I Cammini d’Italia, viaggio a piedi nell’Italia più autentica

I Cammini d’Italia, prima che il Gran Tour moderno prendesse il sopravvento e nascesse il turismo vero e proprio, sono stati il teatro dei più grandi esperimenti sociali, laboratori in itinere di grandi innovazioni culturali e scientifiche.

Innumerevoli vie di lunga percorrenza lungo tutto il Medioevo, da Nord a Sud dello stivale, sono servite da vie di pellegrinaggio o commercio, realizzate per unire le aree più lontane di Imperi, Signorie e Regni.

Pellegrinaggio religioso, attività commerciali e diplomatiche erano la missione, lo scopo che portava uomini e donne, sante e santi, commercianti e “imprenditori” del tempo, magnati, artisti e commessi diplomatici a muoversi, a viaggiare per giorni, mesi e a volte anche anni.

Spesso queste vie coincidevano e lungo il cammino poteva accadere di tutto.

E’ così che si è sviluppata la cultura italiana ed europea: unendo e fondendo, attraverso il cammino, culture e conoscenze spesso particolari e diverse le une dalle altre.

Quanta eredità sotto i nostri piedi!

Oggi, grazie ai Cammini, molte di queste vie sono rinate. Anche le zone più remote e meno turistiche possono essere raggiunte dal turista a piedi, dall’escursionista che vuole cogliere ogni angolo di bellezza del territorio a passo lento, camminando. Di nuovo abbiamo l’occasione di conoscerci e mischiarci.

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Segnavia sulla Via Francigena in Val d’Orcia
Da Nord a Sud: oltre la Francigena c’è di più!

La Via francigena è indubbiamente la Via madre d’Europa e il tratto italiano è forse il più amato nel Mondo per la sua completezza e bellezza: natura, storia, archeologia e buon cibo!

Anche il Cammino sui Passi di San Francesco e il Cammino di San Benedetto sono tra i Best Seller dei Camini d’Italia da fare almeno una volta nella vita.

Il Cammino da la Verna ad Assisi è ugualmente uno dei Cammini d’Italia più popolari tra gli amanti dei pellegrinaggi e delle bellezze della nostra terra.

Ma non dimentichiamo tutti gli altri Cammini!

Le grandi vie di percorrenza, infatti, spesso di antica origine, erano raggiunte da sentieri e vie secondarie dai territori e regioni geografiche periferiche, verso cui il potere del tempo (politico, religioso) aveva degli interessi, o viceversa per interesse dei locali ad entrare in contatto con la nuova era.

Molti dei Cammini si snodano in Italia tra i borghi e le città che hanno avuto un ruolo decisivo nella Storia millenaria del Paese, ma non fatevi trarre in inganno…non sempre sono percorsi facili e alcuni attraversano zone montuose e ancora impervie del nostro paese.

Viaggiare a piedi per scoprire piccoli tasselli dimenticati della nostra cultura e della nostra Storia, angoli di grande bellezza naturale e incredibile fascino.

Ecco alcuni dei Cammini d’Italia più originali da seguire

Vi vogliamo incuriosire e portare alla periferia del grande turismo di massa, nei meandri dell’Italia più autentica e genuina, laddove il tempo scorre lento e scandisce una vita densa, fatta delle piccole grandi cose del quotidiano. Piccole economie locali sostengono e ruotano intorno a comunità legate da un profondo spirito di appartenenza che si perde nel tempo.

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In Cammino in Umbria lungo il Cammino dei Borghi Silenti
Sentiero Occitano Classico

Il Sentiero Occitano è un Trekking che si sviluppa in Piemonte, in Val Maira (Alpi Cozie).

Non lo troverete nell’elenco dei Cammini d’Italia, ma ha un grande valore naturalistico e antropologico, quindi noi ci teniamo a farvelo conoscere.

Il naturale isolamento dell’ambiente alpino della Val Maira, tra i più belli e meglio preservati a livello naturalistico del Piemonte, ha permesso a questa Valle di non essere investita dai grandi flussi turistici e a luoghi come l’Altopiano della Gardetta di rimanere l’habitat ideale per le marmotte e le stelle alpine.

Il Turismo degli ultimi anni, è sostenibile e consapevole della ricchezza naturale e culturale che questa Valle conserva e protegge.

Sentirete tra le valli l’eco della lingua d’oc, oggi una minoranza linguistica d’eccellenza e di grande valore antropologico, lingua di origine neolatina diffusa a partire dal 1300 in Occitania, il grande territorio che andava dalla Catalogna spagnola fino alle Alpi Cozie in Piemonte e altre 13 valli italiane, passando dal sud della Francia. La Val Maira conserva ancora oggi la lingua, la cultura e le tradizioni occitane, che si può apprezzare in ogni aspetto del vissuto, dell’arte, della musica.

La cucina vi sorprenderà: i ravioles, le acciughe, l’agnello sambucano e piatti della cucina piemontese classica si fondono per sorprendere il vostro palato la sera, quando in locanda finalmente vi siederete a cena a sorseggiare il Dronè, vino ricavato dagli antichi vitigni Droneresi.

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A piedi in Val Maira sul Sentiero Occitano
Cammino dei borghi silenti

Il Cammino dei Borghi Silenti ha riscosso molto successo negli ultimi anni tra i Cammini d’Italia.

Si sviluppa ad anello per circa 90 km alle pendici dei Monti Amerini (Umbria sud occidentale) permettendo al camminatore delle varianti che accorciano di qualche km il totale complessivo della percorrenza.

La catena montuosa si sviluppa da Narni a Civitella del Lago, tra il fiume Nera e il Tevere.

Dalle dolci vette rotondeggianti (Croce Serra, quota massima 996 metri s.l.m) lo sguardo spazia sulla Toscana, le Marche, il Lazio, fino al Gran Sasso e i Monti Sibillini.

Il Cammino si sviluppa nel cuore dell’Umbria più autentica, lontano dal caos del turismo di massa: piccoli borghi silenti che hanno preservato nei secoli l’impianto medievale siti archeologici (come la Necropoli umbro – etrusca del Vallone di San Lorenzo presso Montecchio) si fondono con il paesaggio caratterizzato da boschi sempreverdi di leccio e ampi prati pascoli, castagneti e ulivi.

Su questa viabilità locale si sviluppa il Cammino dei Borghi Silenti, intercettando le direttrici principali del Corridoio Bizantino su cui furono innalzati castelli, torri e fortificazioni a monitorarne il via vai.

Quello che è sicuramente presente è il Silenzio: questo Cammino è perfetto per chi cerca spazio per se stessi.

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Uno dei bellissimi panorami lungo il Cammino dei Borghi Silenti
Cammino di Santa Giulia

Il Cammino di Santa Giulia è uno dei numerosi Cammini d’Italia dedicati al transito delle reliquie di Sante e Santi, un vero e proprio viaggio, spesso lungo e pieno di pericoli per arrivare intatte al loro luogo di pace eterna  dove verranno custodite con cura e venerate dai locali.

Un pellegrinaggio che diventa cammino storico e spirituale, attraverso le bellezze naturali ed emergenze storico artistiche che si possono incontrare da Livorno a Brescia.

Per volere del Re Longobardo Desiderio e sua moglie Ansa, nel 762 d.C le reliquie di Santa Giulia, nativa di Livorno, di cui è la Patrona, fanno un lungo viaggio di 467 km attraverso l’Italia, dal mare alla montagna.

L’intero percorso è composto da 25 tappe.

Uno dei tratti più interessanti e ricchi di testimonianze legate alla santa (chiese e pievi a lei nominate, è proprio l’inizio del percorso, che si snoda in 5 tape da Livorno a Lucca passando anche attraverso il territorio pisano.

Si parte dalla Chiesa di Santa Giulia a Livorno, poi si passa in territorio Pisano incontrando la Chiesa di Santa Giulia a Caprona presso Calci, scollinando i Monti Pisani si arriva in Lucchesia, dove termina il Trekking presso la Chiesa di Santa Giulia di Lucca.

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Scorcio lungo la Via Ghibellina
Via Ghibellina

La Via Ghibellina è uno dei nuovissimi Cammini d’Italia, promosso dall’Associazione Comunità Toscana il Pellegrino.

Il percorso inizia dalla bellissima Firenze e raggiunge Poppi in Casentino, lungo un percorso di grande interesse storico – artistico lungo circa 60km.

Da Poppi è possibile inoltre raggiungere il Santuario de La Verna in altri 20km circa, la meta spirituale del cammino, che si snoda tra sentieri, strade bianche, tratturi e lunghi tratti di antiche vie lastricate come alle origini. Le Pievi romaniche, i ponti medievali, mulini e borghi bellissimi, come Poppi e il suo castello, rendono il percorso interessante per tutti gli amanti della natura, della storia e dell’arte.

La possibilità di intersecare i cammini francescani diretti ad Assisi lo arricchiscono di magia e spiritualità.

Dal Bargello, antica sede del Palazzo del Podestà di Firenze, che nel 1865 divenne il primo Museo Nazionale Italiano dedicato alle arti del Medioevo e del Rinascimento, si percorre il Lungarno in direzione Bagno a Ripoli dove si raggiunge l’Antico Spedale del Bigallo. Si prosegue per Vallombrosa. Dopo aver superato Castel Leone presso Montemignaio e Castel San Niccolò si raggiunge il Castello di Poppi.

Da qui, passando per Bibbiena, si può giungere a Chiusi della Verna e il Santuario di San Francesco.

Vi diremo di più: da qui è possibile proseguire in riva destra del Tevere e raggiungere Assisi via Perugia.

I Cammini delle isole

Un posto speciale tra i Cammini d’Italia lo hanno conquistato i Cammini del Sud e in particolare quelli che si sviluppano nelle Grandi Isole, Sardegna e Sicilia.

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Punto panoramico su una delle più belle tappe del Cammino Minerario di Santa Barbara
Il Cammino Minerario di Santa Barbara

Il Cammino Minerario di Santa Barbara, inaugurato nel 2017, ha subito conquistato il podio come il più bello dei Cammini d’Italia.

Il progetto iniziale della Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara e dell’Associazione Pozzo Sella, sta ottenendo i suoi frutti e sta regalando al territorio il futuro sostenibile che si augurava, basato su un turismo consapevole che apprezza la cultura locale, profondamente legata all’era mineraria, che ha visto la Sardegna protagonista dell‘Industria mineraria a livello internazionale, ma anche promotrice delle prime rivendicazioni sindacali e manifestazioni popolari a tutela dei diritti dei lavoratori e delle loro famiglie.

Il percorso completo copre una vasta area di circa 500 km nei territori del Sulcis, dell’ Iglesiente, del Guspinese. Non solo mare, ma anche montagne e grotte (la cima più alta raggiunta sul percorso è 900 metri s.l.m). Il percorso inizia nella città di origini medievali di Iglesias, bellissimo borgo dal fascino strano: nel suo centro, circondato da mura e torri medievali in ottimo stato, si fondono lo stile eclettico dei primi del ‘900, lo stile razionalista con le abitazioni dei minatori.

Le tappe del percorso classico sono 30 e attraversano siti di grande valore naturalistico e paesaggistico, ma permettono anche di visitare siti archeologici di epoca nuragica, fenicio-punica romana. L’itinerario permette ovviamente di visitare i Siti di Archeologia industriale mineraria di inestimabile valore, come Porto Flavia a Masua, Monteponi a Iglesias, la Miniera di San Giovanni e molte altre ancora.

Il valore non è dato solo dall’avanzatissimo livello ingegneristico degli impianti e soluzioni tecnologiche all’avanguardia, spesso sperimentate per la prima volta proprio in Sardegna, ma soprattutto per l’enorme bagaglio di umanità, dignità e cultura che ci vogliono ricordare: questa è la civiltà della miniera.

La Santa protettrice dei Minatori

Il Cammino di Santa Barbara in Sardegna segue i sentieri dei minatori, ricavati per avvicinare i villaggi minerari dell’entroterra o le città alle miniere, si inerpicano su per le montagne o lungo costa; in parte si tratta anche di larghe strade bianche che tagliano la roccia e i pascoli, realizzate dalle varie Società Minerarie che si sono susseguite tra ‘800 e ‘900 per rendere più veloce e agevole il trasporto dei minerali dalle miniere fino ai porti, per partire alla volta dell’Italia e dell’Europa (in particolare quello di Carloforte sull’Isola di San Pietro).

Il percorso è stato dedicato a Santa Barbara non a caso: sono moltissime le chiese, le cappelle, i santuari lungo il percorso dedicati alla Santa protettrice dei minatori (ma anche degli artificieri, dei vigili del fuoco e dei marinai, degli architetti, degli ingegneri ambientali, dei campanari e degli ombrellai).

Le origini del culto dedicato a Santa Barbara di Nicosia in Sardegna risalgono addirittura all’epoca bizantina (V d.C) e la Chiesa più antica a lei dedicata è datata al 1223 e si può incontrare lungo il Cammino.

Quello che lascia il segno di questo cammino è probabilmente il susseguirsi senza fine di paesaggi grandiosi, l’incalzare di lussureggianti colori dal blu del mare al verde smeraldo della macchia passando per le mille tonalità di giallo, arancio e ocra delle rocce; i maestosi e imbattibili tramonti; le alte dune di sabbia; le alte falesie, sono solo 5 buoni motivi per fare Trekking nel Sud Ovest della Sardegna…tutti gli altri li scoprirete camminando sul Cammino Minerario di Santa Barbara.

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Inizio del percorso sulle falesie di Masua in direzione Cala Domestica, sul Cammino Minerario di Santa Barbara
Le Vie Francigene della Sicilia

La Via francigena sull’Appennino Siculo è uno dei Cammini d’Italia più interessanti, perché attraversa il territorio montano lontano dal caos del turismo di massa delle coste, permette di apprezzare gli aspetti della tradizione e del territorio e abbandonare gli stereotipi legati al turismo classico.

Si cammina attraverso l’Appennino Siculo, da Palermo a Messina, per 400km circa divisi in 22 tappe, lungo l’antica direttrice che univa la Porta d’Oriente con la Porta d’Occidente, tappa fondamentale della Via Francigena nel suo complesso.

Ma è possibile fare meno tappe per approfondire la conoscenza dei territori attraversati.

Per esempio il tratto da Caccamo a Randazzo è lungo circa 160 km diviso in 10 tappe: con questo itinerario si giunge fino alle pendici dell’Etna, attraverso le splendide Madonie, i Nebrodi e i Peloritani. Le tappe permettono di pernottare in alcuni dei borghi più belli d’Italia, come Sclafani Bagni, Caltavuturo, Gangi, Polizzi, le due Petralie, Troina e Randazzo.

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A piedi sulle Madonie lungo la Via Francigena da Palermo a Messina
La Magna Via Francigena da Palermo ad Agrigento

La Magna Via Francigena in Sicilia, il cammino dei cammino di Sicilia, è tra i Cammini d’Italia e delle Vie Francigene forse il più particolare e desiderato, anche per la sua longevità.

E’ stata recentemente tracciata e definita dagli Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia, è una delle 4 vie francigene portate alla luce dal grande lavoro dei volontari e inaugurata nel 2017.

In 183 km dal Mediterraneo al Tirreno, dal Golfo di Palermo alla Valle dei Templi di Agrigento, è un susseguirsi di bellezza.

“Magna” è la via raccontano i documenti storici, per sottolineare la percorribilità accessibile anche a carri e convogli, e “francigena” perché legata ai Franchi, o Normanni, che avevano il controllo sull’isola. Utile via di collegamento per traffici commerciali e controllo politico del territorio.

E’ una rete di strade molto attive in epoca medievale, come tutte le francigene che si rispettino, e ha origini romane (forse ancora più antiche), come del resto gli altri tratti di Via Francigena che attraversano l’Europa, dall’Inghilterra all’Italia.

Il cammino è diviso in 9 tappe e attraversa aree montuose tra i 600 e i 900 metri, quindi può definirsi un vero e proprio trekking.

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Tappa finale della Magna Via Francigena: la Valle dei Templi di Agrigento
Scopri tutti i nostri viaggi a piedi sui Cammini d’Italia e d’Europa

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Carla Pau

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