuffenna e dal Rio della Madonna o Borro di Tonino che è stato incanalato. Passeggiando per le vie del centro appare in tutta la sua evidenza lo stretto rapporto del paese con le acque del Ciuffenna che da una gora erano portate al Mulino tuttora esistente e ben visibile dal ponte su cui passa il tracciato della via principale. Dove oggi si trovano la chiesa parrocchiale e quella della compagnia  sorgevano originariamente la rocca e il castello chiuso anticamente da due porte di cui oggi visibile solo la porta torre detta fiorentina o torre dell’orologio. Come si è detto sulla parte più alta si trova Santa Maria Assunta sorta quale chiesa del castello è nominata come parrocchia fino al 1875. Nei fondi del Castello esisteva un ospedale per Pellegrini rimasto nel ricordo attraverso il nome delle due viuzze: “dell’ospedale” e “dei Pellegrini”. Nella parte del Borgo più bassa a ovest dell’asse di attraversamento sorge il cosiddetto Fondaccio: gli edifici residenziali più antichi collegati da stretti vicoli scale piazzette passaggi coperti dove si può davvero respirare ancora un’atmosfera d’altri tempi. Dirigendosi verso l’attuale centro del paese da non dimenticare la visita nel Palazzo del Comune dell’interessante dedicato a Venturino Venturi che conserva dipinti e sculture del celebre artista legato al Loro Ciuffenna da un forte vincolo di affetto. Assolutamente da vedere l’antico attraversamento sul Ciuffenna il caratteristico, Ponte romanico detto anche Ponte Vecchio con la tipica arcata acuta in pietra al suo inizio ancora visibile una loggetta decorata con un fregio di foglie di quercia essa serviva come sede del doganiere che riscuoteva i pedaggi da chi entrava in paese proprio attraverso la Sette Ponti.

CASTELFRANCO DI SOPRA

Castello Franco è il nome di questa “terra nuova” fiorentina fondata dalla Repubblica alla fine del XIII secolo quale avamposto a scopi difensivi e di approvvigionamento delle derrate alimentari. Per popolare questa parte di contado, Firenze affrancò dalle tasse per dieci anni chiunque avesse scelto di trasferirvisi. Oltre che “franco”, il castello era detto “di Sopra” perché situato a monte di Firenze. La presenza longobarda, risalente alla fine del VII secolo, è testimoniata da strutture recentemente rinvenute presso l’antica badia di Soffena e databili intorno all’825, mentre la stessa abbazia è citata per la prima volta in un documento del 1014 e nel 1090 è affidata ai monaci di Vallombrosa. Nell’XI secolo a Soffena è attestato anche un castello, poi distrutto.
Nel 1299, avviene la fondazione di Castelfranco da parte della Repubblica di Firenze che, nel ripiano vicino alla badia di Soffena dove già esisteva il piccolo borgo di Casuberti, decide di erigere una “terra nuova” per favorire i commerci con la Valdarno e controllare militarmente la zona. Per popolarla, si attirano abitanti dai borghi e casolari vicini.
Nei primi decenni del Trecento sono completati il palazzo Comunale, la Loggia antica di Arnolfo di Cambio nella piazza e le mura.
Nel diciassettesimo secolo un profondo rinnovamento della vita sociale porta alla costruzione di nuovi edifici, quali palazzo Renzi, l’Oratorio di San Filippo Neri, il Convento delle Agostiniane.
Nel diciannovesimo secolo vengono distrutte numerose testimonianze storiche del passato, quali le mura e la Loggia; Castelfranco è staccata da Firenze e inglobata nella provincia di Arezzo.

SAN GIOVENALE
La chiesa intitolata a San Giovenale, è appartenente al plebato di Cascia. Posta sull’antica strada prima etrusca e poi romana consolare che connetteva Fiesole e poi Firenze con Arezzo. Sorge a 285 metri sul livello del mare ad oriente della chiesa madre. E’ documentata  dal 1052. All’interno della chiesa Tommaso Cassai, meglio conosciuto come Masaccio, dipinse un trittico con Madonna e Santi per l’altare, su commissione della famiglia Castellani, che ne aveva anche il patrocinio. Il dipinto, datato 23 aprile 1422, è considerato una delle prime opere dell’artista. L’edificio attuale conserva solo parzialmente la struttura originaria modificata nei secoli a partire dal XIII secolo.

IL MUSEO MASACCIO
Per vedere il trittico del Masaccio e altre opere d’arte della zona dovete visitare il Museo di Arte Sacra: https://www.museomasaccio.it/
COME ORGANIZZARE IL CAMMINO DELLA SETTEPONTI
Il Cammino della Setteponti non è ancora stato segnato interamente dagli enti preposti. Ci sono alcuni tratti in cui sono stati messi cartelli e i segnavia bianchi e verdi ma ci sono ancora tratti non coperti. Non esiste una traccia gpx ufficiale. Se ti vuoi organizzare puoi contattare la nostra guida Maurizio Barbagallo che vive sul territorio e ha iniziato da Pasqua del 2024 ad accompagnare gruppi su questo percorso. Ti potrà dare consigli per organizzare il tuo cammino. Puoi contattarlo alla sua mail barbagallomaurizio@gmail.com
IL VIAGGIO A PIEDI DI TREKKILANDIA LUNGO IL CAMMINO DELLA SETTEPONTI
Il nostro viaggio si svolge in 4 giorni di cammino con partenza dalla Stazione Ferroviaria di Arezzo facilmente raggiungibile da tutta Italia. Da li con un piccolo trasferimento con taxi o mezzi pubblici raggiungiamo Ponte a Buriano dove iniziamo a camminare. potremo seguire il percorso molto suggestivo che costeggia l’Arno superando varie cascatelle in un ambiente piuttosto selvaggio in caso di escursionisti esperti oppure più in alto lungo dei campi incolti fino a raggiungere Rondine.
Per altre informazioni sul trekking di gruppo lungo il Cammino della Setteponti puoi andare alla pagina del viaggio: https://www.trekkilandia.it/viaggi/trekking-il-cammino-della-setteponti/

Maurizio Barbagallo

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