L’origine delle Civiltà Precolombiane in Mesoamerica e Sudamerica gravita attorno ad un paio di centri culturali tra i quali spiccano gli altopiani centrali del Messico, la penisola dello Yucatan e la civiltà Andina dell’altopiano sudamericano. Cuore pulsante di queste prime civiltà organizzate è senza ombra di dubbio il Perù; un paese ricco di archeologia e di centri urbani che datano fino a 7000 anni prima dell’arrivo degli spagnoli. Tra questi spicca ovviamente una delle civiltà precolombiane più conosciute del continente: gli Inca, con la loro cittadella simbolo, Machu Picchu!
In questo articolo
- Machu Picchu è la cittadella simbolo degli Inca, la llaqta (città in Quechua) considerata per decenni la “città perduta tra le nuvole”. Sorge in Perù, nella regione di Cusco, a circa 2.430 m, su uno sperone tra il Huayna Picchu e la montagna Machu Picchu. Costruita a metà del XV secolo, fu riportata alla luce dall’esploratore statunitense Hiram Bingham nel 1911; oggi è Patrimonio UNESCO e una delle Sette Meraviglie del mondo moderno.
- Ci sono due modi per raggiungere Machu Picchu: la linea ferroviaria da Ollantaytambo ad Aguas Calientes, lungo il fiume Vilcanota, oppure a piedi sul cammino Inca che collega Choquequirao a Yanama e Santa Teresa. In entrambi i casi si accede dal paese di Aguas Calientes (Machu Picchu pueblo), da cui si sale per tornanti fino all’ingresso del sito.
- Il sito è aperto tutto l’anno, ma la Cordillera Vilcabamba ha due stagioni nette: quella delle piogge (da metà/fine ottobre a fine marzo) e quella secca. I mesi migliori per clima e affluenza sono agosto e settembre; giugno (Corpus Christi, Inti Raymi) e luglio (Festa dell’Indipendenza) sono i più affollati dal turismo locale.
- Oltre a terrazzamenti, stradine e piazze dell’antica città, si possono percorrere due sentieri panoramici: la salita al Huayna Picchu (“montagna giovane”) con il Tempio della Luna, e quella alla Montagna Machu Picchu (“montagna vecchia”), da cui la vista a 360° arriva fino al Salkantay e alla porta del Sole Inti Punku. Trekkilandia raggiunge Machu Picchu nei suoi viaggi a piedi in Perù, tra il Circuito Ausangate e il viaggio con il Lago Titicaca.

Per storici, archeologi e cacciatori di tesori che verso l’inizio del XX secolo si avventuravano tra le montagne del Perù meridionale, la ricerca della città perduta degli Inca rappresentava il culmine del sogno di una vita. Machu Picchu in Perù fu per molti decenni considerata la città perduta tra le nuvole: la llaqta (città, in lingua Quechua) simbolo del Tahuantinsuyo, l’impero incaico che all’apice del suo potere si estendeva dal deserto di Atacama fino alle Ande centrali dell’Ecuador.
Fu l’esploratore e archeologo statunitense Hiram Bingham, che nel 1911 raggiunse la città perduta degli Inca, ad iniziare i lunghi e difficoltosi lavori di pulizia e restauro che permisero, nei decenni a venire, di portare alla luce quella che è oggi una delle Sette Meraviglie del mondo moderno, nonché orgoglio di ogni peruviano che si incontri.

Dove si trova Machu Picchu
Prima di addentrarci tra le sue rovine, vale la pena rispondere alla domanda che ogni viaggiatore si pone almeno una volta: dove si trova esattamente Machu Picchu? La cittadella sorge nel Perù meridionale, nel dipartimento di Cusco (provincia di Urubamba, distretto di Machupicchu), a circa 80 chilometri a nord-ovest della città di Cusco. Siamo nel cuore della Valle Sacra degli Inca, là dove il fiume Urubamba — noto anche come Vilcanota — scava il suo canyon sul versante orientale delle Ande, proprio nel punto in cui la cordigliera si affaccia sul grande bacino amazzonico.
È questo incontro fra montagna e foresta a regalare al sito quel clima tropicale d’altura e quella vegetazione lussureggiante che lo rendono inconfondibile. La cittadella si trova a 2.430 metri sul livello del mare: una quota più bassa di quella della stessa Cusco (circa 3.400 m), e questo la rende sorprendentemente più accessibile di quanto si immagini, anche a chi teme il mal d’altitudine. Le sue migliori difese, per secoli, sono state proprio i profondi dirupi e le anse del fiume che la circondano su tre lati, un nascondiglio naturale agli occhi di conquistadores ed esploratori.
Cosa significa Machu Picchu
Il nome stesso racconta una storia. «Machu Picchu» significa «Montagna Vecchia» in lingua Quechua, l’idioma degli Inca ancora oggi parlato sulle Ande: machu sta per «vecchio» e picchu per «montagna» o «cima». Non a caso il picco aguzzo che le fa da sentinella in tutte le fotografie porta il nome opposto, Huayna Picchu, la «Montagna Giovane».
Curiosamente, quello con cui conosciamo il sito non sarebbe nemmeno il suo nome originario: secondo diversi studiosi la llaqta si sarebbe chiamata in origine Llaqtapata o Patallaqta. Quanto a come si scrive, la grafia corretta è Machu Picchu, in due parole, anche se in rete si incontrano spessissimo le varianti «Macchu Picchu» o «Machu Pichu».

La storia di Machu Picchu: chi la costruì e quando
Per lungo tempo Machu Picchu è stata avvolta nel mito della «città perduta», eppure non fu mai davvero perduta per le comunità andine che da sempre vivevano nei suoi dintorni: a cambiare, all’inizio del Novecento, fu semmai l’attenzione del mondo intero. Gli studi più recenti, del resto, la descrivono non come una grande metropoli, ma come una raffinata residenza reale e centro cerimoniale legato al potere imperiale inca.
Si ritiene che la cittadella sia stata edificata intorno alla metà del XV secolo per volere dell’imperatore Pachacútec, l’artefice della grande espansione del Tahuantinsuyo, e che sia rimasta abitata fino al periodo della conquista spagnola, nel XVI secolo, quando venne progressivamente abbandonata. La sua posizione era un segreto militare gelosamente custodito, e fu probabilmente questo a salvarla dalla distruzione. Riportata all’attenzione internazionale da Hiram Bingham nel 1911, oggi è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1983 e, dal 7 luglio 2007, una delle Sette Meraviglie del mondo moderno.
Machu Picchu: come arrivarci?
Machu Picchu rappresenta uno di quei luoghi che non possono mancare durante l’itinerario di un viaggio in Perù. I resti archeologici della cittadella incaica, abbarbicati tra il Huayna Picchu e la montagna Machu Picchu, regalano ad ogni viaggiatore emozioni diverse. Un paesaggio degno di nota per i pendii verdeggianti delle Ande Peruviane che la circondano e per le vertiginose pareti granitiche che cadono a picco sulla valle del fiume Urubamba; dotandola per secoli di un nascondiglio naturale agli occhi di conquistadores, esploratori ed archeologi.
Esistono due maniere per raggiungere Machu Picchu: la prima consiste nell’utilizzare l’attuale linea ferroviaria che collega la cittadina di Ollantaytambo con Aguas Calientes e che corre parallela al corso del torrente Vilcanota; la seconda, che è invece quella che utilizziamo durante il viaggio a piedi in Perù, consiste nel percorrere il cammino Inca che unisce il sito archeologico di Choquequirao al villaggio di Yanama, per poi raggiungere Santa Teresa. In entrambi i casi l’accesso al sito archeologico avviene dal centro abitato di Aguas Calientes (noto anche come Machu Picchu Pueblo, circa 2.040 m di quota), situato sul fondovalle, dal quale bisogna salire lungo una serie di tortuosi tornanti fino a raggiungere l’ingresso del monumento.
Raggiungere Machu Picchu a piedi o in treno rappresenta comunque una grande soddisfazione, ma soprattutto una forte emozione per tutti quei viaggiatori appassionati di storia, leggende e di grandi viaggi. È senza ombra di dubbio il paesaggio a regalare le emozioni più intense e genuine del viaggio di avvicinamento a Machu Picchu.
Machu Picchu: quando andare?
La cittadella di Machu Picchu in Perù è aperta durante tutto l’anno solare, anche se ovviamente ci sono periodi migliori per visitarla. Così come il resto delle montagne del Perù, anche la Cordillera Vilcabamba è caratterizzata da due marcate stagioni: quella secca e quella delle piogge.
La stagione delle piogge nei pressi di Machu Picchu va da metà/fine ottobre fino alla fine di marzo; viceversa, a mano a mano che si entra nell’autunno e nell’inverno dell’emisfero meridionale, le precipitazioni nelle Ande peruviane iniziano a farsi più scarse. La nostra estate cade a pennello per poter visitare quest’area, così come le zone limitrofe al massiccio dell’Ausangate e le montagne arcobaleno del Perù.

Occhio però che giugno è un mese festivo per la città di Cusco. Il Corpus Christi, l’Inti Raymi e altre ricorrenze dei quartieri della città attirano visitatori e turisti da ogni angolo del Perù e del Sudamerica. Durante il mese di luglio ci sono poi le vacanze invernali delle scuole e soprattutto la Festa dell’Indipendenza del Perù, settimane in cui c’è un grande flusso di turisti nazionali che ovviamente ne approfittano per visitare il sito archeologico più rappresentativo del loro paese.
Probabilmente i mesi migliori, sia per le condizioni climatiche sia per il flusso turistico, sono quindi quelli di agosto e settembre.
Che cosa vedere a Machu Picchu?
Il sito archeologico di Machu Picchu regala al viaggiatore l’opportunità di viaggiare a ritroso nel tempo, camminando tra i terrazzamenti, le stradine e le piazze dell’antica città incaica, ammirando i lavori di costruzione e modellazione del territorio che gli Inca seppero realizzare poco più di cinquecento anni fa. Tuttavia, per chi come noi è amante delle vacanze a piedi e dei trekking, esiste la possibilità di percorrere un paio di sentieri che conducono alle cime del Huayna Picchu e della montagna che dà il nome al sito archeologico.
Huayna Picchu, la «montagna giovane» (2.693 m)
Huayna Picchu, in lingua Quechua «montagna giovane», è quel picco montuoso triangolare coperto dalla vegetazione che fa da sentinella alle rovine della llaqta e che appare in tutte le foto. La salita al Huayna Picchu, che sfiora i 2.693 metri di quota, consiste in un sentiero che presto si trasforma in una serie di scalinate arrampicate lungo il versante orientale e settentrionale della montagna. In prossimità della cima si può visitare il cosiddetto «Tempio della Luna» e godere di una visuale diversa della cittadella incaica vista dall’alto.
La Montagna Machu Picchu, la «montagna vecchia» (3.082 m)
Il sentiero che conduce alla Montagna Machu Picchu, la «montagna vecchia», è ancora più interessante e panoramico del precedente. Dall’entrata si imboccano i terrazzamenti verso sudovest fino a raggiungere un cancello presso il quale è richiesta la registrazione. Da qui inizia il trekking che, dai 2.430 m circa delle rovine principali, conduce fino alla cima della Montagna Machu Picchu, a poco più di 3.082 metri di quota.

La vista a 360° dalla cima permette, nelle giornate terse, di apprezzare parte della Cordillera Vilcabamba, dove spiccano i nevados Salkantay, Soray e Veronica. È chiara, da lassù, la posizione strategica della città incaica: protetta su tre lati dalle sinuose anse del fiume e accessibile da sud attraverso l’Inti Punku, la Porta del Sole (circa 2.720 m), il varco da cui i camminatori del cammino Inca scorgono per la prima volta la cittadella.
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Domande più frequenti su Machu Picchu
Dove si trova Machu Picchu?
Machu Picchu si trova in Perù, nella regione di Cusco, a circa 80 km a nord-ovest dell’omonima città, nel cuore della Valle Sacra degli Inca attraversata dal fiume Urubamba. La cittadella sorge a 2.430 metri di quota, sul versante orientale delle Ande.
A che altitudine si trova Machu Picchu?
La cittadella si trova a 2.430 metri sul livello del mare. È più bassa della stessa Cusco (circa 3.400 m). I due picchi che la affiancano sono più alti: il Huayna Picchu raggiunge i 2.693 m e la Montagna Machu Picchu i 3.082 m.
Cosa significa Machu Picchu?
In lingua Quechua «Machu Picchu» significa «Montagna Vecchia» (machu = vecchio, picchu = montagna). Il picco vicino, Huayna Picchu, significa al contrario «Montagna Giovane».
Chi ha costruito Machu Picchu e quando?
Si ritiene che la cittadella sia stata costruita intorno alla metà del XV secolo per volere dell’imperatore inca Pachacútec, come residenza reale e centro cerimoniale. Fu abbandonata nel XVI secolo, al tempo della conquista spagnola.
È una città Inca, Maya o Azteca?
Machu Picchu è un sito Inca, costruito nelle Ande del Perù. I Maya e gli Aztechi appartengono invece alla Mesoamerica (le attuali aree di Messico e America Centrale): si tratta di civiltà diverse e geograficamente molto lontane.
Come si arriva a Machu Picchu?
Il sito si raggiunge in treno da Cusco o da Ollantaytambo fino ad Aguas Calientes (Machu Picchu Pueblo) e da lì in bus o a piedi lungo i tornanti fino all’ingresso; in alternativa, lo si raggiunge camminando lungo i sentieri di trekking come il cammino Inca.
Qual è il periodo migliore per visitare Machu Picchu?
Il periodo più favorevole coincide con la stagione secca, che va indicativamente da aprile a ottobre. I mesi di agosto e settembre offrono il miglior equilibrio fra condizioni climatiche e flusso turistico.
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Per storici, archeologi e cacciatori di tesori che verso l’inizio del XX secolo si avventuravano tra le montagne del Perù meridionale la ricerca della città perduta degli Inca rappresentava il culmine del sogno di una vita. Machu Picchu in Perù fu per molti decenni considerata la città perduta tra le nuvole. La llacta (città in Quechua) simbolo del Tahuantinsuyo, l’impero incaico che all’apice del suo potere si estendeva dal deserto di Atacama fino alle Ande centrali dell’Ecuador.
Fu l’esploratore e archeologo statunitense Hiram Bingham, che nel 1911 raggiunse la città perduta degli Inca, ad iniziare i lunghi e difficoltosi lavori di pulizia e restauro che permisero nei decenni a venire di portare alla luce quella che è oggi una delle Sette Meraviglie del mondo moderno, nonché orgoglio di ogni peruviano che si incontri.

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Machu Picchu – Come Arrivare
Machu Picchu rappresenta uno di quei luoghi che non possono mancare durante l’itinerario di un viaggio in Perù. I resti archeologici della cittadella incaica abbarbicati tra il Huayna Picchu e la montagna Machu Picchu, regalano ad ogni viaggiatore emozioni diverse. Un paesaggio degno di nota per i pendii verdeggianti delle Ande Peruviane che la circondano e per le vertiginose pareti granitiche che cadono a picco sulla valle del fiume Vilcanota; dotandola per secoli di un nascondiglio naturale agli occhi di conquistadores, esploratori ed archeologi.
Esistono due maniere per raggiungere Machu Picchu: la prima consiste nell’utilizzare l’attuale linea ferroviaria che collega la cittadina di Ollantaytambo con Aguas Calientes e che corre parallela al corso del torrente Vilcanota; la seconda che è invece quella che utilizzeremo durante il viaggio a piedi in Perù consiste nel percorrere il cammino Inca che unisce il sito archeologico di Choquequirao al villaggio di Yanama e successivamente raggiungere Santa Teresa. In entrambi i casi l’accesso al sito archeologico avviene dal centro abitato di Aguas Calientes (noto anche come Machu Picchu pueblo) che però è situato sul fondo valle, e dal quale bisogna salire lungo una serie di tortuosi tornanti fino a raggiungere l’ingresso del monumento storico.
Raggiungere Machu Picchu a piedi o in treno rappresenta comunque una grande soddisfazione, ma soprattutto una forte emozione per tutti quei viaggiatori appassionati di storia, leggende e di grandi viaggi. E’ senza ombra di dubbio il paesaggio che regala le emozioni più intense e genuine del viaggio di avvicinamento a Machu Picchu.

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Machu Picchu – Quando Andare
La cittadella di Machu Picchu in Perù è aperta durante tutto l’anno solare anche se ovviamente ci sono periodi migliori per visitarla. Così come il resto delle montagne del Perù, anche la Cordillera Vilcabamba è caratterizzata da due marcate stagioni: quella secca e quella delle piogge.
La stagione delle piogge nei pressi di Machu Picchu va da metà/fine ottobre fino alla fine di marzo; viceversa a mano a mano che si entra nell’autunno e inverno dell’emisfero meridionale le precipitazioni nelle Ande peruviane iniziano a farsi più scarse. La nostra estate cade a pennello per poter visitare quest’area così come la zona limitrofe al massiccio dell’Ausangate e le montagne arcobaleno del Perù.

Occhio però che giugno è un mese festivo per la città di Cusco. Il Corpus Christi, l’Inti Raymi e altre ricorrenze dei quartieri della città attirano visitatori e turisti da ogni angolo del Perù e del Sudamerica. Durante il mese di luglio ci sono poi le vacanze invernali delle scuole e soprattutto la Festa dell’Indipendenza del Perù, settimane in cui c’è molto flusso di turisti nazionali che ovviamente ne approfittano per visitare il sito archeologico più rappresentativo del loro paese.
Probabilmente i mesi migliori sia per le condizioni climatiche che per il flusso turistico sono quindi quelli di agosto e settembre.
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Machu Picchu – Cosa Vedere
Il sito archeologico di Machu Picchu regala al viaggiatore l’opportunità di viaggiare a ritroso nel tempo camminando tra i terrazzamenti, le stradine e le piazze dell’antica città incaica. Ammirando i lavori di costruzione e modellazione del territorio che gli Inca seppero fare poco più di cinquecento anni fa. Tuttavia, per chi come noi è amante delle vacanze a piedi e dei trekking, esiste la possibilità di percorrere un paio di sentieri che conducono alle cime del Huayna Picchu e della montagna che da il nome al sito archeologico.
Huayna Picchu, in lingua Quechua significa “montagna giovane”. E’ quel picco montuoso triangolare coperto dalla vegetazione che fa da sentinella alle rovine della llaqta e che appare in tutte le foto. La salita al Huayna Picchu consta di un sentiero che presto si trasforma in una serie di scalinate che si arrampicano lungo il versante orientale e settentrionale della montagna. In prossimità della cima si può visitare il cosiddetto “Tempio della Luna” ed aver una visuale diversa della cittadella incaica dall’alto.
Il sentiero che conduce alla Montagna Machu Picchu, la “montagna vecchia” è ancora più interessante e panoramico del precedente. Dall’entrata si imboccano i terrazzamenti verso sudovest fino a raggiungere un cancello presso il quale è richiesta la registrazione. Da qui inizia il trekking che dai 2400m circa delle rovine principali conduce alla cima di Machu Picchu a poco più di 3000m di quota.

La vista a 360° dalla cima permette nelle giornate terse di apprezzare parte della Cordillera Vilcabamba dove spiccanto il Nevado Salkantay, Soray e Veronica. E’ chiara la posizione strategica della città incaica. Protetta da tre lati dalle sinuose anse del fiume Vilcanota e accessibile da sud attraverso l’Inti Punku, la porta del Sole.
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